martedì, 01 settembre 2009, ore 23:53

Rieccomi qui a Londra, dopo una settimana che ha fatto da spartiacque tra il “pensiero” e la “realtà” di questo mio progetto Ecuador.

Eh già, perchè da adesso in poi non è più qualcosa di lontano. Poco più di un mese per chiudere ogni connessione o quasi con questa città e questi 5 ultimi anni di vita, e per munirmi di tutto ciò che mi servirà sulla linea dell’equatore, il tutto barcamenandomi tra le ultime intense battute al lavoro, un paio di esami universitari da provare e le lunghe, lunghissime chiacchierate con il mio amorcito ecuadoregno. Insomma, il count-down è ufficialmente cominciato!

 

Prima di partire per le vacanze ho raccontato delle mie intenzioni alla mia manager, e mi sono sentita convinta e serena. Io e lei lavoriamo insieme, tra il lavoro di prima e questo, da quasi 4 anni e io la stimo tantissimo sia nel privato che nell’ambito lavorativo. Abbiamo fatto un breve bilancio di com’è stato quest’ultimo anno di lavoro insieme e ho realizzato quanto aver cambiato lavoro mi abbia permesso di riconfermare e rafforzare tutti i traguardi raggiunti in questi ultimi anni, non solo professionalmente ma anche e soprattutto a livello personale.

 

Poi sono partita per 8 giorni di Friuli, determinata a passarli A CASA. E così ho fatto. A parte due sere con amici e due pomeriggi al mare, tutto il resto del tempo l’ho passato nel mio giardino (molto spesso in costume per far scorta di sole) oppure in bici nella campagna verdeoro di fine agosto, in costante compagnia di quello splendore di nipotina di cui non riesco proprio mai a stancarmi. La soffocherei di baci quella furbetta, vivacissima e testardissima, non parla ancora bene ma unisce le parole che sa a un’espressività unica, ed è un vero piacere assistere ai suoi progressi comunicativi. Non vedo l’ora che arrivi il fratellino a Natale, ma ammetto che difficilmente un maschietto riuscirà a spodestare questa piccola peste dal trono del mio cuore!!

 

Ho raccontato finalmente alla mia famiglia del mio progetto sudamericano. L’hanno presa bene, specie mia mamma di cui un po’ temevo una reazione più sconsolata. Certo, è preoccupata com’è giusto che sia, ma si vede che è anche entusiasta per me e fiera di quello che ho deciso di fare. E io sono fiera di lei, e di tutti i miei cari, che non solo hanno imparato a rispettare le mie decisioni anche quando così anticonformiste rispetto alla loro realtà, ma anche sempre pronti a sostenermi e fare il tifo per me fin da subito.

 

Ora non mi resta che salutare e abbracciare uno a uno gli amici di Londra.

E poi….PARTIRE!

 

 

blossom80

domenica, 16 agosto 2009, ore 18:06

Sto vivendo una vita parallela. Gia' non appartengo a questo pianeta e fluttuo in uno spazio e tempo non ben definito.
Resto sveglia a chattare e leggere racconti di viaggi fino alle tre di mattina, talvolta fino alle sei o sette, dormo sonni leggeri, mi sveglio accaldata e inquieta provando una sensazione di perenne jetlag.
Mi lavo, mi vesto e raggiungo il lavoro in una sorta di trance, ascoltando le stesse due o tre canzoni sudamericane e guardando nel vuoto, immaginandomi altrove.
Ed  eseguo il mio lavoro in maniera lineare, senza passione, senza interesse. Non mi risulta insopportabile. Ma e' la stessa sensazione che provavo all'ultimo anno delle superiori: son qui a scaldare la sedia. Niente in questo ambiente riesce piu' a stimolarmi. La spugna ha smesso di assorbire. Le persone che entrano in reception non son piu' mondi da scoprire, bensi meri numeri, palline di un rosario da sgranare con pazienza per raggiungere il prossimo livello.
E non so cosa voglio fare dopo.
 
Per la prima volta da quando ho deciso di partire, non sono piu' cosi sicura di voler tornare a Londra. Non sono piu' cosi sicura di appartenere a questo tipo di vita "convenzionale".
Vorrei fare qualcosa che "abbia un senso", e vorrei vivere a contatto con la natura, e a contatto con la gente.
Penso a quell'ecuadoregno di origine indigena che ho conosciuto, con un albero tatuato sul polpaccio e un lavoro in un' organizzazione no-profit. Penso a G, il mio enamorado, appassionato di montagna e con un'agenzia di viaggi appena avviata in un paese dai molti problemi, e alla sua idea di lavorare un giorno con il turismo comunitario.
Ho voglia di conoscerli per cercare di capire se e' solo un'impressione, se e' solo l'effetto "erba del vicino", se l'idealismo e' solo un'illusione, o se e' davvero possibile fare scelte alternative.
 
Non e' certo questo il momento per prendere decisioni. Mi lascio vivere. Ma ci penso tanto, mentre fluttuo...
blossom80
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domenica, 02 agosto 2009, ore 18:16

Hangover al lavoro di domenica pomeriggio, un classico. Solo che di classico questo saturday night non ha avuto proprio nulla.
 
Cena a casa della mia soul sister, quella persona che come nessun'altra riesce a percepire le sfumature dei miei pensieri ed io le sue, quella ragazza che come me sceglie di vivere a 360 gradi in una full immersion di emozioni, sentimenti, passione. Poi si sono unite anche tre altre amiche, abbiamo scherzato, bevuto, riso, cantato, poi siamo uscite alla volta di una scena alternativa londinese che davvero non c'entra piu nulla con noi; alle volte ci riproviamo ancora a far finta che ci si puo' divertire in mezzo a gente che fa dell'apparenza uno stile di vita, ma il gioco ormai dura poco, noi ci si diverte ma poi si sa sempre quando e' ora di andare a casa e lasciare middle class girls al loro ruolo di pseudo prostitute e i fighetti dal portafoglio pieno al loro di pseudo londinesi-bene.
 
Sono arrivata a casa che erano forse le tre di mattina. Come sempre mi sono collegata a internet per controllare le mail, sorseggiando una camomilla e ripensando alla serata appena trascorsa. Amo questi piccoli momenti post uscita e pre nanna.
Sono andata a dormire alle sette e mezza con il sole gia' alto nel cielo.
 
Online c'era il mio nuovo amico ecuatoriano, G. Abbiamo parlato all'infinito. Alle volte la chat mi regala momenti tutti da vivere, nonostante la stanchezza, nonostante l'ora, nonostante l'assurdita' della situazione. Per cinque ora non siamo riusciti a staccarci da quello schermo. E' un po' una droga anche. In un certo senso, la chat ti permette di riflettere ad alta voce, con la differenza che poi di la' c'e' qualcuno a criticare, sfidare o lodare queste riflessioni. Per esempio, indirettamente ho potuto riflettere sul mio lato sognatore, su quel mio plasmare in testa l'idea di una persona e creare aspettative che puntualmente vengono deluse. Ho riflettuto sulla sfiducia che provo ora nei confronti degli uomini, e a come forse per una persona come me sia un bene imparare a sospettare. Abbiamo fatto una bellissima conversazione sull'amore in generale. "Dimmi di no, pensando di si'" dice il ritornello della canzone che mi ha fatto ascoltare. Sto ancora pensando a quando profondamente bella e vera sia questa esortazione.
Sapere che G. vive a un mondo di distanza da me mi permette di sognare e vivere emozioni senza sperare o aspettarmi nulla.  Sapere che forse avro' la possibilita' di conoscerlo dal vivo dopo queste chattate cosi intense mi riempie di entusiasmo. E mi lascia intravedere spiragli di quella esperienza che sto per vivere, di tutte le altre persone che entreranno nel mio cuore, di sorrisi e discorsi e bellezza che invaderanno la mia esistenza.
Mi sento sempre piu' Libera, e sento che la corda che mi tiene legata alla mia vita di adesso inizia gia' ad allentarsi. Per 7 settimane ne faro' senza. E io, credetemi, non vedo l'ora!
blossom80

sabato, 01 agosto 2009, ore 01:30

Odio il rumore inutile. Odio le persone che urlano quando parlano. Odio le londinesi ubriache mezze nude, e la loro voce sguaiata e rozza. Odio i clacson delle auto ogni tre secondi. Odio i motociclisti che accellerano a vuoto ai semafori. Odio i turisti italiani che girano sempre in gruppo e che quando salgono sul bus li senti attraverso le cuffie dell'ipod. Mi dan FASTIDIO.

Per riassumere, odio il West End di Londra. Vorrei dar fuoco a Piccadilly, Leicester Square, Soho e Tottenham Court Road. Datemi solo un accendino e una tanica di benzina nel weekend...ah, come sarebbe già un mondo migliore!

Anyways, rumore a parte, proprio una bella giornata libera: shopping, bicicletta, vecchi e nuovi amici. Non sta succedendo niente di speciale in questi giorni, a parte che mi son trovata un paio di amici ecuatoriani con cui chiacchierare online, e sto scoprendo un sacco di cose fantastiche sul paese in cui andrò, e del quale mi sono gia innamorata follemente!!

Buona notte e buon weekend a tutti!

 

blossom80

domenica, 19 luglio 2009, ore 23:41

La sagra del paese, con gli gnocchi fatti a mano sul momento e la birra di monaco nei boccali di vetro, con la tombola e la pesca di beneficenza, i bambini in piedi fino a tardi, nessuno che protesta per la musica, il casino, le macchine parcheggiate sui marciapiedi. Tutti presenti. E ancora qualcuno che - dopo quasi 5 anni che sono a Londra - riesce a fare la solita domanda: "dove sei adesso...ancora in Spagna?". Domani ci sono i fuochi d'artificio a chiudere quello che è l'evento dell'anno. Non è piu cosi evidente come una volta, ma il senso di comunità in paese c'è ancora, è vivo: è bello.

Venerdi cena con gli ex compagni di classe delle elementari, tra i soliti "ti ricordi quando sara ha fatto la pipi addosso alla comunione" "e quando lorena è caduta nel letamaio" in un revival di memorie che ogni anno, ogni volta riescono a riunirci e farci piangere dalle risate.

Sabato c'era il diluvio universale, si cazzeggia in cortile tra un temporale e l'altro con la piccola demonietta che scorazza scalza e in mutande. Mamma quanto cresce. E' un amore dai riccioli biondi...che adora stare con la sua zietta londinese!!

Domenica in spiaggia a Lignano Pineta, con un'amica secolare e un paio di new entry, tra cui anche due ragazzi niente male (ma mi tengo alla larga da storie a distanza). Pizza al trancio, passeggiata sul lungomare, bagno, gelato, poi rientro con incolonnamento di rito. La bassa friulana è una distesa color oro e smeraldo: adoro l'estate friulana.

Simon non si è piu fatto sentire, ci penso ma non mi manca, piu passa il tempo più sono convinta che comunque non sia mai stato il ragazzo per me. Mi chiedo quale sia il ragazzo per me. Se ci sia. Continuo ad essere convinta di si. E l'idea che sia là fuori e che un giorno lo conoscerò mi inebria di entusiasmo. Nel frattempo mi dedico ad amici e amiche, mentre mi godo questa breve ma splendida vacanza.

Nessun posto è mai come Casa.

blossom80

giovedì, 02 luglio 2009, ore 00:25

Ieri sera ero un rubinetto di lacrime. Motivo? Il solito, uomini. Frustrazione. Domande senza risposta. Mi sono resa conto che spesso piangere mi ricarica, il giorno dopo mi sento molto più leggera e serena. Almeno quello.

Oggi appunto ero più allegra, energica. Sono uscita dopo lavoro con una mia collega, suo marito - che lavora con Simon, l'irlandese - e vari suoi colleghi, meno Simon che invece doveva recuperare la sorella in visita dall'irlanda. Mi sono divertita un casino, adoro la compagnia degli uomini, specialmente quando così amichevoli e giocosamente sarcastici come quelli di stasera...adoro quel finto prendersi in giro a vicenda e scambio di battute ad effetto!!! Abbiamo riso e scherzato come vecchi amici fino a sera tardi e ho anche un po' flirtato - giocosamente - con un paio di loro, penso di essergli anche piaciuta abbastanza , ero proprio in serata...che poi non mi dispiacerebbe che Simon lo venisse a sapere, cosi magari si attiva un attimo!! (non tutti sanno di me e Simon, era la prima volta che li incontravo) Mi piace un sacco ogni tanto essere circondata da uomini  e sentirmi così apprezzata...mi fa sentire donna, mi fa sentire forte e sicura di me.

Quando sono arrivata a casa, ho trovato un mazzo di girasoli ad aspettarmi, da parte di Maite che ieri sera mi aveva visto piangere....ma che amici stupendi ho????

Infine mi sono loggata nella pagina dell'università per leggere i risultati degli esami dell'ultimo semestre...ormai non contano piu perchè ho cambiato università, ma lo stesso contano per me, per gli sforzi che ho fatto...erano altre tre A.

Niente lacrime stasera. Solo tanta serenità.

blossom80
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lunedì, 22 giugno 2009, ore 12:27

Tre giorni liberi dal lavoro passati senza un preciso piano.
La gente pensa che io senza un piano non sappia vivere, ma non è così. Mi piace improvvisare.  E' solo che spesso ho tempo libero in quantità inferiore alle cose che voglio fare e alle persone che voglio vedere e per riuscire a fare tutto ho bisogno di programmare.

Anyways. Questo weekend ho deciso di prendere tutto come veniva, ed è venuto alla grande. Venerdi settimanale incontro mattutino alla desperate housewives last minute da Starbucks con un mio caro amico di Napoli, amico ritrovato da qualche tempo e con cui faccio delle conversazioni fantastiche, per lo più sui temi di viaggi, donne/uomini e scelte di vita.  Poi ho studiacchiato al parco e infine drinks all'Anchor Pub con Matteo & Co, a parlare di cose allegre tipo "che canzone vorresti al tuo funerale" :) (vedi post precendente per quanto mi riguarda). Non son ben sicura come sono arrivata fino a casa dopo 1 pinta di birra, un bicchiere o due di vino, un bicchiere o due di Pimms e uno shot di amaretto, ma di quello che sono sicura è il mal di testa da hangover della mattina successiva.

Sabato mi ha chiamato l'irlandese, Simon, per invitarmi a vederlo giocare una partita di calcio gaelico irlandese, invito che ho accettato senza sapere a cosa stavo andando incontro.... era come andare a vedere una partita di terza categoria in un paesino sperduto della bassa friulana!!!! Campo sportivo/comunità irlandese in culo al mondo fuori londra, dove tutti e dico tutti erano irlandesi, compresi i due vecchietti a bordo campo con cui ho guardato la partita che avevano anche la radiolina per non perdersi la partita di rugby e un sacchetto di caramelle da far venire il diabete solo a guardarlo. C'era pure una specie di bar dove al piano superiore si festeggiava un matrimonio (irlandese) e se andavi nel retro della cucina la cuoca ti dava the caldo e hamburger con le cipolle, che ho apprezzato particolarmente considerato che ero oltre 24 ore digiuna dal giorno prima (alcool a parte). Il calcio irlandese è una figata, un mix tra calcio, rugby e pallamano, molto piu dinamico del calcio tradizionale ma la parte più interessante era sentirli urlare come dei dannati (in pieno accento irlandese) l'uno all'altro e anche all'arbitro, per non parlare delle zuffe in campo che materazzi e zidane ci fanno un baffo. Dopo la partita siamo andati a casa sua, dove c'era anche il suo coinquilino irlandese Colin, perchè lui doveva esercitarsi con le Uillean Pipes, una specie di zampogna tipica irlandese che produce quel tipico suono della musica irlandese.  La sera poi mi son fatta raggiungere da un amico e siamo andati al pub (irlandese) a sentire Simon & friends che suonavano (musica irlandese), il pub era praticamente un concentrato di personaggi di little britain, con una finestra aperta sul take away tailandese che potevi poi mangiarti nel pub, spettacolo! Ad ogni modo, musica strabella a concludere una giornata tutta irlandese. Simon è un grande e son proprio contenta di averlo conosciuto e di poter conoscere un po' meglio la cultura di una nazione che ho sempre un po' ignorato. Chissa se mai riuscirò anche a capire il loro accento assolutamente incomprensibile!!!

Domenica sono andata a nord di Londra, alla fine della northern line (o fine del mondo, per un londinese del centro come me!) a pranzo dai miei amici ungheresi Timea e Csabi. Domenica passata un po' fuori al sole e un po' a poltrire sul divano, parlare di Indonesia, Ecuador e Wimbledon, alla fine sono rimasta fino a cena, la luce sembrava non volersi spegnere più nel giorno più lungo dell'anno, un vero spettacolo. E la sera, di nuovo nella mia casetta vuota (Maite è in Spagna, ma comunque ultimamente non è molto a casa causa un certo signorino che è entrato nella sua vita!) ho cazzeggiato online e preparato un nuovo blog, http://lorenaontheroad.blog.co.uk/, questa volta in inglese, per racontare di come cerco di realizzare questo mio sogno ecuadoriano. Comincerò a scriverci non appena ho il biglietto aereo. Devo comprare questo biglietto al piu presto. Lo ammetto, che ogni tanto davvero mi tremano le gambe al solo pensiero!

"Thats why I'm easy
I'm easy like sunday morning! [...]
Why in the world
Would anyboddy put chains on me?"

(Lionel Richie)

 

blossom80

martedì, 16 giugno 2009, ore 00:57

Troppe le cose da scrivere. Da raccontare.

Come le ho scritte, volano già via, come pezzetti di carta in un turbine di vento, ondeggiano sul nulla, si posano a terra, poi si rialzano e svolazzano ancora. Non ce la farei mai, al momento, a raccontare in modo esauriente, completo tutto quello che sto attraversando. Cosi, mentre continua lo svolazzare di pensieri e di emozioni, faccio una specie di riassunto.

 

Ho un sogno fin da quando ero adolescente: vedere il Sud America.

Ho una passione fin da sempre: i bambini. Il loro sorriso, il loro essere cosi indifesi e allo stesso tempo cosi piu spontanei e veri degli adulti.

Viaggiare è una dei quattro pilastri su cui voglio che si appoggi la mia intera Vita; assieme alla mia famiglia di origine, la famiglia che voglio costruire e gli amici più cari.

E tra un anno e un mese, compio 30 anni.

 

Così ho deciso di partire volontaria.

All’inizio non sapevo nemmeno dove. Asia o SudAmerica? La curiosità di scoprire, di vedere è molta. Poi ho scelto di seguire il Sogno. 

Poi non sapevo dove. Brasile? Non per cominciare. Un po’ troppo pericoloso, e poi meglio un paese di lingua spagnola, per poter comunicare più facilmente.

Poi mi sono ricordata che io amo i monti. Mi sono concentrata sulla regione delle Ande, ho ascoltato consigli e racconti di chi è stato in Peru e Bolivia, poi ho scelto per conto mio.

Ecuador.

Mi ha conquistata anche se non ne so nulla. Perchè l’altitudine non è eccessiva (però la capitale, Quito, è cmq a 2850m..), perchè ci sono le Ande, la foresta pluviale, i vulcani, l’oceano.

Poi non sapevo con che organizzazione. Ho chiesto in giro, ho fatto perfino un foglio in Excel per capire le differenze. Ho più o meno scelto un’organizzazione no-profit ecuadoriana a gestione familiare, quindi niente onlus inglesi superorganizzate. E mi fido. Andrò a dare una mano in un asilo per bambini poveri, forse anche in un orfanotrofio.  

Poi non sapevo per quanto tempo. Parto a fine ottobre, voglio star via circa 8 settimane, di cui in teoria 4 di volontariato e 3/4 di viaggio zaino in spalla. Poi ho avuto paura: dove vado io, donna bionda con occhi azzurri da sola in giro per l’Ecuador? Ora mi sono tranquillizzata, se lo faccio con la testa corro gli stessi rischi che corro a Londra quando rientro la notte da sola. E comunque, deciderò all’ultimo. Perchè già lo so che io ai bimbi mi ci affezionerò da morire, e che chi lo sa se ce la faccio a lasciarli cosi presto.

Poi una mia amica mi ha proposto di raggiungermi e andare insieme alle Galapagos, paradiso naturale…poi ho visto i costi e ho deciso di non andarci piu, ci vogliono come minimo 600 dollari solo per metterci piede…sai per quanto ci mangiano i bimbi dell’orfanotrofio con quei soldi? Per quanto adori gli animali e mi troverei a un tiro di schioppo da quelle isole paradisiache, non credo proprio sia etico spendere l’equivalente di un mese e mezzo di vita in Ecuador in una settimana di flamingos, tartarughe e foche.

Ora devo comprare il volo e finalizzare le date. Aspetto solo un risultato medico per farlo più tranquilla, non volevo spargere la voce prima di averlo fatto, ma allo stesso tempo a più persone lo dico, meno possibilità ci sono che mi ritiri all'ultimo.

Sto anche organizzando la mia festa di compleanno a casa, durante la quale inizierò a fare del fundraising, ovvero raccolta di donazioni attraverso giochi, sfide ecc. Lo si fa un sacco qui in England, ma molti lo fanno per sponsorizzare il proprio viaggio di volontariato. Io il mio viaggio e il mio “capriccio” lo pago di tasca mia. Questi soldi andranno dritti dritti a chi davvero ne ha bisogno: per dimostrare che davvero l’unione fa la forza.

E me lo sta dimostrando già il fatto che tutti i miei amici hanno fatto a gara per passarmi info sul volontariato internazionale, chi mi ha messo in contatto con amici che l’hanno fatto, chi mi ha passato nominativi di associazioni e missioni, chi sta cercando di rintracciare amici, colleghi, conoscenti ecuadoriani da passarmi come contatti. Mi scalda il cuore vedere quanto solidali sono le persone che ho scelto di avere accanto, e che han scelto di avere me. Una scelta rinnovata all’istante. Perfino gli sconosciuti si fanno in quattro. Wow.

 

Ci sono altre mille cose da organizzare. Le vaccinazioni. Iniziare a pensare a che cosa portarsi dietro, tra vestiti, scarpe, medicinali. Dove mettere tutta la mia roba londinese nel frattempo (la casa la lascio). Pian piano si fa tutto.

A fine agosto lo dirò ai miei, e so già che darò un enorme dispiacere alla mamma. Per consolazione, a metà dicembre rientro a casuccia e mi fermo un mese, per stringermi forte a loro a al previsto arrivo natalizio del fratellino o sorellina di Linda! (divento doppiazia!). Le dovrò anche fare un corso accellerato di internet per poter comunicare via email dall’Ecuador. A settembre lo dirò al lavoro. Lo lascio, comunque non è più quello che voglio fare. A gennaio tornerò a Londra e ripartirò da zero, come cinque anni fa.

 

Alle volte mi sveglio la mattina in preda al panico. Mi chiedo, ma cosa sto facendo? Sto lasciando un lavoro in tempi di recessione, una casa che adoro, cinque anni di vita londinese…penso anche ai pericoli che correrò laggiù, a mia mamma che starà in pena.

Poi però penso ai bimbi. Ai sorrisi e agli abbracci che mi doneranno. Penso alla famiglia che mi ospiterà, al cibo che mi preparerà, penso alle persone che conoscerò, ai quartieri di Quito che almeno un pochino diventeranno “miei”, ai paesaggi spettacolari che vedrò, agli usi e costumi che nemmeno mi immagino.

Che cos’ho da perdere, rispetto all’infinità che avrò da guadagnare?

blossom80

mercoledì, 10 giugno 2009, ore 01:00

Ascolto i miei amici in questi giorni, si parla di noi, ci si confronta. Argomenti ricorrenti e comuni: persone che ci deludono, persone che amiamo, persone che ci arricchiscono, solitudine, crescita personale, ritmi frenetici, difficoltà economiche, viaggi, futuro. E' bello sentirsi vicini.

Continuo a progettare. Sono entusiasta e serena, convinta. Sto facendo della mia vita quello che ho sempre sognato.

C'è tanto, tanto, tanto da fare. Cosi tanto che non dovrebbe rimanere spazio e tempo per scoraggiarsi.

blossom80
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sabato, 30 maggio 2009, ore 01:18

Vorrei capire cosa mi sta succedendo in questi giorni, e non ci riesco. Anche se non eccello in autocontrollo, sono sempre stata perlomeno capace di analizzare e capire le mie crisi, le mie reazioni, le mie sensazioni. Questa volta, invece, davvero non ne ho idea.

Vivo una vita che adoro. Non faccio il lavoro della mia vita, certo, però mi piace il mio lavoro, lo faccio comunque generalmente volentieri e ne traggo anche soddisfazione. In questi giorni, anzi, sono particolarmente produttiva e mi piace. Vivo nella mia città preferita, città che amo per mille svariati motivi, dalla multiculturalità ai parchi, e sono orgogliosa di essere una londinese. Ho un sacco di amici qui, belle persone, c'è sempre qualcuno da incontrare per una cena, un drink, o una passeggiata al parco, ed ogni incontro è un mondo a sè...si ascoltano esperienze tra le piu svariate, si scambiano pareri, idee, conoscenze e culture. Stasera ero a casa di Aki, giapponese, e quando ha acceso l'incenso per dimostrare certi riti religiosi giapponesi giuro che ho sentito i brividi dall'intensità che emanava quel momento...avevo voglia di farmi anche io un altarino buddista/shintoista e ringraziare ogni mattina per quello che la vita mi sta donando. L'università è finita e sono stata ammessa a un corso a distanza che mi permetterà di studiare quando e come piace a me. Per il resto, sono serena e ho cominciato a lavorare su un progetto di viaggio e di vita che richiederà un sacco di soldi, un sacco di organizzazione previa, un sacco di cambiamenti e una buona dose di coraggio.

Quindi, perchè quando saluto l'ultima persona del giorno e mi accingo a concludere la mia giornata, esplode questa malinconia, queste lacrime? Perchè mi sento così terribilmente sola, al punto di sentirmi inutile e incapace, come se nessuno noterebbe davvero la mia assenza nel mondo se sparissi? E perchè mi sento cosi bisognosa di chiedere aiuto, ma incapace di riceverlo? . Mi sento bisognosa di compagnia 24 ore su 24. Vorrei potermi addormentare con qualcuno che mi vuole bene al mio fianco, e non sto parlando esclusivamente di un partner, andrebbe bene anche un amico. Vorrei qualcuno in questa casa cosi vuota a tenermi stretta e ricordarmi perchè non ha senso che stia cosi.

Ho passato una splendida giornata e serata oggi. Non ha senso, non ha per niente senso tutto questo.

 

blossom80