martedì, 01 settembre 2009, ore 23:53

Rieccomi qui a Londra, dopo una settimana che ha fatto da spartiacque tra il “pensiero” e la “realtà” di questo mio progetto Ecuador.

Eh già, perchè da adesso in poi non è più qualcosa di lontano. Poco più di un mese per chiudere ogni connessione o quasi con questa città e questi 5 ultimi anni di vita, e per munirmi di tutto ciò che mi servirà sulla linea dell’equatore, il tutto barcamenandomi tra le ultime intense battute al lavoro, un paio di esami universitari da provare e le lunghe, lunghissime chiacchierate con il mio amorcito ecuadoregno. Insomma, il count-down è ufficialmente cominciato!

 

Prima di partire per le vacanze ho raccontato delle mie intenzioni alla mia manager, e mi sono sentita convinta e serena. Io e lei lavoriamo insieme, tra il lavoro di prima e questo, da quasi 4 anni e io la stimo tantissimo sia nel privato che nell’ambito lavorativo. Abbiamo fatto un breve bilancio di com’è stato quest’ultimo anno di lavoro insieme e ho realizzato quanto aver cambiato lavoro mi abbia permesso di riconfermare e rafforzare tutti i traguardi raggiunti in questi ultimi anni, non solo professionalmente ma anche e soprattutto a livello personale.

 

Poi sono partita per 8 giorni di Friuli, determinata a passarli A CASA. E così ho fatto. A parte due sere con amici e due pomeriggi al mare, tutto il resto del tempo l’ho passato nel mio giardino (molto spesso in costume per far scorta di sole) oppure in bici nella campagna verdeoro di fine agosto, in costante compagnia di quello splendore di nipotina di cui non riesco proprio mai a stancarmi. La soffocherei di baci quella furbetta, vivacissima e testardissima, non parla ancora bene ma unisce le parole che sa a un’espressività unica, ed è un vero piacere assistere ai suoi progressi comunicativi. Non vedo l’ora che arrivi il fratellino a Natale, ma ammetto che difficilmente un maschietto riuscirà a spodestare questa piccola peste dal trono del mio cuore!!

 

Ho raccontato finalmente alla mia famiglia del mio progetto sudamericano. L’hanno presa bene, specie mia mamma di cui un po’ temevo una reazione più sconsolata. Certo, è preoccupata com’è giusto che sia, ma si vede che è anche entusiasta per me e fiera di quello che ho deciso di fare. E io sono fiera di lei, e di tutti i miei cari, che non solo hanno imparato a rispettare le mie decisioni anche quando così anticonformiste rispetto alla loro realtà, ma anche sempre pronti a sostenermi e fare il tifo per me fin da subito.

 

Ora non mi resta che salutare e abbracciare uno a uno gli amici di Londra.

E poi….PARTIRE!

 

 

blossom80

domenica, 16 agosto 2009, ore 18:06

Sto vivendo una vita parallela. Gia' non appartengo a questo pianeta e fluttuo in uno spazio e tempo non ben definito.
Resto sveglia a chattare e leggere racconti di viaggi fino alle tre di mattina, talvolta fino alle sei o sette, dormo sonni leggeri, mi sveglio accaldata e inquieta provando una sensazione di perenne jetlag.
Mi lavo, mi vesto e raggiungo il lavoro in una sorta di trance, ascoltando le stesse due o tre canzoni sudamericane e guardando nel vuoto, immaginandomi altrove.
Ed  eseguo il mio lavoro in maniera lineare, senza passione, senza interesse. Non mi risulta insopportabile. Ma e' la stessa sensazione che provavo all'ultimo anno delle superiori: son qui a scaldare la sedia. Niente in questo ambiente riesce piu' a stimolarmi. La spugna ha smesso di assorbire. Le persone che entrano in reception non son piu' mondi da scoprire, bensi meri numeri, palline di un rosario da sgranare con pazienza per raggiungere il prossimo livello.
E non so cosa voglio fare dopo.
 
Per la prima volta da quando ho deciso di partire, non sono piu' cosi sicura di voler tornare a Londra. Non sono piu' cosi sicura di appartenere a questo tipo di vita "convenzionale".
Vorrei fare qualcosa che "abbia un senso", e vorrei vivere a contatto con la natura, e a contatto con la gente.
Penso a quell'ecuadoregno di origine indigena che ho conosciuto, con un albero tatuato sul polpaccio e un lavoro in un' organizzazione no-profit. Penso a G, il mio enamorado, appassionato di montagna e con un'agenzia di viaggi appena avviata in un paese dai molti problemi, e alla sua idea di lavorare un giorno con il turismo comunitario.
Ho voglia di conoscerli per cercare di capire se e' solo un'impressione, se e' solo l'effetto "erba del vicino", se l'idealismo e' solo un'illusione, o se e' davvero possibile fare scelte alternative.
 
Non e' certo questo il momento per prendere decisioni. Mi lascio vivere. Ma ci penso tanto, mentre fluttuo...
blossom80
commenti (2)¦ commenti (2)(popup) ¦ Permalink ¦ categoria : amici, futuro, ecuador

venerdì, 07 agosto 2009, ore 00:39

  • Ho preso l'influenza ma non è la suina, più verosimilmente la classica influenza post sabato sera (colpa degli amici che fumano come ciminiere, che per poter stare con loro devi fare dentro e fuori dal locale cento volte, magari pure accaldata dopo aver ballato...)
  • Dopo aver goduto leggendo del tamponamento a catena in cui è rimasto coinvolto Simon il giorno del suo compleanno (il karma negativo torna sempre indietro!!!!!!) , l'ho cancellato da Facebook, ma ho tenuto i suoi colleghi. Anzi, ho pure aggiunto un altro suo collega che mi aveva un po' fatto "le belle" quando ancora non sapeva che uscivo con Simon, e che anche a me era piaciuto. Tipo un po' fuori di testa, divertente, intelligente, forse non il mio tipo, ma per conoscersi perchè no. Ieri mi ha chiesto il numero e poi quando sono libera per vederci. E io rido!
  • Non me ne frega un fico secco degli uomini in questo momento. Se capita ci esco, li conosco, mi faccio pure un po' viziare, se se lo meritano concedo pure qualcosa, ma aspettative zero, anzi, meglio che mi stiano alla larga se cercano qualcosa in piu. Mi sento quasi io stessa un uomo, al momento. Sicura di me e stronza al punto giusto. Dev'essere il pensiero "tra due mesi sono in ecuador e del resto non me ne importa niente!". Ammetto che la sensazione mi piace un sacco...
  • Continuo a chattare con i miei nuovi amichetti ecuatoriani via Couchsurfing. Specialmente uno. Dolce, romantico, simpatico. Se continua cosi, penso che diventerà il mio "enamorado" per quei due mesetti. Perchè no. Penso di aver scovato l'unico ecuatoriano alto un metro e ottanta. Mi farà da guardia del corpo, da guida turistica e provvederà pure alle coccole. Meglio di cosi? ;)
  • Sono già innamoratissima dell'Ecuador, ascolto la radio online, imparo parole slang e pratico l'accento dolce del sudamerica. Vorrei essere già la. E ho anche un po' paura...di non volermene andare piu!!
  • Tra un paio di settimane è ora di dirlo ai miei. La paura è un po diminuita. In fondo, non vado a fare la guerra. In fondo, questa è quella che sono, e so che alla fine saranno fieri di me. Alla fine, ovvero, quando torno. Ma va bene cosi. Vuol dire che ci vogliamo bene.
  • Ci sono cosi tante cose da fare prima di partire che mi viene voglia di non farne nessuna. Disdire i contratti, cambiare indirizzo, pensare a dove mettere le cose. La cosa che invece farei anche subito è lasciare il lavoro. Davvero, non è proprio più quello che voglio fare. Bella esperienza. Now let's move on!
blossom80
commenti (4)¦ commenti (4)(popup) ¦ Permalink ¦ categoria : viaggi, lavoro, uomini, ecuador