Non sono sparita. Non del tutto, almeno. Mi sono solo seppellita in un mare di cose da fare, e pensieri, e sensazioni. Vedo gli amici uno a uno, non mi va di fare uscite di gruppo, voglio godermeli per bene, per portarmi la loro estrema bellezza in valigia con me.
E' strano tutto quello che sto provando. Un paio di settimane fa ho dovuto smantellare mezza casa, il fratello di mia cognata è venuto con il furgone e si è portato via quasi tutti i mobili. Sono rimasta con la mia scrivania, la mia sedia, un paio di scaffali. I miei vestiti sono accumulati sulle poltrone, non ho più un armadio. Ho buttato tante di quelle cose, e ancora sto buttando. Foto, biglietti del cinema, biglietti di auguri, ricordi. Cinque anni di vita ridotti a un paio di valigie e qualche scatolone poi nemmeno cosi importante, se non dovessi tornare può andare tutto nel cassonetto senza troppi rimorsi. Io, che sono sempre stata attaccatissima agli oggetti che fanno parte della mia vita, io che costruisco un nido anche dove mi fermo solo per una settimana.
Io non sento nulla. Certo, mi spiace lasciare questa Casa, l'adoro. Certo, non so immaginare di dormire in un'altro letto, in un'altra stanza. Ci penso, non è che sono indifferente. Ma sento una forza dentro che non ho davvero mai, mai avuto. Una convinzione, una certezza di star facendo la cosa giusta. La convinzione che quello che sacrifico è una briciola rispetto a quello che vado a ricevere. E la voglia, interminabile, fortissima, di scrivere davvero un nuovo capitolo della mia vita. Insomma...sento che non vado solo a fare due mesi di viaggio. Vado a dare una svolta alla mia vita. Ed è qualcosa che sento dentro...ma che, devo ammettere, viene intensificato da un altro fattore.
Mi sono innamorata. E voi direte, alle solite Ma io vi dico, mi sono innamorata come non mi sono mai innamorata nella mia vita. In un momento in cui non lo cercavo affatto, questo uomo si è fatto strada in tutta quella sfiducia che provavo, in tutto quello schifo di ricordi che mi aveva reso insensibile ad ogni cosa che mi si diceva o dimostrava. Semplicemente restando sè stesso in ogni singolo attimo, è riuscito ad affrontare una Lorena cinica e disinteressata, e dopo avermi conquistata, sta dimostrando di essere in grado di gestire meravigliosamente la solita Lorena emotiva ed esplosiva di sempre, in una maniera che non smette mai di sorprendermi ed innamorarmi. Non ho mai creduto nel destino, ma non ho dubbi che Giovanni sia il mio ed io il suo. Non ho mai provato questa consapevolezza, questa armonia, questo capirsi con il pensiero, questo affrontare ogni problema o domanda con passione, emotivita ma anche con perseveranza, vogliosi di andare a fondo, di non lasciare nulla di irrisolto. Ok, non ci siamo ancora incontrati dal vivo. Ma è solo una questione di giorni. 18 per l'esattezza, prima di essere tra le sue braccia.
E nelle braccia dell'Ecuador, il mio nido nei prossimi due mesi. Non preoccupatevi, non cambia nulla nei miei piani di viaggio, semmai ho ancora più voglia di vedere più cose possibili. E ho aperto un nuovo blog (ho dovuto cambiare il precedente per motivi di spam) se volete seguire le mie avventure sulla linea dell'equatore. http://ontheroadtoecuador.blogspot.com/
Non so cosa succederà dopo. Natale sarà di certo un periodo di tanti pensieri. Ma non ho mezza preoccupazione, mi sento leggera, serena.
Felice.