giovedì, 25 giugno 2009, ore 09:32

Sono una persona mossa dall'entusiasmo. Quando qualcuno mi entusiasma, parto subito in quinta. E spesso poi rimango delusa se la persona non risponde con lo stesso entusiasmo. Ho deciso di provare un'altra via, quella della pazienza. Dell'aspettare, prendere quello che mi viene dato e vedere cosa ne viene fuori. Ma mi sto rendendo conto che anche questa via non è priva di frustrazioni e delusioni, di dubbi e domande.

Fino a che punto puoi giustificare la lentezza nel costruire rapporti con "è fatto cosi" o "ha bisogno dei suoi tempi, dei suoi spazi"? Come puoi capire, all'inizio di una relazione, se la persona è semplicemente "non molto interessata" o semplicemente "molto impegnata"? Se il messaggio che non arriva è perchè alla tal persona non piace messaggiare, o se la chiamata che non arriva è perchè la tal persona si sente in imbarazzo a chiamare o semplicemente non è come te, non ha bisogno di contatto continuo? Specie se la tal persona comunque ti ha gia chiesto di vederti nel finesettimana? A che punto tutto questo giustificare diventa un patetico tentativo di mettersi il prosciutto sugli occhi anzichè arrendersi all'evidenza?

Cerco di ripetermi che non siamo tutti uguali. Che non tutti siamo incollati a pc e telefonino 24 ore su 24 e che c'è ancora chi non ha internet. Che non tutti si buttano a capofitto in una storia non appena provano qualcosa di bello per qualcuno, e che anzi, è forse molto più saggio conoscersi un po' per volta. Penso a un mio caro amico, che sicuramente si riconoscerà nella descrizione di cui sopra e mi inviterà a continuare ad essere paziente, perchè se ci fosse lui nei panni del tipo in questione probabilmente si comporterebbe allo stesso modo. Ed è pensando a lui e al rapporto meraviglioso che lentamente abbiamo costruito insieme, effettivamente, che riesco a rimanere più obbiettiva e mettere da parte le mie aspettative.

Allo stesso tempo però, guardo alla storia di una mia amica, che appena conosciuto il tipo si è praticamente quasi trasferita da lui e mi chiedo se non dovrei ambire a qualcosa cosi per essere felice, vista la mia indole da tutto e subito. E poi mi ricordo anche che in passato questo tuffarmi a pesce in ogni nuova relazione non mi ha portato altro che delusioni, bruciando tutto all'inizio e dimenticandomi di lasciare spazio alle diversità.

Vorrei tanto una risposta, ma mi sto obbligando a non cercarla. Per la prima volta, cerco di calarmi nella mentalità anglosassone del "dating", quel periodo in cui due persone si incontrano regolarmente per conoscersi meglio, ma senza ancora essere una coppia, quindi virtualmente senza impegno o aspettative da entrambe le parti (da Wikipedia: Dating is any social activity undertaken by, typically, two people with the aim of each assessing the other's suitability as their partner in an intimate relationship).

Il prossimo viaggio lo faccio sui monti del Tibet a fare meditazione zen e yoga!!!!!

blossom80
commenti (5)
Commenti
#1    25 Giugno 2009 - 13:33
 
Di questo argomento si potrebbe parlare per ore senza trovare una risposta: non c'è una cosa giusta nè una sbagliata in questo senso. Ognuno ha il proprio carattere e, per come ragiono io, se voglio veramente bene ad una persona la accetto per come è, nei suoi pregi e nei suoi difetti, cercando di capire le sue scelte ma rispettandola, ed io non mi faccio problemi ad essere come sono anche se a volte so di essere pesante o rompiballe ma so che le persone che mi vogliono bene mi accettano così.
Non ci sono regole ma semplicemente quello che ci dicono la nostra testa e il nostro cuore, perchè è facile parlare dall'esterno ma quando ci sei dentro sei tu che sbatti la testa. E, alla fine, in certi casi è sempre meglio portare avanti le proprie idee piuttosto che seguire quelle degli altri per poi avere rimpianti.
Laura
utente anonimo

#2    27 Giugno 2009 - 05:18
 
ritoro a leggerti, dopo un bel pò.
sempre un piacere:)
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#3    27 Giugno 2009 - 17:43
 
Mi associo al #1. Non esiste un unico metodo da raccomandare. Si potrebbe dire: Siate voi stessi! Ma chi sa, veramente, chi è? Normalmente cerchiamo tutti di nascondere i nostri difetti e mettere in risalto i pregi, ma fino a quando è possibile? Il metodo opposto, esagerare i nostri difetti, perchè col tempo si veda che in realtà non sono così terribili, è rischioso, ma in certi casi potrebbe anche funzionare.
C'è anche un altro aspetto. Leggevo non so dove che l'espressione "partire in quarta" o in quinta, come tu dici, non si riferisce all'automobile, bensì alla scherma. Sitratta cioè di una posizione aggressiva, ma che lascia anche punti scoperti. Non dimentichiamo mai l'insegnamento del vecchio Freud. ;)
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#4    28 Giugno 2009 - 02:18
 
tibet? vengo con te.
ormai non ci capisco più niente, non mi resta che votarmi alla zitellaggine da sorella materassi
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#5    29 Giugno 2009 - 21:58
 
Prima di tutto: HELLO! :D
Secondo, il commento al post: Lo so che tu sei una che appena intravede una relazione si mette in posizione firestarter sulla linea di partenza, perché ti lasci andare all'istinto.. é qualcosa che non potrai mai eliminare, é parte di te, al massimo potrai certo provarci e migliorarti, se crederai che sia giusto cambiare. Quel che devi peró ricordare é che nessuno é tenuto a cambiare per nessun altro, quindi se uno tende ad avere relazioni letargiche, ergo é il tuo opposto, non vuol dire che la cosa non funzioni ma che semplicemente devi imparare ad analizzarlo e rispettarlo. Forse é anche piú bello cosí.
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