Sono una persona mossa dall'entusiasmo. Quando qualcuno mi entusiasma, parto subito in quinta. E spesso poi rimango delusa se la persona non risponde con lo stesso entusiasmo. Ho deciso di provare un'altra via, quella della pazienza. Dell'aspettare, prendere quello che mi viene dato e vedere cosa ne viene fuori. Ma mi sto rendendo conto che anche questa via non è priva di frustrazioni e delusioni, di dubbi e domande.
Fino a che punto puoi giustificare la lentezza nel costruire rapporti con "è fatto cosi" o "ha bisogno dei suoi tempi, dei suoi spazi"? Come puoi capire, all'inizio di una relazione, se la persona è semplicemente "non molto interessata" o semplicemente "molto impegnata"? Se il messaggio che non arriva è perchè alla tal persona non piace messaggiare, o se la chiamata che non arriva è perchè la tal persona si sente in imbarazzo a chiamare o semplicemente non è come te, non ha bisogno di contatto continuo? Specie se la tal persona comunque ti ha gia chiesto di vederti nel finesettimana? A che punto tutto questo giustificare diventa un patetico tentativo di mettersi il prosciutto sugli occhi anzichè arrendersi all'evidenza?
Cerco di ripetermi che non siamo tutti uguali. Che non tutti siamo incollati a pc e telefonino 24 ore su 24 e che c'è ancora chi non ha internet. Che non tutti si buttano a capofitto in una storia non appena provano qualcosa di bello per qualcuno, e che anzi, è forse molto più saggio conoscersi un po' per volta. Penso a un mio caro amico, che sicuramente si riconoscerà nella descrizione di cui sopra e mi inviterà a continuare ad essere paziente, perchè se ci fosse lui nei panni del tipo in questione probabilmente si comporterebbe allo stesso modo. Ed è pensando a lui e al rapporto meraviglioso che lentamente abbiamo costruito insieme, effettivamente, che riesco a rimanere più obbiettiva e mettere da parte le mie aspettative.
Allo stesso tempo però, guardo alla storia di una mia amica, che appena conosciuto il tipo si è praticamente quasi trasferita da lui e mi chiedo se non dovrei ambire a qualcosa cosi per essere felice, vista la mia indole da tutto e subito. E poi mi ricordo anche che in passato questo tuffarmi a pesce in ogni nuova relazione non mi ha portato altro che delusioni, bruciando tutto all'inizio e dimenticandomi di lasciare spazio alle diversità.
Vorrei tanto una risposta, ma mi sto obbligando a non cercarla. Per la prima volta, cerco di calarmi nella mentalità anglosassone del "dating", quel periodo in cui due persone si incontrano regolarmente per conoscersi meglio, ma senza ancora essere una coppia, quindi virtualmente senza impegno o aspettative da entrambe le parti (da Wikipedia: Dating is any social activity undertaken by, typically, two people with the aim of each assessing the other's suitability as their partner in an intimate relationship).
Il prossimo viaggio lo faccio sui monti del Tibet a fare meditazione zen e yoga!!!!!