E ci siamo visti. E dopo oltre 8 ore di resistenza, mi ha presa per mano. Poi mi ha abbracciata. Poi mi ha baciata. E siamo tornati al punto di partenza.
E io non ci sto più.
E dal vivo ci ho provato, ma non ce la faccio davvero. Mi blocco, io che di solito non ho mai problemi o paura a parlare di qualsiasi cosa con chiunque. Cosi, gli ho mandato un' e-mail. Lunga, piena di tutti quei pensieri che oggi mi pesavano sul cuore. Piena di tutta la vergogna che provo per essere nel mezzo tra due persone. Piena di tutta la delusione per non essere capace di dirgli di no.
Ho detto basta. Ho bisogno di distanza, fisica. Ho bisogno di superare, andare oltre. Di meritarmi qualcosa di meglio.
Non voglio perdere un amico, ma non voglio nemmeno perdere me stessa.
Spero solo di aver fatto la scelta giusta....
Another turning point;
a fork stuck in the road.
Time grabs you by the wrist;
directs you where to go.
So make the best of this test
and don't ask why.
It's not a question
but a lesson learned in time.
It's something unpredictable
but in the end it's right.
I hope you had the time of your life.
So take the photographs
and still frames in your mind.
Hang it on a shelf
In good health and good time.
Tattoos of memories
and dead skin on trial.
For what it's worth,
it was worth all the while.
It's something unpredictable
but in the end it's right.
I hope you had the time of your life.
Crescere porta alle volte a fare delle scelte che vanno contro le tue emozioni. Che vanno contro ogni istinto.
Crescere porta a prendere una decisione che sai essere quella giusta, anche se fa più male di quello che pensavi.
Crescere porta a riconoscere qual è la strada che porta ai tuoi obbiettivi, e non è di certo quella che luccica di più.
Crescere è riconoscere di aver commesso un errore, e provare frustrazione per essere stati ancora una volta troppo deboli.
Ma la fregatura più grande è che non importa quanto si sia cresciuti: il sapore delle lacrime rimane sempre lo stesso durante tutto il percorso.
Eppure riesce ogni singola volta a coglierti di sorpresa.
I'm not calling for a second chance,
I'm screaming at the top of my voice.
Give me reason but don't give me choice.
'Cause I'll just make the same mistake again.
Piove, fa freddo. L’estate è solo un ricordo. Eppure non mi dispiace. Ho sempre amato questo susseguirsi di stagioni: e la fine dell’estate mi eccita, come se la mia vita fosse rimasta in stand-by durante il bighellonare estivo e ora si accingesse a riprendere a pieno ritmo.
Primavera ed estate per me sono dedicate soprattutto al relax, spengo tutto e sento di desiderare un contatto più intenso con la natura, con l’aria aperta, con gli odori e i sapori, con l’acqua e con la terra, e il sole e il sudore sulla pelle calda…autunno e inverno invece sono stagioni per la mente, per i progetti, per lo studio, per le ambizioni, per le nuove scoperte, per le nuove amicizie.
Non ho sentito J. da quando sono rientrata e non ho intenzione di cercarlo. Al momento, sono troppo presa a sbollire il fuoco che ho dentro. Sostenitrice come sono del vivere sempre e comunque le emozioni forti, raramente mi trovo a provare rimorsi per qualcosa di fatto. Ma quando succede, la rabbia che provo nei miei confronti è un tornado, che mi schiaffeggia e mi umilia davanti a me stessa, l’unica responsabile della mia vita, e giudice di essa al tempo stesso.
Non rimpiango di aver perso la testa per lui e di averci passato del tempo insieme, sia chiaro, rimpiango “solo” di avergli messo tra le mani qualcosa di cosi delicato e personale, con la mia solita fiducia naive. Rimpiango di aver fatto questo per l’ennesima volta nella mia vita, rimpiango, a 28 anni compiuti e con tutte le esperienze alle spalle, di aver messo a rischio quella serenità e forza interiore che ho raggiunto. Ed è giusto che ora mi senta cosi stupida, cosi idiota, perchè il bruciore di questo schiaffo dovrà restarmi bene in mente in futuro.
Grazie al cielo ultimamente mi sento davvero indistruttibile. Vivo in una città che amo, scelta che rinnovo ogni mattina con un entusiasmo sempre più acceso, e molto difficile da spiegare ai più. Ma allo stesso tempo, mi immagino come sarebbe vivere in altri luoghi, anche completamente diversi, e mi piace, voglio essere pronta a quello che mi riserverà il futuro, saper amare, per motivi diversi, ogni posto che deciderò di chiamare casa.
Le persone di cui mi circondo mi donano moltissimo, e contribuiscono a rendermi una persona sempre migliore, più completa e versatile. Penso a mia mamma, cosi conformista ma anche così invidiabilmente salda nei suoi valori e principi; penso a mio papà, nato in una famiglia disastrata e che ha quasi disastrato a sua volta la sua di famiglia, che a quasi 60 anni si è rinnovato e reinventato un ruolo di nonno attento e premuroso, diventando l’idolo incontrastato della sua nipotina e riscattando pian piano tutti gli errori del passato; penso a mio fratello, incredibile padre e uomo da poco, sempre accusato di immaturità fin da piccolo, spesso incompreso perché cosi ermetico (eppure io l’ho sempre capito, ma non mi riusciva di raccontarlo agli altri a parole, io che con le parole di solito ci so fare…è qualcosa che va oltre, è sangue del mio sangue, io lo guardo e so che cosa pensa, che cosa ha dentro…), amante della tradizione e delle cose di casa; penso poi a chi vive una vita al contrario della loro, scegliendo di andare controcorrente, indifferente ai giudizi altrui, ma con la giusta sensibilità per non ferire chi potrebbe non capire, amante della libertà e di questa città, geloso dei suoi spazi ma aperto ai sentimenti, lui che riesce sempre a rapirmi l’anima ed espandere i miei orizzonti anche durante una semplice cena a casa, lui con cui posso parlare di tutto e lo faccio, lui che tra me e me chiamo scherzosamente “l’uomo della mia vita” e che sempre lo sarà, anche a distanza di tempo e di chilometri, e non abbiam bisogno di istruzioni o spiegazioni perché è così e basta, perché è tutto vero ed è tutto nostro, e dovesse essere necessario lo difenderò anche con i denti.
Penso ai “nonni” di Udine e al loro matrimonio e la loro famiglia che è il mio modello di vita, perchè sanno rinnovarsi e ritrovarsi ogni giorno, affrontando un tornado di figlioletta, la carriera ed emozioni inaspettate con la consapevolezza che ogni giorno insieme è una scelta e non un ripiego.
Penso anche a J., che mi ha fatto riscoprire l’amore per la natura, per lo sport, e mi ha ricordato quanto sono belle le cose piu semplici, come un caminetto acceso o un pic-nic in montagna con gli amici.
E quando penso a tutte queste cose, e pago la rata dell’università entusiasta di ricominciare, e vado al lavoro e nel piccolo del mio lavoro semplice e umile riesco a trovare soddisfazione e spazi di crescita, e poi torno nel mio appartamentino e mi guardo un film con Maite davanti a un take-away, sento di non essere mai stata meglio, e mi ritrovo entusiasta al pensiero o al sogno di quello che verrà.
I'm broke but I'm happy
I'm poor but I'm kind
I'm short but I'm healthy, yeah
I'm high but I'm grounded
I'm sane but I'm overwhelmed
I'm lost but I'm hopeful baby
What it all comes down to
Is that everything's gonna be fine fine fine
I've got one hand in my pocket
And the other one is giving a high five
I feel drunk but I'm sober
I'm young and I'm underpaid
I'm tired but I'm working, yeah
I care but I'm worthless
I'm here but I'm really gone
I'm wrong and I'm sorry baby
What it all comes down to
Is that everything's gonna be quite alright
I've got one hand in my pocket
And the other one is flicking a cigarette
What it all comes down to
Is that I haven't got it all figured out just yet
I've got one hand in my pocket
And the other one is giving the peace sign
I'm free but I'm focused
I'm green but I'm wise
I'm shy but I'm friendly baby
I'm sad but I'm laughing
I'm brave but I'm chicken shit
I'm sick but I'm pretty baby
And what it all boils down to
Is that no one's really got it figured out just yet
I've got one hand in my pocket
And the other one is playing the piano
What it all comes down to my friends
Is that everything's just fine fine fine
I've got one hand in my pocket
And the other one is hailing a taxicab...
Non so cosa mi succede in questi ultimi giorni, sarà il clima semi autunnale, ma mi sento davvero stanchissima...cosi sabato sera sono crollata dal sonno alle 22.30, e alle 8 meno dieci di domenica mattina ero già sveglia!!
Mi sono messa a fare delle pulizie, poi ho deciso di scaricare finalmente skype (era secoli che volevo farlo dopo l'ultima formattazione) e ho subito trovato online un mio amico friulano che non vedevo dal mio compleanno. Cosi abbiamo deciso di incontrarci per un breakfast al volo, siamo andati al mio locale preferito per i brunch, Caramel di Victoria, e mi sono presa del bel salmone affumicato con delle uova strapazzate e tanto tanto pepe macinato sopra...mmmmmm!!!!! accompagnato a un frullato di frutta tropicale e completato da caffè e gelato, posso dire che la giornata è cominciata alla stragrande! Siamo rimasti due orette a oziare in ristorante, vicino alla vetrata, osservando le nuvole che si divertivano a coprire e scoprire un sole bello brillante...adoro quest' abitudine domenicale di fare una colazione che fa anche da pranzo, cominciare la giornata cosi è semplicemente delizioso...
Poi ci ha raggiunto Maite e abbiamo deciso di andare a Kew Gardens, un parco botanico enorme a sud di Londra...

...incantevole davvero, e ci siamo anche fatti un sacco di risate, soprattutto grazie a Roberto che è troppo un mito!...per fortuna non ha piovuto, almeno non finchè siamo arrivati di nuovo in centro a Londra dove si è messo a diluviare...si è unita un'altra amica e ci siamo rifugiati al Carluccios di Covent Garden per una cena anticipata: gnocchi alle spinaci e gorgonzola alle cinque e mezza del pomeriggio!!! Sono sempre stata tedeschissima come orari, per me l'ideale è pranzo alle undici di mattina e cena alle sei e mezza di sera, per cui per me era perfetto!!!
In realtà l'intera giornata è stata semplicemente la domenica ideale: tranquilla, rilassata, allegra, tra amici, senza fretta, senza pensieri per la testa. Esattamente quello che avevo bisogno, in preparazione di una settimana di fuoco.
Di rientro a casa in bus, poi, io e Maite abbiamo potuto ammirare uno spettacolare arcobaleno che si è alzato su Londra, partiva da dietro al fiume circa, e faceva tutto il giro fino all'altro lato, spezzando il colore del cielo in due, da una parte grigio-azzurro, dall'altra plumbeo, e in mezzo le striscie di rosso, giallo e violetto...è una città che sa sempre come farmi sognare...



"Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly,
And the dreams that you've dreamed of
Dreams really do come true.
Someday i'll wish upon a star
And wake up where the clouds are far
Behind me.
Where troubles melts like lemon drops
Away above the chimney tops
That's where you'll find me" [...]
"Well i see,
Skies of blues and, clouds of white,
And the brightness of day, i like the dark
And i think to myself,
What a wonderful world"
A volte mi capita, di aver voglia di chiamare qualcuno per parlare, ma di aver paura di disturbare. E non sapere comunque da dove cominciare.
A volte mi capita, di rientrare a casa la sera e aver paura di star sbagliando tutto.
A volte mi capita, di non sapere qual è la scelta più giusta da fare.
A volte mi capita, di chiedermi quanto trasmetto, di quello che ho dentro, agli altri.
A volte mi capita, di chiedermi se qualcuno ha capito come sono davvero.
A volte mi capita, di non saperlo nemmeno io, come sono davvero.
A volte mi capita di perdermi per strada.
A volte è semplicemente molto più facile piangere e cercare un abbraccio, che consultare la cartina.
La maggior parte delle volte, però, l'abbraccio non è disponibile. Ma fa niente. Perchè negli anni ho dovuto imparare che anche il silenzio e la solitudine possono abbracciare. E perchè, sotto sotto, non posso non ammettere che a volte, stare da sola con me stessa e poi riemergere più forte di prima, è la sensazione più appagante che ci sia. I am a rock. I am an island. I am a misfit. A wonderful misfit. With some wonderful friends.
E posso essere orgogliosa di me, in questo mio 28mo traguardo.
Quattro giorni a casa. Casa Madre. Giorni intensi, giorni vissuti, 72 ore che si sono rincorse, che son evaporate, lasciandomi sulla pelle il sapore dolceamaro di mille emozioni.
Quattro giorni, quattro come i ricordi che porto con me: la cena da Nik e la rassicurante sensazione di conoscerci da sempre...il sorriso furbetto di Linda, con il suo coccoloso modo di strusciare il visetto sulle mie labbra in cerca di baci, ruffiana come la zia...

...poi le onde di un mare bagnato di sole, che mi ha accolto nel suo fresco abbraccio: "mare" complice e giocoso, "onde" alle quali abbandonarsi, "spruzzi" di pensieri, e di parole, e di talvolta pericolose scoperte....e infine la malinconia: imprevedibile, inarrestabile, che mi ha travolto come spesso fa alla fine della giornata, approfittandosi della stanchezza, dell'afa...intrappolando mille lacrime in un cuore già gonfio di emozioni.
E mentre venivamo inghiottiti dall'oscurità della notte, sulla strada del rientro in mezzo alla campagna, e i miei occhi fissavano quei luoghi tanto familiari, dentro la mia anima si formulavano migliaia di domande senza risposta...Mi chiedevo perchè a volte è così difficile capire le sensazioni che descrivo: forse che i miei occhi abbiano smesso di parlare? perchè a volte mi sembra che più nessuno sia in grado di leggerli...Mi chiedevo perchè così spesso mi sento fuori luogo, da sempre così diversa da quella che sembro a prima vista, così diversa dalle aspettative di tutti...Mi chiedevo perchè mai sono così ostinatamente perfezionista, in un mondo che preferisce approssimare...e perchè continuo a inseguire momenti Disney, quando le fiabe non le legge ormai più nessuno...
E mi chiedevo perchè sono cresciuta con questo carattere così capriccioso, permaloso, testardo...e allo stesso tempo insicuro e titubante. Perchè mi difendo da ogni critica con reazioni taglienti quanto lame di rasoi, stronza come le donne che io stessa non sopporto. E mi sento in colpa, e allo stesso tempo sono troppo permalosa per ammettere che sto combattendo una guerra inutile solo per paura di perdere. E mi chiedevo perchè, mentre lo faccio e me ne rendo conto, mi assale quel primordiale terrore di essere rifiutata, di non piacere più, di vedere una persona che ha appena cominciato a conoscermi allontanarsi da me, spaventata da questo mio lato cosi imprevedibile.
E mi chiedevo come si spiega a chi mi sta affianco, che in quei momenti è meglio lasciar cadere l'argomento e abbracciarmi forte, rassicurarmi che nn va da nessuna parte, dirmi che "no matter what, i still like you". Perchè la mattina dopo sarò io a svegliarmi e chiedere scusa.... Non ho un libretto di istruzioni, purtroppo. Ma questo post lo dedico a chi ieri sera, nel mio silenzio e tra le mie lacrime, si dev'essere fatto anche lui un bel po' di domande... :)
Alla fin fine, comunque, mi sono goduta un po' la mia terra...che ogni volta mi regala paesaggi stupendi....

E proprio durante quel viaggio nella notte, c'è una canzone che ha interrotto per un attimo i miei pensieri, e mi ha strappato un sorriso....perchè mentre ammiravo la pace della campagna friulana, che è stata la mia culla e che per sempre sarà il mio ristoro, ho capito ancora una volta qual è, ora, casa mia.
(On air)
E lo so che dovrei andare a dormire. Che mi aspetta un weekend bello tosto con un report di statistica da cominciare e finire, le pulizie di casa, la spesa, doccia, e gli amici, e magari la prima biciclettata dell'anno, con un tempo che si prospetta finalmente primaverile. Lo so. Vai a dormire, Lorena.
Sarà la coca cola, mi sento sveglia, resto su ancora un po'. A ricordare una sera speciale, nata dalla voglia di vedere l'ultimissima puntata di Lost in alta definizione, e finita a correre giù per le scale della metro, cercando di non perdere l'ultima coincidenza. Una sera indimenticabile, di quelle firmate Londra,al calduccio di un piccolo e grazioso appartamento a Bermondsey, nel cuore di "Little Britain", unendo un bergamasco, una friulana e uno srilankese più inglese di Tony Blair...passata a cercare di capire se Aaron può essere considerato o meno uno degli Oceanic 6, a pelare patate per uno spezzatino di manzo ubriaco di aceto, mentre il riso cuoce in una busta di plastica immersa in acqua e zafferano, e mandando giù il tutto con un bicchiere di ottimo Montepulciano £2.99 comprato all'Apu Shop dietro l'angolo.
Tre misfit, tre fuori dal comune, che si raccontano e si confrontano, parole come acqua per la nostra sete di diverso, per la curiosità e la voglia di sapere com'è stato per te, cosa ti ha reso quello che sei oggi, cercando risposte all'enigma della solitudine, che questa sera per una volta diventà normalità, diventa anzi quasi fonte di orgoglio. Forza, Sapienza, Saggezza, a sentire il tatuato della situazione siamo nati con una sola di queste, le altre le impariamo per strada. Non so se noi siamo nati con la forza, ma così ad occhio ne dimostriamo a sacchi, e mentre regaliamo pillole di passato ai nostri interlocutori, inconsapevolmente dimostriamo una teoria a me molto cara: having had it hard makes you a greater person (aver avuto una vita difficile ti rende una persona migliore) E guardo alla persona che siede di fronte a me, ed è a volte come guardare in uno specchio, ed è qualcosa che mi da gioia e sicurezza.
Ripenso anche all'ultimo post di una mia amica, e agli ultimi avvenimenti di casa, e al peluche che abbraccio la notte quando il letto mi sembra troppo vuoto, e capisco che ci sono troppe persone speciali in questa città, che se solo unissero la loro forza, e la loro intensità, e la loro sensibilità, e la loro intelligenza, renderebbero questo un mondo migliore. E non ho risposte al perchè questo non accada, al perchè la tecnologia e il progresso invece di unirci ci rendano più individualisti e paurosi... perchè proprio noi, abituati alle sfide piu dure, abbiamo spesso questi freni al buttarci in un'avventura of a lifetime. Al perchè oggi giorno spesso in coppia non si è capaci di considerare la diversità dell'altro un dono prezioso, piuttosto che un ostacolo da abbattere.
E sono pensieri contorti e senza fine, lo so. E forse la risposta è che chi ha conquistato qualcosa a fatica, e ne è grato e soddisfatto, poi lo difende con i denti... C'è voglia di amare, ma anche paura di perdere. E io a noi stasera dedico anche un'altra canzone del Liga.
A chi è a Londra, a chi ci verrà presto e non vede l'ora, a chi è altrove e sa esattamente di cosa parlo, a chi va in giro con un westfalia joker identico a quello parcheggiato sotto casa mia stasera...a chi prima ha miracolosamente lavato i piatti, ma specialmente a chi stasera invece si è seduto a guardarlo e mandare un messaggio
.... a voi, e a tutti gli altri Buona Notte!
Hai cercato di capire
e non hai capito ancora
se di capire si finisce mai.
Hai provato a far capire
con tutta la tua voce
anche solo un pezzo di quello che sei.
Con la rabbia ci si nasce
o ci si diventa
tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca
ti fa fuori dentro
forse parte proprio da chi sei.
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti "non lo so"
come quando dici "peché no?"
Quante vite non capisci
e quindi non sopporti
perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci
e di correnti forti
perché 'sto mare sia come vuoi te.
Metti in circolo il tuo amore
come fai con una novità
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici si vedrà
come fai con una novità
E ti sei opposto all'onda
ed è li che hai capito
che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa
per cui non hai l'invito
per cui gli inviti adesso falli tu.
Metti in circolo il tuo amore ...
E ci sfoghiamo, piangiamo, perdiamo la fiducia...poi pian piano ricominciamo a sorridere, riprendiamo a vivere, a inseguire sogni sperando che questa volta nessuno se ne approfitti, sperando che questa volta nessuno ci cammini sopra, che questa volta sia quella buona.
Ho riascoltato una splendida canzone stasera. Grande Mika. Here it is...my interpretation. For both of us...
"My Interpretation"
You talk about life, you talk about death,
And everything in between,
Like it's nothing, and the words are easy.
You talk about me, and you talk about you,
And everything I do,
Like it's something, that needs repeating.
I don't need an alibi or for you to realize,
The things we left unsaid,
Are only taking space up in our head.
Make it my fault, win the game
Point the finger, place the blame
It does me up and down,
It doesn't matter now
'Cause I don't care if I ever talk to you again.
This is not about emotion,
I don't need a reason not to care what you say,
Or what happened in the end.
This is my interpretation,
And it don't, don't make sense.
The first two weeks turn into ten,
I hold my breath and wonder when it'll happen,
Does it really matter?
If half of what you said is true,
And half of what I didn't do could be different,
Would it make it better?
If we forget the things we know.
Would we have somewhere to go?
The only way is down, I can see that now.
'Cause I don't care if I ever talk to you again.
This is not about emotion,
I don't need a reason not to care what you say,
Or what happened in the end.
This is my interpretation,
And it don't, don't make sense.
It's really not such a sacrifice
And it don't have to make no sense to you at all,
'Cause this is my interpretation
Adoro il bus notturno. Dopo una giornata piena, pienissima: di scontri e di incontri, di sorrisi, di sfoghi, di fiumi di parole davanti a un bicchiere di sangria, adoro prendere il bus, sedermi di sopra al primo posto, e sciogliere le briglie dei miei pensieri, dei sentimenti, delle emozioni...lasciarli liberi di scivolarmi addosso, scivolarmi dentro, o scivolarmi fuori, accarezzando con gli occhi lucidi le forme e le luci della mia meravigliosa città.
Il bus notturno è il mio confessionale, il luogo dove meglio riesco a guardarmi negli occhi e nel cuore, dove anche il pensiero più triste si tramuta in gioia, in commozione, per questa vita spettacolare che sto vivendo... ogni paura di star facendo la scelta sbagliata si tramuta in un abbraccio, di cui ho cosi tanto bisogno e che a volte penso che non arriverà mai... e stasera mi sento "sola", ma sento anche di non essere l'unica, ed è bello sapere che c'è chi là fuori lotta, barcolla magari, ma tiene duro, e sogna e ci crede, proprio come me...grazie per aver ascoltato e condiviso, grazie per essere semplice e speciale come sei...ti voglio proprio bene, lo sai.
E mentre stavo per raggiungere la mia fermata, pensando a tutti i discorsi di stasera, ho anche pensato a quella lettera di qualche giorno fa, all'incertezza e alla paura che mi accompagnerà di nuovo mese dopo mese, a cosa potrebbe significare per il mio sogno di essere un giorno mamma...e ho versato due piccole lacrime... e per la prima volta dopo secoli, ho sentito il bisogno, e la voglia di pregare.
Un po' meschino, forse, pensarci solo quando le cose si fanno difficili. Ma in fondo, è del mio Dio che si tratta, e lui è un grande, sta li e mi guarda in silenzio, se ne esce davvero solo quando non ce la faccio piu, quando ho bisogno di una mano che mi guidi, di qualcuno che mi insegni di nuovo a fidarmi. Lo fa senza impegno, perchè mi ama, perchè per me vuole il meglio. E anche se esistesse solo nel mio immaginario...non m'importa, mi basta. Perchè ho un bellissimo sorriso, e non lo voglio perdere per niente al mondo 
Buona domenica!!
(quella qui sotto è la splendida canzone che ascoltavo sull'autobus stanotte...ho deciso di postare il video originale, anche se le immagini ovviamente non si riferiscono alle mie sensazioni...)
A volte, basta una lettera, a frantumare le mie speranze. A rendere il mio futuro, ancora una volta un po' più lontano. E tendo di nuovo quella mano, che fino a qualche ora fa quel futuro lo stava quasi accarezzando, verso il nulla. Con il cuore gonfio di amore e di lacrime.
E c'è una canzone che ascolto incessantemente da qualche giorno, non riesco davvero ad ascoltarne altre...pensando come sarebbe bello se un giorno qualcuno la dedicasse a me. Ma questa mattina, quando il fulmine mi ha colpito a ciel sereno, mentre camminavo verso il lavoro, ho capito a chi la voglio dedicare io. E so che è assurdo. Ma non me ne frega niente: io ogni singola parola la dedico a colei che, nonostante le mille difficoltà, non mi ha davvero mai abbandonato. Colei che sempre ha lottato per me. Alla mia splendida, meravigliosa, adorata Vita.
A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione
Per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto
Come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perchè non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magìa
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
E a te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei