sabato, 31 gennaio 2009, ore 19:30

Ovvero, il libro delle facce da culo. Facebook per i più.

Trovo facebook una bella trovata per mantenere i contatti, particolarmente utile quando come me hai vissuto un po' come una zingara per qualche tempo e hai condiviso la tua vita con persone che poi hai inevitabilmente perso di vista. E' anche carino perchè è meno compromettente di un numero di telefono e quando conosci una persona nuova puoi rimanere in contatto in maniera piu discreta, fino a che non decidi se la persona ne vale la pena (e lui /lei lo decide di te, ovviamente!). Le applicazioni e i giochini sono ideati per gente che ha un sacco di tempo da perdere cosa di cui non dispongo, per cui ignoro allegramente tutti gli inviti che mi vengono mandati, ma ammetto che unirsi a qualche gruppo dal nome divertente, far sapere al mondo che mi piacciono le galatine o inventarmi gli status è anche simpatico e talvolta strappa un sorriso, per cui non posso dire di essere totalmente esente dal fattore cazzeggio.

Ora, i miei "amici" al momento sono 220. Un numero abominevole direte voi...eppure c'è gente che supera i 500 o i mille, per cui, per una londinese con qualche viaggio e lavoro alle spalle, direi che sono nella media. Però è carino restare in qualche modo legati a persone che per qualche settimana, mese o anno è stata parte della tua vita. Oppure i compaesani del tuo paesino di origine (siamo 800 scarsi in paese, ci conosciamo tutti!) e quelli dei paesi limitrofi che venivano con te al campo estivo, sul pullman verso la scuola al mattino e in discoteca la domenica pomeriggio.

Ci sono delle cose che però mi stanno altamente sulle palle, e ultimamente mi sono successe proprio una dietro l'altra:

  1. ragazzina del mio paese con cui parlo solo se la incontro per strada mi scrive in privato un messaggio "Ciao, quanto tempo, come stai? sei ancora a Londra? Io sto valutando se fare un mesetto su a studiare inglese, verso aprile-maggio. Tu che sei già sul posto sai dove posso informarmi, anche per la spesa, per alloggio e scuola che sia buona e possibilmente il tutto centrale? Verrei su sola e preferisco non andare a cercarmele!! Grazie mille." Insomma, vorrei sapere per prima cosa quando la gente capirà che io a Londra sono venuta A LAVORARE e che cazzo ne so io di scuole, alloggi (centrali eh, mica cazzi) e menate varie. Ma passi, capisco che dal paesino sperduto della campagna friulana Londra possa sembrare irraggiungibile, cosi prendo 5 minuti del mio tempo per risponderle con qualche consiglio su come muoversi per lo meno e offrendomi se avesse altre domande in futuro. Ovviamente non ricevo risposta, nemmeno un grazie microscopico, quando la tal persona vive su facebook perchè è in chat 24h al giorno. Faccia da culo numero uno.
  2. ragazza che conoscevo in germania, con cui andavo ad ubriacarmi in Oktoberfest facendo finta di essere tedesca con gli italiani per farmi offrire la birra e ascoltare indisturbata i loro apprezzamenti da uomini affamati (:D), fino a che una volta mi ha offerto di stare da lei e tipo la mattina stessa mi ha dato buca, ora non ricordo bene, ricordo però che mi ha lasciato a piedi e ho dovuto riorganizzare il mio weekend all'ultimo secondo. Mi ero un po' risentita, c'è da dire che lei non si è mai scusata nè fatta risentire e io poi non le ho piu risposto alle mail, improvvisamente trova Facebook e mi aggiunge. Io la aggiungo, vedo se vuole contattarmi, non mi contatta. Cosi la tolgo. E lei che fa? mi richiede l'amicizia. L'ignoro. Lei richiede. Io ignoro. Lei richiede. Non ci parliamo da anni. Non mi hai nemmeno detto ciao.  WHAT DID YOU NOT GET??? Faccia da  culo numero due. (chissa, magari anche legge, visto che parla italiano)
  3. ragazzo conosciuto qui ad una festa, l'ho invitato ad un'altra festa, mi dice di si, poi smette di farsi sentire improvvisamente, non mi contatta per spiegarmi come mai non è venuto, niente di niente, svanito. Oggi scrivo sullo status "esco a camden, qualcuno si unisce" e al secondo commenta "perchè no, dove, quando?". Chiamarmi sul cell no,eh? Magari si è anche dimenticato che al tempo gli avevo dato il numero. Beh, sai che ti dico caro mio, attaccati. Stasera resti a casa. Faccia da culo numero tre.

E con questo spaccato di generazione FB, passo e chiudo! Buon weekend!!

blossom80
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sabato, 24 gennaio 2009, ore 18:12

Sono una persona positiva, allegra, forte.

Non ho mai avuto un attacco di panico nella mia vita, perchè ho imparato a frenarlo sul nascere, facendo lotta greco-romana con la mia mente e con il mio fisico, io contro io. E nn mi permetterei mai di perdere di fronte a me stessa.

So entusiasmarmi come un bambino quando parlo di sogni, e far andare su di giri il motore quando faccio progetti. E nove volte su dieci, sono ottimista da dare quasi fastidio. Trovo il lato positivo anche nella merda più merdosa.

Così a volte, quando arriva un momento di sconforto, divento severissima nei miei confronti. Mi sento un fallimento per non essere riuscita a fermarlo. Avete presente la sensazione di aver deluso qualcuno a cui tenete un casino? Moltiplicata per mille, è quella che provo io nei miei confronti, in quei momenti.

Lo so, che sono esagerata. Che ci posso fare. Pretendo sempre il massimo da me stessa.

Ma a volte, "I should cut myself some slack...give myself a break". Come si dice in italiano...essere un po' piu' comprensiva con me stessa. Vivo da sola da quando avevo 19 anni, mai chiesto un centesimo ai miei dal giorno che ho messo il piede fuori dalla porta di casa, uscita da ogni crisi con la mia sola forza, mai spento un pianto nel petto di nessuno. Indipendente. Orgogliosa. Ambiziosa non per la carriera, ma nelle sfide di ogni giorno, nei sogni, dei progetti di vita.

Di tanto in tanto, forse è giusto anche ricordarmi che non sono wonder-woman...Che non cade il mondo, se mi prendo un respiro... e che chiedere un abbraccio, non è segno di debolezza. 

blossom80

domenica, 18 gennaio 2009, ore 08:23

Eventi salienti della giornata di ieri:

  1. Il mio lavoro mi ha stancato, ok. Pero' la consapevolezza del perche' mi sia sempre piaciuto tanto lavorare in reception non se ne va...e' troppo bello incontrare ogni giorno delle persone nuove, ognuna completamente diversa dalle altre, con il proprio modo di vestire, di guardare, di parlare, di interagire. La varieta' mi rende viva. Questi pensieri li ho avuti ieri, mentre ascoltavo sorridendo una cliente un po' eccentrica parlare con un'amica che non vedeva da tempo epronunciare queste due frasi: "believe me, it was sen-freaking-sational!". "you know, I am so sick when I'm without a man!". Ogni persona e' davvero un mondo!
  2. Mi hanno portata in un barettino/cafe' che non conoscevo, vicino Carnaby Street. Ha un concept piuttosto originale in stile pseudo-backpacker barra alternativo barra esotico, e ci devo troppo portare un paio di persone che conosco!  http://www.sacredcafe.co.uk
  3. Rispettando il limite dei sei livelli di separazione, sono capitata nella casa di un amico di un amico di un'amica di un mio amico, anche se casa e' un po' riduttivo, questo portoghese vive in un appartamento spettacolare a due piani vicino casa mia (solo che io vivo nel lato delle case popolari!) che io ci farei un B&B se fossi in lui. Ad ogni modo, c'era anche un bel gruppetto di italiani misti, presentazioni di rito ecc ecc, al che una ragazza (che peraltro avevo gia' incontrato ad una cena, ma nessuna delle due se lo ricordava all'inizio) mi fa "senti ma tu...." - segue momento di silenzio che cattura tutti e nel quale tu pensi "ommioddio in che momento devastato ed altamente imbarazzante della mia vita mi ha conosciuto questa" e inizi a sudare freddo mentre tutti aspettano incuriositi la continuazione della frase - "tu per caso scrivi un blog con il nickname Blossom?". Giuro spergiuro che sono diventata di un colore non presente in natura!!!!!! Questa ancora davvero non mi era mai capitata!!! Anche se devo ammettere che non mi ha dato fastidio, al contrario, mi ha fatto proprio sorridere. Vuol forse dire che sono famosa??? Senz'altro vuol dire che tra blog, Facebook & Co., la nostra generazione sta annullando pian piano anche quei sei miseri livelli di separazione. E la cosa di per se non mi dispiace nemmeno. Che poi, volete mettere? A Londra sono una blog star :D
blossom80

mercoledì, 14 gennaio 2009, ore 22:41

Il primo documento che scrivo con il mio laptop nuovo di stecca (a cui ho già dato un nome, Asi, diminutivo di Asus) è questo post. Seduta alla vetrata dell’aeroporto, la nebbia e la neve danno un colore bianco-grigio al paesaggio di campagna, ed è un effetto che mi piace molto. Pare di stare in una romantica cartolina d’altri tempi, nonostante i cartelli bassi e le luci gialle della pista di atterraggio e decollo e la campagna semi-deserta dietro richiamino assurdamente alla mia mente le immagini del campo di sterminio di Auschwitz visto di recente nei modellini e le foto dell’Imperial War Museum.

Buffa è la mente.

 

Penso alle cose che mi attendono a Londra.  Ho fatto una sorta di “to do” list mentale questo gennaio, l’ho anche messa per iscritto qua e la su vari foglietti, ed è arrivato il momento di cominciare a lavorarci su. Non sarà difficile questa volta, credo: niente propositi o tipiche promesse di inizio anno, che lasciano il tempo che trovano. Solo cose che desidero fare, che sento giuste per il momento in cui mi trovo,  e non dovrebbe essere difficile portarle a termine. Non le sento nemmeno come una sfida, seppur mi eccitino come se lo fossero. Sono talmente dentro me che le avrei fatte anche se fossimo ad agosto.

Di cosa si tratta?

Diverse cose. Per cominciare, sto facendo una lista delle cose che “mi mancano” di Londra: musei, luoghi, parchi, attività, ristoranti..quelle cose che da londinese dici “c’è tempo” e invece poi non le fai mai, e finisci a conoscere una città completamente diversa da quella che conoscono i tuoi amici turisti.  Era stato così anche durante il periodo in cui ci avevo vissuto come ragazza alla pari, quando Londra per me erano il parco di Wimbledon a Southfields, la discoteca Watershed di Wimbledon, il Fox pub di Putney e poco più. Sono splendide queste Londre personali, ma penso sia doveroso, dopo 4 anni, scoprire quanto immensamente ha da offrire questa città, specie sul lato culturale che fino a pochi anni fa non ero in grado di apprezzare.

Poi voglio cambiare università, se ci riesco. Mi piace quello che sto facendo, anche se sto studiando poco e niente (ho un esame domani, per dire, e per ora ho solo “riletto” ..) e non so che risultati porterò a casa questo semestre. Però non voglio avere le mani legate per altri 3 anni: voglio trovare un corso di laurea a distanza, per poter evitare di andare a lezione e concentrarmi solo sui contenuti,  da qualsiasi parte del mondo decida di essere.

Parte del mondo ho detto? Eh si...

C’è pure questa di novità. Ho voglia di nuove avventure. Penso a questi ultimi dieci anni, al processo di crescita che ho avuto. Penso a com’ero da diciannovenne, quando 6 mesi in un posto erano un periodo troppo lungo. Penso anche a come sono riuscita a fermarmi quando è arrivato il momento giusto, 4 anni fa. Penso a come ora sia pronta a far fondere questi due principali aspetti di me, cosi contrastanti eppure così armoniosi insieme: l’amore materno per il nido, la famiglia e le sicurezze, e la curiosità e desiderio costanti di esplorare, conoscere, sperimentare. Il primo non dipende solo da me, è ovvio, ma verrà, sono fiduciosa, e quando lo farà sarò pronta a lavorarci sodo. E’ il mio istinto più animale, quello più primordiale, quello marchiato a fuoco dentro me. Quello che dentro un b&b di campagna, circondata dai miei bambini, dal mio uomo, dalla nostra “gente” mi fa immaginare splendida e sorridente. Il secondo invece l’ho scovato con il tempo, l’ho imparato a conoscere e sviluppato con le esperienze, sta quasi interamente nelle mie mani ed è forse il più difficile da seguire, quello che richiede più coraggio, forza interiore,  convinzione. Ma a quasi 30 anni, con una mezza maturità da giovane donna e un’altra mezza incoscienza da ragazzina, è questo il momento più perfetto per dar forma alla Vita come la voglio Io.

 

Le idee e le possibilità sono tante. Al momento ce n’è una in particolare, un po’ mi fa paura parlarne, poi non dipende solo da me, e quando qualcosa dipende dall’entusiasmo e convinzione di due persone, le cose raddoppiano sì in bellezza al pensiero della condivisione, ma anche si dimezzano in stabilità, specie quando il quadro generale non è ancora altrettanto chiaro per entrambi.

Ma certe componenti le voglio a prescindere dal progetto comune. Uno di questi è il volontariato, l’altro sono i viaggi “d’avventura”, che poi avventura non lo so che vuol dire, l’importante è che siano viaggi veri, di scoperta, di full immersion in luoghi e non in touristic resorts. E vorrei provare a combinare le due cose, perché per me vanno un po’ pari passo… impossibile studiare gli impatti del turismo sulle località e popolazioni e non desiderare vederle, impossibile vederle e non voler aiutare, dare il mio minimo, umile contributo.

Così, tra esami universitari e la solita vita di tutti i giorni al lavoro, cerco di trasformare sogni in progetti, e muovo piccoli passi verso un’estate che vorrei essere, finalmente, diversa.

 

Poi si sa, che Lorena è capace fracassare al suolo assieme ai suoi sogni in maniera quasi magistrale. Ma 10 anni han dimostrato che in un qualche modo si rialza sempre, e riparte.

Un po’ di paura ce l’ho lo stesso. Ma non voglio essere nemmeno io quella dei mille sogni, e nessuno realizzato. E allora, io vado… poi se viene qualcuno con me, allora lì sì che sarebbe davvero il massimo.

blossom80

sabato, 03 gennaio 2009, ore 08:42

Meno sei gradi, MENO SEI GRADI... a Londra!!!! Fa freddo perfino qui nella Spa, e io lavoro pure in maniche corte, brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr, voglio la mia copertina di pile...

Ad ogni modo, stamattina l'hotel nel suo volantino informativo ci ha piazzato l'oroscopo per il 2009, specie gennaio. Cosa che solitamente non leggo, in quanto non credo alla predizione del futuro, e dell'astrologia sono solo interessata/incuriosita dalla parte del tema natale e delle posizioni dei pianeti alla nascita. Ad ogni modo, ho dato una sbirciata al Cancro...

"Gennaio particolarmente forte sul piano personale e sociale. Le relazioni sono un punto focale per la tua attenzione, e conversazioni produttive e comunicazione con gli altri portano un senso di stabilita'. Quest'anno, un "romance" (come si traduce? storiella?) ha buone probabilita' di sbocciare in una "partnership" (societa' per azioni? un po' di cash nn starebbe male! :D). Alcune revisioni sono richieste nella tua carriera, e nel tuo lavoro ti concentrerai sulle relazioni pubbliche"

Ho sorriso tutta entusiasta, poi ho letto quelle degli altri segni....sono tutte piu o meno uguali!! Che fregatura...

Ora invece vado a cercare di interpretare l'incubo di stanotte...e' l'unico sogno che faccio ciclicamente, ovvero quello di perdere un treno/aereo/bus...e so gia' in parte da cosa e' provocato (nota mentale, mangiare i tortellini con il pesto prima di andare a dormire non e' proprio una mossa saggia...!), ma ogni volta secondo me ha anche un significato nascosto...e allora ci penso su un po', da brava piccola freud...!

 

blossom80

giovedì, 01 gennaio 2009, ore 11:59

Titolo poco originale, lo so. Ma sono qui al lavoro, si', avete sentito bene, c'e' anche chi lavora il primo gennaio, e no, non perche' mi hanno obbligato, ma per mia scelta, perche' mi sentivo in colpa per essere andata a casa a Natale e le altre qui a lavorare, e perche' mi pagano di piu', e perche' sinceramente pensavo non ci venisse nessuno oggi in Spa, ma figuriamoci, questa e' Londra, qui c'e' sempre qualcuno in giro, qualcuno che telefona per chiedere informazioni, qualcuno a cui ovviamente non passa un cazzo o non sopporta piu di stare attorno alla propria famiglia, ai bambini urlanti e alle mogli rompipalle e vuole seppellirsi nella nostra silenziosissima relaxation room.

Spero che abbiate passato un capodanno felice, o perlomeno che lo abbiate passato! Il mio come da tradizione e' stato indimenticabile, il che non e' necessariamente una cosa positiva, da quando sono a Londra il capodanno e' sinonimo di malattie e sfighe varie per cui come proposito per l'anno nuovo mi sa che ci piazzo una visita a Medjugorie (fa piu' alternativo di Lourdes) nel periodo delle feste natalizie

Non per raccontarvi i cazzi miei, ma insomma, ormai siamo in famiglia e poi si sa che io non ho peli sulla lingua, sono rientrata bella felice dal mio shopping capodannesco pronta a preparare una tonnellata del mio tiramisu buonosissimo, con tanto di savoiardi pagati oro al delicatessen italiano di Victoria (quasi £4 sterline un pacco di savoiardi, alla faccia della crisi!!!!) e invece mi sono ritrovata sulla tazza del cesso piegata in due dal dolore a -letteralmente- pisciare sangue, lacrime a go-go, io che non piango mai per il dolore fisico, ma a dire il vero erano anche lacrime di spavento e di non sapere che cazzo fare, chi cazzo chiamare il giorno di capodanno. Per fortuna sono riuscita a reperire il numero della guardia medica, che mi ha dato un appuntamento in un ospedale in culo al mondo a Ladbroke grove, nel Bronx praticamente a giudicare dal numero di hoodies e pitbull che giravano di li.  Dopo un viaggio apocalittico sono arrivata con scena alla fantozzi che non ce la facevo piu, tipo "dove cazzo e' il bagnoooo" con lancio di giubbotto e borsetta al suolo, e poi l'indiano di turno (avete presente Apu dei Simpson? ecco, era lui) mi ha fatto due secondi di visita (senza mai guardarmi negli occhi) e mi ha spedito a casa con una ricetta di antibiotici e la diagnosi di urinary tract infection. La cosa assurda e' che non sono proprio cosi soggetta a cistiti, e l'unica volta che ho avuto una cosa simile (con corsa all'ospedale e antibiotici) e' stata proprio a capodanno di tre anni fa, insomma, diciamo che bere alcool e poter brindare a champagne l'ultimo dell'anno per me e' proprio mission impossible!

Ad ogni modo, per fortuna la giornata poi si e' ripresa, e ringrazio innanzitutto coloro che mi son stati vicini o ci han provato mentre mi facevo prendere dallo sconforto e dalla rabbia sparando frasi tipo  "capodanno di merda" a destra e a manca. Si e' ripresa anche grazie alla bella serata che ho passato a casa di Matteo con Maite, Yuko (giapponesina simpaticissima), il coinquilino inglese di Matteo (Michael) e i suoi amici, un italiano timidino e due inglesi risoprannominati "l'alcolizzato" (che si aggirava per la casa mendicando vino rosso, rubando il vino di Yuko destinato al vin brule' ) e "il viscido" (una specie di omaccione apparentemente innocuo, ma con un nonsoche' di irritante e sinistro), insomma un gruppo improbabile, ma alla fine ci siamo anche divertiti. Il cibo e' stato un po' fusion (tortilla di patate spagnola di maite, tacos e chilli alla messicana di Yuko, spaghetti al ragu', noodles con gamberetti al curry  di Michael -che e' di origine srilankese, il mio friulanissimo frico di formaggio e patate, e per finire anche una crostata di marmellata, ribattezzata "il mattone", per la quale abbiamo trovato vari usi alternativi, per esempio come fermaporta o come oggetto contundente da lanciare contro il nemico in stile guerriero giapponese  Le conversazioni vergevano per lo piu su argomenti allegri quale: come morire di una morte memorabile, requisiti burocratici per poter avere un funerale come cazzo pare a te (su proposta di Michael per esempio le ceneri di Matteo verranno da lui stesso sparse nel Gange) e come far sapere ai propri contatti facebook che si e' passati a nuova vita. Evviva il macabre!!!!

La parte clue della serata comunque e' stata la capatina a London Bridge per intravedere i fuochi d'artificio nello splendido setting del ponte, con il Tower Bridge dietro e tutte le luci della City davanti, e devo dire che dei tre capodanni per strada, questo e' stato il piu suggestivo, perche' non eravamo schiacciati dalla folla, la gente era molto festosa ma non (ancora) dilaniata, tutti sono stati semicivili e insomma...non c'erano nemmeno i turisti e ci sentivamo semplicemente... londinesi.

Da non dimenticare anche la mezzanotte spagnola, un'ora prima, festeggiata nelle migliori delle tradizioni ispaniche trangugiando 12 acini d'uva (uva regina gigante!) a tempo con i 12 rintocchi della campana di Madrid a Puerta del Sol, ascoltati live via radio su internet.....questa volta ce l'ho fatta a ingoiarli entro i dodici rintocchi, evviva!!!! Mi aspettano 12 mesi di fortuna!!! Cliccate qui per vedere le foto della serata

E per il resto, sono pensierosa in questo primo giorno di 2009, entusiasta da un lato ma diffidente dall'altro, e sento qualcosa bollire sotto i miei piedi...sento che questo sara' anno di novita', di importanti cambiamenti, ma non so ancora di che tipo e allora resto in allerta, annusando ogni angolo come fanno i gatti, gli occhi attenti, i baffi in vibrazione, pronta a scattare, o scappare, o saltare.

Che sia un buon anno per tutti.

blossom80