lunedì, 09 novembre 2009, ore 22:22

Ciao a tutti

purtroppo non ho tempo per scrivere anche in questo blog, e me ne rammarico tanto, ma al momento la mia priorita' ovviamente va al tempo vissuto in Ecuador e non quello passato davanti a un computer!

Ad ogni modo, foto, video e racconti sono disponibili in inglese sul mio "diario di bordo" alla pagina

http://ontheroadtoecuador.blogspot.com

Spero mi seguirete li' durante queste mie settimane ecuadoregne!!

Bacioni, anzi, besos!!

blossom80
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sabato, 24 ottobre 2009, ore 10:22

Dall'aeroporto di Madrid, a pochi minuti dall'imbarco per Quito.

WOOOOOOOOOOOOOOOOOOOW

:-)

blossom80
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mercoledì, 07 ottobre 2009, ore 00:59

Non sono sparita. Non del tutto, almeno. Mi sono solo seppellita in un mare di cose da fare, e pensieri, e sensazioni. Vedo gli amici uno a uno, non mi va di fare uscite di gruppo, voglio godermeli per bene, per portarmi la loro estrema bellezza in valigia con me.

E' strano tutto quello che sto provando. Un paio di settimane fa ho dovuto smantellare mezza casa, il fratello di mia cognata è venuto con il furgone e si è portato via quasi tutti i mobili. Sono rimasta con la mia scrivania, la mia sedia, un paio di scaffali. I miei vestiti sono accumulati sulle poltrone, non ho più un armadio. Ho buttato tante di quelle cose, e ancora sto buttando. Foto, biglietti del cinema, biglietti di auguri, ricordi. Cinque anni di vita ridotti a un paio di valigie e qualche scatolone poi nemmeno cosi importante, se non dovessi tornare può andare tutto nel cassonetto senza troppi rimorsi. Io, che sono sempre stata attaccatissima agli oggetti che fanno parte della mia vita, io che costruisco un nido anche dove mi fermo solo per una settimana.

Io non sento nulla. Certo, mi spiace lasciare questa Casa, l'adoro. Certo, non so immaginare di dormire in un'altro letto, in un'altra stanza. Ci penso, non è che sono indifferente. Ma sento una forza dentro che non ho davvero mai, mai avuto. Una convinzione, una certezza di star facendo la cosa giusta. La convinzione che quello che sacrifico è una briciola rispetto a quello che vado a ricevere. E la voglia, interminabile, fortissima, di scrivere davvero un nuovo capitolo della mia vita. Insomma...sento che non vado solo a fare due mesi di viaggio. Vado a dare una svolta alla mia vita. Ed è qualcosa che sento dentro...ma che, devo ammettere, viene intensificato da un altro fattore.

Mi sono innamorata. E voi direte, alle solite Ma io vi dico, mi sono innamorata come non mi sono mai innamorata nella mia vita. In un momento in cui non lo cercavo affatto, questo uomo si è fatto strada in tutta quella sfiducia che provavo, in tutto quello schifo di ricordi che mi aveva reso insensibile ad ogni cosa che mi si diceva o dimostrava. Semplicemente restando sè stesso in ogni singolo attimo, è riuscito ad affrontare una Lorena cinica e disinteressata, e dopo avermi conquistata, sta dimostrando di essere in grado di gestire meravigliosamente la solita Lorena emotiva ed esplosiva di sempre, in una maniera che non smette mai di sorprendermi ed innamorarmi. Non ho mai creduto nel destino, ma non ho dubbi che Giovanni sia il mio ed io il suo. Non ho mai provato questa consapevolezza, questa armonia, questo capirsi con il pensiero, questo affrontare ogni problema o domanda con passione, emotivita ma anche con perseveranza, vogliosi di andare a fondo, di non lasciare nulla di irrisolto.  Ok, non ci siamo ancora incontrati dal vivo. Ma è solo una questione di giorni. 18 per l'esattezza, prima di essere tra le sue braccia.

E nelle braccia dell'Ecuador, il mio nido nei prossimi due mesi. Non preoccupatevi, non cambia nulla nei miei piani di viaggio, semmai ho ancora più voglia di vedere più cose possibili. E ho aperto un nuovo blog (ho dovuto cambiare il precedente per motivi di spam) se volete seguire le mie avventure sulla linea dell'equatore.  http://ontheroadtoecuador.blogspot.com/

Non so cosa succederà dopo. Natale sarà di certo un periodo di tanti pensieri. Ma non ho mezza preoccupazione, mi sento leggera, serena.

Felice.

 

blossom80
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domenica, 20 settembre 2009, ore 11:00

A questa stessa ora 10 anni fa salivo su un treno alla stazione di Udine, direzione Villach, cambio per Salisburgo, cambio per Rosenheim, Germania.
Mi trascinavo dietro una valigia blu piu' grande di me, uno zaino e una borsa, e un'altra valigia, immaginaria, piena di speranze, paura, eccitazione.
Ricordo gli occhi di mia mamma, lucidi, erano solo 6 ore di treno, ma era la sua bambina che saliva su quel treno, la sua bambina per cui da 19 anni aveva cucinato, lavato e stirato, che aveva accompagnato a visite mediche e appuntamenti con amiche, firmato i voti  e le note di comportamento sul libretto, la sua bambina testarda che si ribellava alle sue cure, al suo interesse, alle sue preoccupazioni ma che - pur sempre - era la sua bambina...
Ricordo la mia di allora migliore amica Sara che venne in stazione per salutarmi, anche lei con le lacrime agli occhi, ricordo entrambe li', dall'altra parte del finestrino, agitando le mani fino a che il treno non era ormai che un punto all'orizzonte...
Ricordo il vagone a scompartimenti, guardavo dal finestrino le distese di granoturco ancora da mietere verso la montagna, pensavo come quello sarebbe sempre stato il mio porto, scrivevo una lettera a quell'amica che appena avevo salutato...
Ricordo il controllo passaporti al confine con l'Austria, i poliziotti che son saliti sul treno a controllare, io con gli occhioni spalancati, quasi tesa, con quel visino che dimostrava meno anni di quelli che avevo, e quella sensazione di stare attraversando "l'oceano"... e invece stavo solo crescendo, assaporando un'idea di indipendenza che al tempo ancora pensavo fosse una condizione logistica, anziche' di spirito...
Ricordo l'arrivo alla stazioncina di Rosenheim, la mamma della famiglia per cui avrei lavorato che mi accoglieva con i suoi bambini, non ricordo se c'erano tutti e tre: Maximilian, Anna-Lena e Katrin, ricordo la sensazione di freddezza nonostante i loro sorrisi...ricordo la sensazione di aver appena perso ogni punto di riferimento, la sensazione di essere sola al mondo, sola con me stessa, sola con degli sconosciuti...
Per chi mi dice che sono stata coraggiosa, per chi mi dice che sono stata forte, per chi mi dice che sono stata intraprendente, voglio dire che non mi sono sentita nessuna di queste tre cose.
Ero solo una bambina in fuga. Una bambina in cerca di se stessa. Una bambina insoddisfatta e ingrata che voleva dimostrare alla sua mamma con cui tanto era in conflitto che c'era di meglio al mondo, di quello che mi era stato offerto fin'ora.
Per la prima volta, in Germania, ho pianto invocando mia madre. Mi sono presa cura dei bambini affrontando passi simili a quelli che aveva affrontato lei quando noi figli eravamo piccoli. Assaporando i nostri piccoli progressi, incavolandosi con i nostri capricci. Da quella famiglia un po' strana me ne sono andata dopo soli due mesi, verso una famiglia piu' simile ai miei ideali, ma ricordo bene quel pomeriggio d'autunno in cui in giardino guardavo Anna Lena e Max giocare con le loro biciclette e realizzavo quanto straordinaria era stata la mia mamma in ogni singolo istante.
10 anni proprio oggi, in questo preciso istante. 10 anni dal giorno in cui mi sono resa conto che la mia vita, in realta', era una Vita.
blossom80
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sabato, 12 settembre 2009, ore 23:38

Ore 11.30pm "stavo giusto andando a dormire"

Ore 1.50am "mi si stanno chiudendo gli occhi, mi fermo solo altri cinque minuti"

Ore 2.15am "mi metti la cam? solo un minuto"

Ho spento il computer alle 4am. La sveglia suonava alle 7.30.

Sono una di quelle persone che non imparano proprio nulla dalle esperienze negative del passato. E per fortuna!

Non ho news di rilievo...in questi giorni sono pigra da far paura, o meglio, alterno alterno apatia ed entusiasmo, momenti in cui risolvo mille beghe e altri in cui non combino proprio niente, come adesso. Beh niente niente no, parlo ore e ore con il mio ecuatorianito bello G.! E cerco di non correre, di essere realista, e forse in questo sì ho imparato...o meglio, non mi fido più di nessuno. Le mie due "storie" di quest'anno mi hanno regalato tanta bella sfiducia da distribuire in porzioni generose a tutti gli uomini che si affacciano alla finestra della mia vita...e non è che smetto di vivere a 360° ogni emozione che mi viene regalata, quello mai, e non è che ho smesso di pensare che ci sia un principe azzurro là fuori, no no, i sogni continuano, ma non do più nessun vantaggio. Invece di dare cento punti e poi toglierne man mano, ne do zero e li aggiungo man mano. Esalto i meriti anzichè i demeriti. E sono molto, molto più serena. Vedrò G. e si prospettano due mesi spettacolo. Al resto ci penserò dopo aver confermato questo spettacolo!!

Ho mandato gli inviti per la festa d'addio, mi sto occupando della riconsegna dell'appartamento e la chiusura di tutti i contratti...allo stesso tempo faccio i vaccini, vado per negozi cercando solo cose per il viaggio, mando messaggi in diretta alla radio di Quito...mi sento come intrappolata in un limbo a metà tra paradiso e paradiso: da una parte Londra, la mia Casa, il mio nido, e non realizzo mica che potrebbe essere il mio ultimo mese londinese, dovessi decidere di non ritornarvi a gennaio...dall'altra l'Ecuador, che continua a regalarmi idee per il mio futuro, per il lavoro o meglio detto i lavori che mi piacerebbe fare...

Per anni e anni ho fatto piani ancor prima di terminare il piano anteriore. Ora, a quasi 30 anni, il futuro è un solo grande punto di domanda. Ed è una splendida sensazione!!!

blossom80
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martedì, 01 settembre 2009, ore 23:53

Rieccomi qui a Londra, dopo una settimana che ha fatto da spartiacque tra il “pensiero” e la “realtà” di questo mio progetto Ecuador.

Eh già, perchè da adesso in poi non è più qualcosa di lontano. Poco più di un mese per chiudere ogni connessione o quasi con questa città e questi 5 ultimi anni di vita, e per munirmi di tutto ciò che mi servirà sulla linea dell’equatore, il tutto barcamenandomi tra le ultime intense battute al lavoro, un paio di esami universitari da provare e le lunghe, lunghissime chiacchierate con il mio amorcito ecuadoregno. Insomma, il count-down è ufficialmente cominciato!

 

Prima di partire per le vacanze ho raccontato delle mie intenzioni alla mia manager, e mi sono sentita convinta e serena. Io e lei lavoriamo insieme, tra il lavoro di prima e questo, da quasi 4 anni e io la stimo tantissimo sia nel privato che nell’ambito lavorativo. Abbiamo fatto un breve bilancio di com’è stato quest’ultimo anno di lavoro insieme e ho realizzato quanto aver cambiato lavoro mi abbia permesso di riconfermare e rafforzare tutti i traguardi raggiunti in questi ultimi anni, non solo professionalmente ma anche e soprattutto a livello personale.

 

Poi sono partita per 8 giorni di Friuli, determinata a passarli A CASA. E così ho fatto. A parte due sere con amici e due pomeriggi al mare, tutto il resto del tempo l’ho passato nel mio giardino (molto spesso in costume per far scorta di sole) oppure in bici nella campagna verdeoro di fine agosto, in costante compagnia di quello splendore di nipotina di cui non riesco proprio mai a stancarmi. La soffocherei di baci quella furbetta, vivacissima e testardissima, non parla ancora bene ma unisce le parole che sa a un’espressività unica, ed è un vero piacere assistere ai suoi progressi comunicativi. Non vedo l’ora che arrivi il fratellino a Natale, ma ammetto che difficilmente un maschietto riuscirà a spodestare questa piccola peste dal trono del mio cuore!!

 

Ho raccontato finalmente alla mia famiglia del mio progetto sudamericano. L’hanno presa bene, specie mia mamma di cui un po’ temevo una reazione più sconsolata. Certo, è preoccupata com’è giusto che sia, ma si vede che è anche entusiasta per me e fiera di quello che ho deciso di fare. E io sono fiera di lei, e di tutti i miei cari, che non solo hanno imparato a rispettare le mie decisioni anche quando così anticonformiste rispetto alla loro realtà, ma anche sempre pronti a sostenermi e fare il tifo per me fin da subito.

 

Ora non mi resta che salutare e abbracciare uno a uno gli amici di Londra.

E poi….PARTIRE!

 

 

blossom80

domenica, 16 agosto 2009, ore 18:06

Sto vivendo una vita parallela. Gia' non appartengo a questo pianeta e fluttuo in uno spazio e tempo non ben definito.
Resto sveglia a chattare e leggere racconti di viaggi fino alle tre di mattina, talvolta fino alle sei o sette, dormo sonni leggeri, mi sveglio accaldata e inquieta provando una sensazione di perenne jetlag.
Mi lavo, mi vesto e raggiungo il lavoro in una sorta di trance, ascoltando le stesse due o tre canzoni sudamericane e guardando nel vuoto, immaginandomi altrove.
Ed  eseguo il mio lavoro in maniera lineare, senza passione, senza interesse. Non mi risulta insopportabile. Ma e' la stessa sensazione che provavo all'ultimo anno delle superiori: son qui a scaldare la sedia. Niente in questo ambiente riesce piu' a stimolarmi. La spugna ha smesso di assorbire. Le persone che entrano in reception non son piu' mondi da scoprire, bensi meri numeri, palline di un rosario da sgranare con pazienza per raggiungere il prossimo livello.
E non so cosa voglio fare dopo.
 
Per la prima volta da quando ho deciso di partire, non sono piu' cosi sicura di voler tornare a Londra. Non sono piu' cosi sicura di appartenere a questo tipo di vita "convenzionale".
Vorrei fare qualcosa che "abbia un senso", e vorrei vivere a contatto con la natura, e a contatto con la gente.
Penso a quell'ecuadoregno di origine indigena che ho conosciuto, con un albero tatuato sul polpaccio e un lavoro in un' organizzazione no-profit. Penso a G, il mio enamorado, appassionato di montagna e con un'agenzia di viaggi appena avviata in un paese dai molti problemi, e alla sua idea di lavorare un giorno con il turismo comunitario.
Ho voglia di conoscerli per cercare di capire se e' solo un'impressione, se e' solo l'effetto "erba del vicino", se l'idealismo e' solo un'illusione, o se e' davvero possibile fare scelte alternative.
 
Non e' certo questo il momento per prendere decisioni. Mi lascio vivere. Ma ci penso tanto, mentre fluttuo...
blossom80
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venerdì, 07 agosto 2009, ore 00:39

  • Ho preso l'influenza ma non è la suina, più verosimilmente la classica influenza post sabato sera (colpa degli amici che fumano come ciminiere, che per poter stare con loro devi fare dentro e fuori dal locale cento volte, magari pure accaldata dopo aver ballato...)
  • Dopo aver goduto leggendo del tamponamento a catena in cui è rimasto coinvolto Simon il giorno del suo compleanno (il karma negativo torna sempre indietro!!!!!!) , l'ho cancellato da Facebook, ma ho tenuto i suoi colleghi. Anzi, ho pure aggiunto un altro suo collega che mi aveva un po' fatto "le belle" quando ancora non sapeva che uscivo con Simon, e che anche a me era piaciuto. Tipo un po' fuori di testa, divertente, intelligente, forse non il mio tipo, ma per conoscersi perchè no. Ieri mi ha chiesto il numero e poi quando sono libera per vederci. E io rido!
  • Non me ne frega un fico secco degli uomini in questo momento. Se capita ci esco, li conosco, mi faccio pure un po' viziare, se se lo meritano concedo pure qualcosa, ma aspettative zero, anzi, meglio che mi stiano alla larga se cercano qualcosa in piu. Mi sento quasi io stessa un uomo, al momento. Sicura di me e stronza al punto giusto. Dev'essere il pensiero "tra due mesi sono in ecuador e del resto non me ne importa niente!". Ammetto che la sensazione mi piace un sacco...
  • Continuo a chattare con i miei nuovi amichetti ecuatoriani via Couchsurfing. Specialmente uno. Dolce, romantico, simpatico. Se continua cosi, penso che diventerà il mio "enamorado" per quei due mesetti. Perchè no. Penso di aver scovato l'unico ecuatoriano alto un metro e ottanta. Mi farà da guardia del corpo, da guida turistica e provvederà pure alle coccole. Meglio di cosi? ;)
  • Sono già innamoratissima dell'Ecuador, ascolto la radio online, imparo parole slang e pratico l'accento dolce del sudamerica. Vorrei essere già la. E ho anche un po' paura...di non volermene andare piu!!
  • Tra un paio di settimane è ora di dirlo ai miei. La paura è un po diminuita. In fondo, non vado a fare la guerra. In fondo, questa è quella che sono, e so che alla fine saranno fieri di me. Alla fine, ovvero, quando torno. Ma va bene cosi. Vuol dire che ci vogliamo bene.
  • Ci sono cosi tante cose da fare prima di partire che mi viene voglia di non farne nessuna. Disdire i contratti, cambiare indirizzo, pensare a dove mettere le cose. La cosa che invece farei anche subito è lasciare il lavoro. Davvero, non è proprio più quello che voglio fare. Bella esperienza. Now let's move on!
blossom80
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domenica, 02 agosto 2009, ore 18:16

Hangover al lavoro di domenica pomeriggio, un classico. Solo che di classico questo saturday night non ha avuto proprio nulla.
 
Cena a casa della mia soul sister, quella persona che come nessun'altra riesce a percepire le sfumature dei miei pensieri ed io le sue, quella ragazza che come me sceglie di vivere a 360 gradi in una full immersion di emozioni, sentimenti, passione. Poi si sono unite anche tre altre amiche, abbiamo scherzato, bevuto, riso, cantato, poi siamo uscite alla volta di una scena alternativa londinese che davvero non c'entra piu nulla con noi; alle volte ci riproviamo ancora a far finta che ci si puo' divertire in mezzo a gente che fa dell'apparenza uno stile di vita, ma il gioco ormai dura poco, noi ci si diverte ma poi si sa sempre quando e' ora di andare a casa e lasciare middle class girls al loro ruolo di pseudo prostitute e i fighetti dal portafoglio pieno al loro di pseudo londinesi-bene.
 
Sono arrivata a casa che erano forse le tre di mattina. Come sempre mi sono collegata a internet per controllare le mail, sorseggiando una camomilla e ripensando alla serata appena trascorsa. Amo questi piccoli momenti post uscita e pre nanna.
Sono andata a dormire alle sette e mezza con il sole gia' alto nel cielo.
 
Online c'era il mio nuovo amico ecuatoriano, G. Abbiamo parlato all'infinito. Alle volte la chat mi regala momenti tutti da vivere, nonostante la stanchezza, nonostante l'ora, nonostante l'assurdita' della situazione. Per cinque ora non siamo riusciti a staccarci da quello schermo. E' un po' una droga anche. In un certo senso, la chat ti permette di riflettere ad alta voce, con la differenza che poi di la' c'e' qualcuno a criticare, sfidare o lodare queste riflessioni. Per esempio, indirettamente ho potuto riflettere sul mio lato sognatore, su quel mio plasmare in testa l'idea di una persona e creare aspettative che puntualmente vengono deluse. Ho riflettuto sulla sfiducia che provo ora nei confronti degli uomini, e a come forse per una persona come me sia un bene imparare a sospettare. Abbiamo fatto una bellissima conversazione sull'amore in generale. "Dimmi di no, pensando di si'" dice il ritornello della canzone che mi ha fatto ascoltare. Sto ancora pensando a quando profondamente bella e vera sia questa esortazione.
Sapere che G. vive a un mondo di distanza da me mi permette di sognare e vivere emozioni senza sperare o aspettarmi nulla.  Sapere che forse avro' la possibilita' di conoscerlo dal vivo dopo queste chattate cosi intense mi riempie di entusiasmo. E mi lascia intravedere spiragli di quella esperienza che sto per vivere, di tutte le altre persone che entreranno nel mio cuore, di sorrisi e discorsi e bellezza che invaderanno la mia esistenza.
Mi sento sempre piu' Libera, e sento che la corda che mi tiene legata alla mia vita di adesso inizia gia' ad allentarsi. Per 7 settimane ne faro' senza. E io, credetemi, non vedo l'ora!
blossom80

sabato, 01 agosto 2009, ore 01:30

Odio il rumore inutile. Odio le persone che urlano quando parlano. Odio le londinesi ubriache mezze nude, e la loro voce sguaiata e rozza. Odio i clacson delle auto ogni tre secondi. Odio i motociclisti che accellerano a vuoto ai semafori. Odio i turisti italiani che girano sempre in gruppo e che quando salgono sul bus li senti attraverso le cuffie dell'ipod. Mi dan FASTIDIO.

Per riassumere, odio il West End di Londra. Vorrei dar fuoco a Piccadilly, Leicester Square, Soho e Tottenham Court Road. Datemi solo un accendino e una tanica di benzina nel weekend...ah, come sarebbe già un mondo migliore!

Anyways, rumore a parte, proprio una bella giornata libera: shopping, bicicletta, vecchi e nuovi amici. Non sta succedendo niente di speciale in questi giorni, a parte che mi son trovata un paio di amici ecuatoriani con cui chiacchierare online, e sto scoprendo un sacco di cose fantastiche sul paese in cui andrò, e del quale mi sono gia innamorata follemente!!

Buona notte e buon weekend a tutti!

 

blossom80