venerdì, 03 luglio 2009, ore 19:29

Giorno libero dopo sette lavorati, oggi. Ho fatto un po' le pulizie, organizzato un po' la festa di compleanno per il prossimo sabato, chiacchierato con la mamma, poi bel giro in bici sul lungofiume, minisiesta nel parco a prendere il sole, poi casa, merenda, doccia, minisiesta sul letto. Ore sette, capelli bagnati, il sole splende ancora, fa caldo, è estate.

Ieri mattina Simon mi ha scritto un messaggio non appena arrivato in ufficio, facendo riferimento alla serata del giorno prima e i commenti dei suoi colleghi. Ci avrei scommesso. A sentire il marito di Jarmila, erano tutti interessati a me, e tutti delusi di scoprire che stavo uscendo con Simon. Sicuramente avrà provato un pizzico di gelosia o un pizzico di orgoglio a sentirli parlare di me. E ho capito una cosa fondamentale: che probabilmente io sono tanto Donna quanto Simon è Uomo.

Ho pensato un sacco oggi. Ho anche letto i nostri due profili astrologici, cazzata da un lato, ma dall'altro mi ha portato a capire quanto possono essere "lost in translation" due persone che vivono secondo diversi canoni. Io sono emotivamente instabile. Parto in quarta, sempre, con tutto ciò che mi entusiasma: e quando mi accorgo di essere 10 metri piu avanti, ci rimango male. Ed è una caratteristica molto difficile da gestire. Senz'altro se una persona che non mi conosce bene mi vede in uno di questi momenti, è probabile che mi prenda per una da cui stare alla larga. Chi mi conosce, invece, non si aspetta altro da me, e sa che basta lasciarmi sbollire, che il giorno dopo è come non fosse successo nulla.

Ma allo stesso tempo non sono dipendente: amo i miei spazi. Non vedrò Simon per un'altra settimana causa vari suoi impegni e viaggi, ma superata la fase rubinetto dell'altra sera, riguardo a questo sono tranquilla. Mi piace condividere tempo insieme alle persone che stimo sempre per via dell'entusiasmo, ma allo stesso tempo ammiro molto un uomo con molti impegni e passioni. Tutto quello che voglio è sapere che non sto perdendo il mio tempo, che la voglia di conoscersi meglio continua ed è reciproca. Cercare questa conferma nel numero di messaggi spediti è poco saggio, con una persona che ha già dimostrato di essere abbastanza disorganizzata nelle comunicazioni e che comunque mi ha gia confermato ad ogni incontro di essere decisamente interessata a me. Così, ho deciso di cercare una conferma nelle azioni, nel tempo che passiamo insieme. E anche chiedendoglielo: in fondo, con un uomo, meglio eliminare la pratica del "leggere tra le righe" che porta solo fraintendimenti. Per quanto mi riguarda, i messaggi li limiterò allo stretto necessario, per lo più di risposta per evitare la situazione del "perchè ci mette due giorni a rispondere". O al massimo lo chiamo. Lost in translation? E allora cambiamo lingua!

Poi ho pensato anche che io a ottobre parto. Per tre mesi, includendo le vacanze in italia. L'ultima cosa che cercavo era una relazione, prima di questo viaggio. Se mi devo mettere con qualcuno adesso, dev'essere con qualcuno abbastanza  indipendente, capace di capire quello che sto facendo e di darmi sostegno. Quello che assolutamente non ho intenzione di fare è andare in Ecuador e passare il tempo su skype a barcamenarmi tra nostalgia e sbalzi emotivi. Forse Simon è la persona più adatta per questo, condivide con me la passione per i viaggi e per le esperienze di crescita personale, approva in pieno la mia decisione e ha fatto già esperienze di questo tipo in passato.

Insomma, cerco di rilassarmi, di rallentare: non per lui, ma principalmente per me. Non è facile, l'emotività non è qualcosa di semplice da tenere sotto controllo. Ma tenendo l'Ecuador in mente, dovrebbe essere un po' più semplice lasciar andare le insicurezze.

Buon weekend a tutti!

blossom80

giovedì, 02 luglio 2009, ore 00:25

Ieri sera ero un rubinetto di lacrime. Motivo? Il solito, uomini. Frustrazione. Domande senza risposta. Mi sono resa conto che spesso piangere mi ricarica, il giorno dopo mi sento molto più leggera e serena. Almeno quello.

Oggi appunto ero più allegra, energica. Sono uscita dopo lavoro con una mia collega, suo marito - che lavora con Simon, l'irlandese - e vari suoi colleghi, meno Simon che invece doveva recuperare la sorella in visita dall'irlanda. Mi sono divertita un casino, adoro la compagnia degli uomini, specialmente quando così amichevoli e giocosamente sarcastici come quelli di stasera...adoro quel finto prendersi in giro a vicenda e scambio di battute ad effetto!!! Abbiamo riso e scherzato come vecchi amici fino a sera tardi e ho anche un po' flirtato - giocosamente - con un paio di loro, penso di essergli anche piaciuta abbastanza , ero proprio in serata...che poi non mi dispiacerebbe che Simon lo venisse a sapere, cosi magari si attiva un attimo!! (non tutti sanno di me e Simon, era la prima volta che li incontravo) Mi piace un sacco ogni tanto essere circondata da uomini  e sentirmi così apprezzata...mi fa sentire donna, mi fa sentire forte e sicura di me.

Quando sono arrivata a casa, ho trovato un mazzo di girasoli ad aspettarmi, da parte di Maite che ieri sera mi aveva visto piangere....ma che amici stupendi ho????

Infine mi sono loggata nella pagina dell'università per leggere i risultati degli esami dell'ultimo semestre...ormai non contano piu perchè ho cambiato università, ma lo stesso contano per me, per gli sforzi che ho fatto...erano altre tre A.

Niente lacrime stasera. Solo tanta serenità.

blossom80
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lunedì, 29 giugno 2009, ore 23:57

In questi giorni simpatizzo molto con coloro che vorrebbero smettere di fumare, ma non ce la fanno (anche se non ho mai fumato in vita mia). Con chi comincia una nuova dieta ogni lunedi e ad ora di cena si sente morire dalla voglia di svuotare il frigo. Io sto provando ad essere paziente, ma ci sono dei momenti che mi viene davvero voglia di mandare tutto a quel paese.

Mi viene da ridere, perchè alla fin fine la situazione rasenta davvero il ridicolo con questa new entry maschile nella mia vita: rido di rassegnazione perchè ormai ho capito che il tipo in questione da un lato è genuinamente una splendida persona, dall'altra è davvero inutile con i messaggi e la comunicazione in generale. Ora vado a dormire senza una risposta al mio ultimo sms,  e in questi giorni passerò le varie fasi dal "mi cadono le braccia", attraverso il "ma perchè fa cosi?" fino al "meglio lasciar perdere", che sarà quando poi si farà sentire con qualche scusa (ma la realtà è che si è dimenticato di rispondere) e ci vedremo e si farà perdonare di tutto.

Al momento sto anche vagliando varie ipotesi, dal fatto che effettivamente è irlandese in tutto e per tutto (compresa la testa sulle nuvole) al fatto che ha ottomila impegni e secondo me non riesce ad abbandonarne nemmeno mezzo, e tenta disperatamente di creare dal nulla degli spazi nuovi in cui inserire anche me (con poco risultato, ma magari da parte sua è una strafatica).

Fatto sta, che alla fin fine non riesco davvero a mandarlo a quel paese, e mi metto a ridere ogni volta che penso alla sua disorganizzazione e lentezza. In fondo, chi ha più fretta? A ottobre se tutto va bene parto, e chi vuole esserci al mio rientro lo abbraccerò con piacere, e a chi non ci sarà non avrò nè tempo nè voglia di pensare.

Nel frattempo, cerco di adottare la filosofia del "take it easy". Con tanta, tanta fatica, ma anche qualche primo risultato!

 

blossom80

giovedì, 25 giugno 2009, ore 09:32

Sono una persona mossa dall'entusiasmo. Quando qualcuno mi entusiasma, parto subito in quinta. E spesso poi rimango delusa se la persona non risponde con lo stesso entusiasmo. Ho deciso di provare un'altra via, quella della pazienza. Dell'aspettare, prendere quello che mi viene dato e vedere cosa ne viene fuori. Ma mi sto rendendo conto che anche questa via non è priva di frustrazioni e delusioni, di dubbi e domande.

Fino a che punto puoi giustificare la lentezza nel costruire rapporti con "è fatto cosi" o "ha bisogno dei suoi tempi, dei suoi spazi"? Come puoi capire, all'inizio di una relazione, se la persona è semplicemente "non molto interessata" o semplicemente "molto impegnata"? Se il messaggio che non arriva è perchè alla tal persona non piace messaggiare, o se la chiamata che non arriva è perchè la tal persona si sente in imbarazzo a chiamare o semplicemente non è come te, non ha bisogno di contatto continuo? Specie se la tal persona comunque ti ha gia chiesto di vederti nel finesettimana? A che punto tutto questo giustificare diventa un patetico tentativo di mettersi il prosciutto sugli occhi anzichè arrendersi all'evidenza?

Cerco di ripetermi che non siamo tutti uguali. Che non tutti siamo incollati a pc e telefonino 24 ore su 24 e che c'è ancora chi non ha internet. Che non tutti si buttano a capofitto in una storia non appena provano qualcosa di bello per qualcuno, e che anzi, è forse molto più saggio conoscersi un po' per volta. Penso a un mio caro amico, che sicuramente si riconoscerà nella descrizione di cui sopra e mi inviterà a continuare ad essere paziente, perchè se ci fosse lui nei panni del tipo in questione probabilmente si comporterebbe allo stesso modo. Ed è pensando a lui e al rapporto meraviglioso che lentamente abbiamo costruito insieme, effettivamente, che riesco a rimanere più obbiettiva e mettere da parte le mie aspettative.

Allo stesso tempo però, guardo alla storia di una mia amica, che appena conosciuto il tipo si è praticamente quasi trasferita da lui e mi chiedo se non dovrei ambire a qualcosa cosi per essere felice, vista la mia indole da tutto e subito. E poi mi ricordo anche che in passato questo tuffarmi a pesce in ogni nuova relazione non mi ha portato altro che delusioni, bruciando tutto all'inizio e dimenticandomi di lasciare spazio alle diversità.

Vorrei tanto una risposta, ma mi sto obbligando a non cercarla. Per la prima volta, cerco di calarmi nella mentalità anglosassone del "dating", quel periodo in cui due persone si incontrano regolarmente per conoscersi meglio, ma senza ancora essere una coppia, quindi virtualmente senza impegno o aspettative da entrambe le parti (da Wikipedia: Dating is any social activity undertaken by, typically, two people with the aim of each assessing the other's suitability as their partner in an intimate relationship).

Il prossimo viaggio lo faccio sui monti del Tibet a fare meditazione zen e yoga!!!!!

blossom80
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lunedì, 22 giugno 2009, ore 12:27

Tre giorni liberi dal lavoro passati senza un preciso piano.
La gente pensa che io senza un piano non sappia vivere, ma non è così. Mi piace improvvisare.  E' solo che spesso ho tempo libero in quantità inferiore alle cose che voglio fare e alle persone che voglio vedere e per riuscire a fare tutto ho bisogno di programmare.

Anyways. Questo weekend ho deciso di prendere tutto come veniva, ed è venuto alla grande. Venerdi settimanale incontro mattutino alla desperate housewives last minute da Starbucks con un mio caro amico di Napoli, amico ritrovato da qualche tempo e con cui faccio delle conversazioni fantastiche, per lo più sui temi di viaggi, donne/uomini e scelte di vita.  Poi ho studiacchiato al parco e infine drinks all'Anchor Pub con Matteo & Co, a parlare di cose allegre tipo "che canzone vorresti al tuo funerale" :) (vedi post precendente per quanto mi riguarda). Non son ben sicura come sono arrivata fino a casa dopo 1 pinta di birra, un bicchiere o due di vino, un bicchiere o due di Pimms e uno shot di amaretto, ma di quello che sono sicura è il mal di testa da hangover della mattina successiva.

Sabato mi ha chiamato l'irlandese, Simon, per invitarmi a vederlo giocare una partita di calcio gaelico irlandese, invito che ho accettato senza sapere a cosa stavo andando incontro.... era come andare a vedere una partita di terza categoria in un paesino sperduto della bassa friulana!!!! Campo sportivo/comunità irlandese in culo al mondo fuori londra, dove tutti e dico tutti erano irlandesi, compresi i due vecchietti a bordo campo con cui ho guardato la partita che avevano anche la radiolina per non perdersi la partita di rugby e un sacchetto di caramelle da far venire il diabete solo a guardarlo. C'era pure una specie di bar dove al piano superiore si festeggiava un matrimonio (irlandese) e se andavi nel retro della cucina la cuoca ti dava the caldo e hamburger con le cipolle, che ho apprezzato particolarmente considerato che ero oltre 24 ore digiuna dal giorno prima (alcool a parte). Il calcio irlandese è una figata, un mix tra calcio, rugby e pallamano, molto piu dinamico del calcio tradizionale ma la parte più interessante era sentirli urlare come dei dannati (in pieno accento irlandese) l'uno all'altro e anche all'arbitro, per non parlare delle zuffe in campo che materazzi e zidane ci fanno un baffo. Dopo la partita siamo andati a casa sua, dove c'era anche il suo coinquilino irlandese Colin, perchè lui doveva esercitarsi con le Uillean Pipes, una specie di zampogna tipica irlandese che produce quel tipico suono della musica irlandese.  La sera poi mi son fatta raggiungere da un amico e siamo andati al pub (irlandese) a sentire Simon & friends che suonavano (musica irlandese), il pub era praticamente un concentrato di personaggi di little britain, con una finestra aperta sul take away tailandese che potevi poi mangiarti nel pub, spettacolo! Ad ogni modo, musica strabella a concludere una giornata tutta irlandese. Simon è un grande e son proprio contenta di averlo conosciuto e di poter conoscere un po' meglio la cultura di una nazione che ho sempre un po' ignorato. Chissa se mai riuscirò anche a capire il loro accento assolutamente incomprensibile!!!

Domenica sono andata a nord di Londra, alla fine della northern line (o fine del mondo, per un londinese del centro come me!) a pranzo dai miei amici ungheresi Timea e Csabi. Domenica passata un po' fuori al sole e un po' a poltrire sul divano, parlare di Indonesia, Ecuador e Wimbledon, alla fine sono rimasta fino a cena, la luce sembrava non volersi spegnere più nel giorno più lungo dell'anno, un vero spettacolo. E la sera, di nuovo nella mia casetta vuota (Maite è in Spagna, ma comunque ultimamente non è molto a casa causa un certo signorino che è entrato nella sua vita!) ho cazzeggiato online e preparato un nuovo blog, http://lorenaontheroad.blog.co.uk/, questa volta in inglese, per racontare di come cerco di realizzare questo mio sogno ecuadoriano. Comincerò a scriverci non appena ho il biglietto aereo. Devo comprare questo biglietto al piu presto. Lo ammetto, che ogni tanto davvero mi tremano le gambe al solo pensiero!

"Thats why I'm easy
I'm easy like sunday morning! [...]
Why in the world
Would anyboddy put chains on me?"

(Lionel Richie)

 

blossom80

sabato, 20 giugno 2009, ore 00:55

So no one told you life was going to be this way.
Your job's a joke, you're broke, you're love life's DOA.
It's like you're always stuck in second gear,
Well, it hasn't been your day, your week, your month, or even your year.

But, I'll be there for you, when the rain starts to pour.
I'll be there for you, like I've been there before.
I'll be there for you, cause you're there for me too.

You're still in bed at ten, the work began at eight.
You've burned your breakfast, so far, things are going great.
Your mother warned you there'd be days like these,
But she didn't tell you when the world has brought you down to your knees.

That, I'll be there for you, when the rain starts to pour.
I'll be there for you, like I've been there before.
I'll be there for you, cause you're there for me too.

No one could ever know me, no one could ever see me.
Seems like you're the only one who knows what it's like to be me.
Someone to face the day with, make it through all the rest with,
Someone I'll always laugh with, even at my worst, I'm best with you.

It's like you're always stuck in second gear,
Well, it hasn't been your day, your week, your month, or even your year.

But, I'll be there for you, when the rain starts to pour.
I'll be there for you, like I've been there before.
I'll be there for you, cause you're there for me too.


blossom80
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martedì, 16 giugno 2009, ore 00:57

Troppe le cose da scrivere. Da raccontare.

Come le ho scritte, volano già via, come pezzetti di carta in un turbine di vento, ondeggiano sul nulla, si posano a terra, poi si rialzano e svolazzano ancora. Non ce la farei mai, al momento, a raccontare in modo esauriente, completo tutto quello che sto attraversando. Cosi, mentre continua lo svolazzare di pensieri e di emozioni, faccio una specie di riassunto.

 

Ho un sogno fin da quando ero adolescente: vedere il Sud America.

Ho una passione fin da sempre: i bambini. Il loro sorriso, il loro essere cosi indifesi e allo stesso tempo cosi piu spontanei e veri degli adulti.

Viaggiare è una dei quattro pilastri su cui voglio che si appoggi la mia intera Vita; assieme alla mia famiglia di origine, la famiglia che voglio costruire e gli amici più cari.

E tra un anno e un mese, compio 30 anni.

 

Così ho deciso di partire volontaria.

All’inizio non sapevo nemmeno dove. Asia o SudAmerica? La curiosità di scoprire, di vedere è molta. Poi ho scelto di seguire il Sogno. 

Poi non sapevo dove. Brasile? Non per cominciare. Un po’ troppo pericoloso, e poi meglio un paese di lingua spagnola, per poter comunicare più facilmente.

Poi mi sono ricordata che io amo i monti. Mi sono concentrata sulla regione delle Ande, ho ascoltato consigli e racconti di chi è stato in Peru e Bolivia, poi ho scelto per conto mio.

Ecuador.

Mi ha conquistata anche se non ne so nulla. Perchè l’altitudine non è eccessiva (però la capitale, Quito, è cmq a 2850m..), perchè ci sono le Ande, la foresta pluviale, i vulcani, l’oceano.

Poi non sapevo con che organizzazione. Ho chiesto in giro, ho fatto perfino un foglio in Excel per capire le differenze. Ho più o meno scelto un’organizzazione no-profit ecuadoriana a gestione familiare, quindi niente onlus inglesi superorganizzate. E mi fido. Andrò a dare una mano in un asilo per bambini poveri, forse anche in un orfanotrofio.  

Poi non sapevo per quanto tempo. Parto a fine ottobre, voglio star via circa 8 settimane, di cui in teoria 4 di volontariato e 3/4 di viaggio zaino in spalla. Poi ho avuto paura: dove vado io, donna bionda con occhi azzurri da sola in giro per l’Ecuador? Ora mi sono tranquillizzata, se lo faccio con la testa corro gli stessi rischi che corro a Londra quando rientro la notte da sola. E comunque, deciderò all’ultimo. Perchè già lo so che io ai bimbi mi ci affezionerò da morire, e che chi lo sa se ce la faccio a lasciarli cosi presto.

Poi una mia amica mi ha proposto di raggiungermi e andare insieme alle Galapagos, paradiso naturale…poi ho visto i costi e ho deciso di non andarci piu, ci vogliono come minimo 600 dollari solo per metterci piede…sai per quanto ci mangiano i bimbi dell’orfanotrofio con quei soldi? Per quanto adori gli animali e mi troverei a un tiro di schioppo da quelle isole paradisiache, non credo proprio sia etico spendere l’equivalente di un mese e mezzo di vita in Ecuador in una settimana di flamingos, tartarughe e foche.

Ora devo comprare il volo e finalizzare le date. Aspetto solo un risultato medico per farlo più tranquilla, non volevo spargere la voce prima di averlo fatto, ma allo stesso tempo a più persone lo dico, meno possibilità ci sono che mi ritiri all'ultimo.

Sto anche organizzando la mia festa di compleanno a casa, durante la quale inizierò a fare del fundraising, ovvero raccolta di donazioni attraverso giochi, sfide ecc. Lo si fa un sacco qui in England, ma molti lo fanno per sponsorizzare il proprio viaggio di volontariato. Io il mio viaggio e il mio “capriccio” lo pago di tasca mia. Questi soldi andranno dritti dritti a chi davvero ne ha bisogno: per dimostrare che davvero l’unione fa la forza.

E me lo sta dimostrando già il fatto che tutti i miei amici hanno fatto a gara per passarmi info sul volontariato internazionale, chi mi ha messo in contatto con amici che l’hanno fatto, chi mi ha passato nominativi di associazioni e missioni, chi sta cercando di rintracciare amici, colleghi, conoscenti ecuadoriani da passarmi come contatti. Mi scalda il cuore vedere quanto solidali sono le persone che ho scelto di avere accanto, e che han scelto di avere me. Una scelta rinnovata all’istante. Perfino gli sconosciuti si fanno in quattro. Wow.

 

Ci sono altre mille cose da organizzare. Le vaccinazioni. Iniziare a pensare a che cosa portarsi dietro, tra vestiti, scarpe, medicinali. Dove mettere tutta la mia roba londinese nel frattempo (la casa la lascio). Pian piano si fa tutto.

A fine agosto lo dirò ai miei, e so già che darò un enorme dispiacere alla mamma. Per consolazione, a metà dicembre rientro a casuccia e mi fermo un mese, per stringermi forte a loro a al previsto arrivo natalizio del fratellino o sorellina di Linda! (divento doppiazia!). Le dovrò anche fare un corso accellerato di internet per poter comunicare via email dall’Ecuador. A settembre lo dirò al lavoro. Lo lascio, comunque non è più quello che voglio fare. A gennaio tornerò a Londra e ripartirò da zero, come cinque anni fa.

 

Alle volte mi sveglio la mattina in preda al panico. Mi chiedo, ma cosa sto facendo? Sto lasciando un lavoro in tempi di recessione, una casa che adoro, cinque anni di vita londinese…penso anche ai pericoli che correrò laggiù, a mia mamma che starà in pena.

Poi però penso ai bimbi. Ai sorrisi e agli abbracci che mi doneranno. Penso alla famiglia che mi ospiterà, al cibo che mi preparerà, penso alle persone che conoscerò, ai quartieri di Quito che almeno un pochino diventeranno “miei”, ai paesaggi spettacolari che vedrò, agli usi e costumi che nemmeno mi immagino.

Che cos’ho da perdere, rispetto all’infinità che avrò da guadagnare?

blossom80

giovedì, 11 giugno 2009, ore 01:40

Per tutti coloro che oggi hanno stramaledetto lo sciopero della metro che ha semiparalizzato Londra, un piccolo supporto canoro...

 

Un genio!!!!

blossom80
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mercoledì, 10 giugno 2009, ore 01:00

Ascolto i miei amici in questi giorni, si parla di noi, ci si confronta. Argomenti ricorrenti e comuni: persone che ci deludono, persone che amiamo, persone che ci arricchiscono, solitudine, crescita personale, ritmi frenetici, difficoltà economiche, viaggi, futuro. E' bello sentirsi vicini.

Continuo a progettare. Sono entusiasta e serena, convinta. Sto facendo della mia vita quello che ho sempre sognato.

C'è tanto, tanto, tanto da fare. Cosi tanto che non dovrebbe rimanere spazio e tempo per scoraggiarsi.

blossom80
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giovedì, 04 giugno 2009, ore 01:16

Ennesima biopsia, ennesimi pensieri per il futuro. Tutto si ripete a scadenza semestrale. Fuori dall'ospedale vedo solo mamme con bambini, e un po' fa paura, un po' mi fascio la testa e penso a come sarebbe la mia vita se succedesse il peggio, ma osservo con stupore come ci si abitui anche ai pensieri più negativi.

In fondo, come per tutti, certezze mediche sulla mia capacità o meno di portare avanti una gravidanza e un parto non ce ne sono e non vale la pena pensarci ora che non ho un partner e la prospettiva di metter su famiglia è ancora - purtroppo - lontana.

Ma soprattutto non è "essere incinta" il mio sogno più grande: il perno attorno a cui ruota il senso della mia esistenza è "essere mamma". E c'è una grossa differenza. Ovvio che un figlio che è sangue del tuo sangue e che si genera dentro di te è un'esperienza di vita unica. Ma il mio sogno, fin da che ricordo, è quello di aiutare un piccolo essere umano a spiccare il volo come son riuscita a fare io, e diventare speranza per il mondo.

E ora che sto cercando di organizzare un'esperienza di volontariato con bambini svantaggiati, mi capitano sotto mano tutte queste testimonianze e foto di piccoli pargoli scalzi, sporchi, malnutriti, malati, che assumono droghe dall'età di 4 anni per poter sopravvivere alla fame, che rubano per poter sopravvivere...alla vita. Ci sono cosi tante personcine nel mondo che mai potranno essere considerate "speranze", perchè mai avranno quell'unica, preziosissima qualità che abbiamo noi e di cui sono grata ogni giorno che passa: la possibilità di scelta. Assieme all'amore di una famiglia, il calore di una casa, la sicurezza di un pasto caldo.

E allora mi chiedo, come posso stare qui a preoccuparmi se mai sarò in grado di portare un bimbo nel mio grembo...quando ci sono milioni di bambini che non aspettano altro che essere portati nel mio cuore.

Speriamo di farcela a partire a ottobre.

blossom80