Ore 11.30pm "stavo giusto andando a dormire"
Ore 1.50am "mi si stanno chiudendo gli occhi, mi fermo solo altri cinque minuti"
Ore 2.15am "mi metti la cam? solo un minuto"
Ho spento il computer alle 4am. La sveglia suonava alle 7.30.
Sono una di quelle persone che non imparano proprio nulla dalle esperienze negative del passato. E per fortuna!
Non ho news di rilievo...in questi giorni sono pigra da far paura, o meglio, alterno alterno apatia ed entusiasmo, momenti in cui risolvo mille beghe e altri in cui non combino proprio niente, come adesso. Beh niente niente no, parlo ore e ore con il mio ecuatorianito bello G.! E cerco di non correre, di essere realista, e forse in questo sì ho imparato...o meglio, non mi fido più di nessuno. Le mie due "storie" di quest'anno mi hanno regalato tanta bella sfiducia da distribuire in porzioni generose a tutti gli uomini che si affacciano alla finestra della mia vita...e non è che smetto di vivere a 360° ogni emozione che mi viene regalata, quello mai, e non è che ho smesso di pensare che ci sia un principe azzurro là fuori, no no, i sogni continuano, ma non do più nessun vantaggio. Invece di dare cento punti e poi toglierne man mano, ne do zero e li aggiungo man mano. Esalto i meriti anzichè i demeriti. E sono molto, molto più serena. Vedrò G. e si prospettano due mesi spettacolo. Al resto ci penserò dopo aver confermato questo spettacolo!!
Ho mandato gli inviti per la festa d'addio, mi sto occupando della riconsegna dell'appartamento e la chiusura di tutti i contratti...allo stesso tempo faccio i vaccini, vado per negozi cercando solo cose per il viaggio, mando messaggi in diretta alla radio di Quito...mi sento come intrappolata in un limbo a metà tra paradiso e paradiso: da una parte Londra, la mia Casa, il mio nido, e non realizzo mica che potrebbe essere il mio ultimo mese londinese, dovessi decidere di non ritornarvi a gennaio...dall'altra l'Ecuador, che continua a regalarmi idee per il mio futuro, per il lavoro o meglio detto i lavori che mi piacerebbe fare...
Per anni e anni ho fatto piani ancor prima di terminare il piano anteriore. Ora, a quasi 30 anni, il futuro è un solo grande punto di domanda. Ed è una splendida sensazione!!!
Ce l'ho fatta. Ho cliccato.
Ho preso il biglietto per Quito!!!!
Non so nemmeno descrivervi quello che ho provato, e che parzialmente sto ancora provando, quel misto tra voglia di piangere, voglia di ridere e voglia di urlarlo al mondo...e aveva ragione chi diceva "ti sentirai subito meglio"...ora non si torna indietro. E sento gia la strada che inizia a scendere, l'aria a farsi piu respirabile, un peso mi è stato levato dal petto.
L'unico pensiero amaro, in quel momento, è stato a questa solitudine sentimentale che mi accompagna da 29 anni. Mille amici, ma nessun compagno di vita è mai stato li a condividere i passi piu importanti che ho compiuto. E partirò ancora una volta DA SOLA. E sono fiera di me, come no: non aspetto certo un uomo per costruire la mia vita. Ma ciò che viene condiviso ha sempre un sapore diverso..ad ogni modo, c'è sempre tempo per quello.
Per ora, quello che importa è che arrivo in Ecuador tra tre mesi esatti. E non vedo l'ora!!!
*** il blog in inglese dove racconterò tutte le mie storie legate a questo viaggio è *** http://ontheroadtoecuador.blogspot.com/
La mia vita è davvero un fiume, che scorre in piena per tre quarti del suo tempo, prende detriti e frammenti di bosco per poi lasciarli più avanti in un ciclo senza fine. Io amo la mia vita proprio per questo, anche se a volte lo ammetto che mi faccio prendere dallo sconforto e mi chiedo perchè mi capitino sempre le storie più sfigate e assurde...ma alla fin fine, quando tocco il fondo rimbalzo sempre su quasi subito, quasi di riflesso, e mi guardo indietro, e guardo anche a queste storie, e mi sento VIVA ed estremamente fortunata di non annoiarmi mai.
Un update direi che è doveroso per quanto riguarda le ultime vicende della mia vita, in particolare la saga irlandese.
Simon viene a casa mia la sera prima del mio compleanno, venerdi scorso. Come sempre, bellissima serata, vino ecc ecc, lui affettuosissimo, brunch al Caramel mano nella mano, saluti e ci vediamo dopo alla mia festa. Qualche ora dopo mi scrive un sms che si sente poco bene ma che spera di farcela per la festa. Poi mi scrive che sta troppo male e non ce la fa a venire. Lo chiamo, cade la linea, tel poi spento, gli mando un sms, nn risponde. Crisi emotiva, anche perchè non viene lui= nn viene la mia collega con il marito e mi dispiace un sacco, ma mi dispiace anche che sta male. La festa poi comunque comincia, arrivano gli amici, si sta da dio e mi diverto un sacco. Tra un drink e l'altro gli mando un altro sms per dirgli che stava andando tutto bene, che l'avrei chiamato il giorno dopo per sapere come stava e raccontargli com'era andata. Still no reply. La festa cmq continua allegra, il fundraising è andato alla stragrande, abbiamo raccolto ben 201.01 sterline per i miei futuri bimbi in ecuador!!!! Come ringraziamento ho fatto uno spogliarello scherzoso (mi sono presentata in tuta da sci!!!!) in salotto (se volete vederlo lasciate un commento e vi mando il link in pvt! altrimenti qui avete le foto - vm18!), insomma è stata una serata memorabile.
Il giorno dopo invece ero assolutamente distrutta, fisicamente per non aver dormito, moralmente per via dell'irlandese che non si è fatto vivo e nemmeno ha risposto alla mia chiamata. Menomale che ho fatto una puntatina in centro con un'amica e mi sono rasserenata un po' a parlare fitto fitto di uomini incomprensibili, e di noi, che pure cosi comprensibili non siamo. La sera gli ho scritto un nuovo messaggio per dirgli che non capivo perchè mi ignorava, no reply, lacrime su lacrime. Solita frustrazione, trovo estremamente maleducato non rispondere ai messaggi. Lunedi sera mi risponde che anche lui non capisce cosa sia successo nel weekend e che gli sembra che le cose stiano andando troppo veloci e stiano diventando troppo serie.
Diciamo che mi son quasi messa a ridere! Ovviamente me l'aspettavo ma diciamo che fino all'ultimo volevo sperare di sbagliarmi, che una persona di 33 anni non può davvero comportarsi come un teenager e spaventarsi per un messaggio in piu, specie visto che ci vediamo una volta ogni due settimane e soprattutto io in ottobre sparisco dalla circolazione per tre mesi...e lui l'ha sempre saputo!!!!! Non mi ha nemmeno fatto male, che devi dire in questi casi? A parte che ovviamente l'interesse da parte mia è scemato praticamente del tutto. Io ho 29 anni, in genere non sono piu interessata a storie di una notte ma allo stesso tempo non sto sicuramente cercando una proposta di matrimonio, specie ora che sto per andarmene...però son fatta cosi, quando esco con una persona che mi piace mi lascio coinvolgere, e non ho intenzione di cambiare. Non mi spaventa nulla quando comincio una relazione nuova, e voglio accanto a me un Uomo, non un ragazzino, che sappia vivere come me a 360° senza paura di quello che potrebbe succedere.
Ad ogni modo, gli ho risposto con una mail di cui vado molto fiera, sottolineando come rispondere ad un messaggio sia educato e non serio, e che forse siamo diversi anche culturalmente e cose di questo tipo sarebbero dovute chiarirsi all'inizio, ma che ad ogni modo visto che condividiamo l'amore per la vita e per i viaggi sarebbe un peccato perdere una bella amicizia. Chi lo sa, magari gli è entrata da una parte e uscita dall'altra. Pace. Sono serena, devo ammettere. Non ho davvero piu voglia ne tempo ne interesse per persone complessate, borderline, capricciose, che tanto parlano e poco concludono. Ho voglia di positività, di persone coraggiose, di avventure, di scambio, di passione.
Ho voglia di Ecuador. Ho voglia di conoscere i miei futuri bimbi. Ho uno zaino da riempire. Di sogni...quelli che non fai di notte, ma che ti tengono sveglio la notte, dall'eccitazione, dall'emozione, dalla loro grandezza. Poco mi scalfisce, nulla mi distrugge. Life is now!
Troppe le cose da scrivere. Da raccontare.
Come le ho scritte, volano già via, come pezzetti di carta in un turbine di vento, ondeggiano sul nulla, si posano a terra, poi si rialzano e svolazzano ancora. Non ce la farei mai, al momento, a raccontare in modo esauriente, completo tutto quello che sto attraversando. Cosi, mentre continua lo svolazzare di pensieri e di emozioni, faccio una specie di riassunto.
Ho un sogno fin da quando ero adolescente: vedere il Sud America.
Ho una passione fin da sempre: i bambini. Il loro sorriso, il loro essere cosi indifesi e allo stesso tempo cosi piu spontanei e veri degli adulti.
Viaggiare è una dei quattro pilastri su cui voglio che si appoggi la mia intera Vita; assieme alla mia famiglia di origine, la famiglia che voglio costruire e gli amici più cari.
E tra un anno e un mese, compio 30 anni.
Così ho deciso di partire volontaria.
All’inizio non sapevo nemmeno dove. Asia o SudAmerica? La curiosità di scoprire, di vedere è molta. Poi ho scelto di seguire il Sogno.
Poi non sapevo dove. Brasile? Non per cominciare. Un po’ troppo pericoloso, e poi meglio un paese di lingua spagnola, per poter comunicare più facilmente.
Poi mi sono ricordata che io amo i monti. Mi sono concentrata sulla regione delle Ande, ho ascoltato consigli e racconti di chi è stato in Peru e Bolivia, poi ho scelto per conto mio.
Ecuador.
Mi ha conquistata anche se non ne so nulla. Perchè l’altitudine non è eccessiva (però la capitale, Quito, è cmq a 2850m..), perchè ci sono le Ande, la foresta pluviale, i vulcani, l’oceano.
Poi non sapevo con che organizzazione. Ho chiesto in giro, ho fatto perfino un foglio in Excel per capire le differenze. Ho più o meno scelto un’organizzazione no-profit ecuadoriana a gestione familiare, quindi niente onlus inglesi superorganizzate. E mi fido. Andrò a dare una mano in un asilo per bambini poveri, forse anche in un orfanotrofio.
Poi non sapevo per quanto tempo. Parto a fine ottobre, voglio star via circa 8 settimane, di cui in teoria 4 di volontariato e 3/4 di viaggio zaino in spalla. Poi ho avuto paura: dove vado io, donna bionda con occhi azzurri da sola in giro per l’Ecuador? Ora mi sono tranquillizzata, se lo faccio con la testa corro gli stessi rischi che corro a Londra quando rientro la notte da sola. E comunque, deciderò all’ultimo. Perchè già lo so che io ai bimbi mi ci affezionerò da morire, e che chi lo sa se ce la faccio a lasciarli cosi presto.
Poi una mia amica mi ha proposto di raggiungermi e andare insieme alle Galapagos, paradiso naturale…poi ho visto i costi e ho deciso di non andarci piu, ci vogliono come minimo 600 dollari solo per metterci piede…sai per quanto ci mangiano i bimbi dell’orfanotrofio con quei soldi? Per quanto adori gli animali e mi troverei a un tiro di schioppo da quelle isole paradisiache, non credo proprio sia etico spendere l’equivalente di un mese e mezzo di vita in Ecuador in una settimana di flamingos, tartarughe e foche.
Ora devo comprare il volo e finalizzare le date. Aspetto solo un risultato medico per farlo più tranquilla, non volevo spargere la voce prima di averlo fatto, ma allo stesso tempo a più persone lo dico, meno possibilità ci sono che mi ritiri all'ultimo.
Sto anche organizzando la mia festa di compleanno a casa, durante la quale inizierò a fare del fundraising, ovvero raccolta di donazioni attraverso giochi, sfide ecc. Lo si fa un sacco qui in England, ma molti lo fanno per sponsorizzare il proprio viaggio di volontariato. Io il mio viaggio e il mio “capriccio” lo pago di tasca mia. Questi soldi andranno dritti dritti a chi davvero ne ha bisogno: per dimostrare che davvero l’unione fa la forza.
E me lo sta dimostrando già il fatto che tutti i miei amici hanno fatto a gara per passarmi info sul volontariato internazionale, chi mi ha messo in contatto con amici che l’hanno fatto, chi mi ha passato nominativi di associazioni e missioni, chi sta cercando di rintracciare amici, colleghi, conoscenti ecuadoriani da passarmi come contatti. Mi scalda il cuore vedere quanto solidali sono le persone che ho scelto di avere accanto, e che han scelto di avere me. Una scelta rinnovata all’istante. Perfino gli sconosciuti si fanno in quattro. Wow.
Ci sono altre mille cose da organizzare. Le vaccinazioni. Iniziare a pensare a che cosa portarsi dietro, tra vestiti, scarpe, medicinali. Dove mettere tutta la mia roba londinese nel frattempo (la casa la lascio). Pian piano si fa tutto.
A fine agosto lo dirò ai miei, e so già che darò un enorme dispiacere alla mamma. Per consolazione, a metà dicembre rientro a casuccia e mi fermo un mese, per stringermi forte a loro a al previsto arrivo natalizio del fratellino o sorellina di Linda! (divento doppiazia!). Le dovrò anche fare un corso accellerato di internet per poter comunicare via email dall’Ecuador. A settembre lo dirò al lavoro. Lo lascio, comunque non è più quello che voglio fare. A gennaio tornerò a Londra e ripartirò da zero, come cinque anni fa.
Alle volte mi sveglio la mattina in preda al panico. Mi chiedo, ma cosa sto facendo? Sto lasciando un lavoro in tempi di recessione, una casa che adoro, cinque anni di vita londinese…penso anche ai pericoli che correrò laggiù, a mia mamma che starà in pena.
Poi però penso ai bimbi. Ai sorrisi e agli abbracci che mi doneranno. Penso alla famiglia che mi ospiterà, al cibo che mi preparerà, penso alle persone che conoscerò, ai quartieri di Quito che almeno un pochino diventeranno “miei”, ai paesaggi spettacolari che vedrò, agli usi e costumi che nemmeno mi immagino.
Che cos’ho da perdere, rispetto all’infinità che avrò da guadagnare?
Ascolto i miei amici in questi giorni, si parla di noi, ci si confronta. Argomenti ricorrenti e comuni: persone che ci deludono, persone che amiamo, persone che ci arricchiscono, solitudine, crescita personale, ritmi frenetici, difficoltà economiche, viaggi, futuro. E' bello sentirsi vicini.
Continuo a progettare. Sono entusiasta e serena, convinta. Sto facendo della mia vita quello che ho sempre sognato.
C'è tanto, tanto, tanto da fare. Cosi tanto che non dovrebbe rimanere spazio e tempo per scoraggiarsi.
Ennesima biopsia, ennesimi pensieri per il futuro. Tutto si ripete a scadenza semestrale. Fuori dall'ospedale vedo solo mamme con bambini, e un po' fa paura, un po' mi fascio la testa e penso a come sarebbe la mia vita se succedesse il peggio, ma osservo con stupore come ci si abitui anche ai pensieri più negativi.
In fondo, come per tutti, certezze mediche sulla mia capacità o meno di portare avanti una gravidanza e un parto non ce ne sono e non vale la pena pensarci ora che non ho un partner e la prospettiva di metter su famiglia è ancora - purtroppo - lontana.
Ma soprattutto non è "essere incinta" il mio sogno più grande: il perno attorno a cui ruota il senso della mia esistenza è "essere mamma". E c'è una grossa differenza. Ovvio che un figlio che è sangue del tuo sangue e che si genera dentro di te è un'esperienza di vita unica. Ma il mio sogno, fin da che ricordo, è quello di aiutare un piccolo essere umano a spiccare il volo come son riuscita a fare io, e diventare speranza per il mondo.
E ora che sto cercando di organizzare un'esperienza di volontariato con bambini svantaggiati, mi capitano sotto mano tutte queste testimonianze e foto di piccoli pargoli scalzi, sporchi, malnutriti, malati, che assumono droghe dall'età di 4 anni per poter sopravvivere alla fame, che rubano per poter sopravvivere...alla vita. Ci sono cosi tante personcine nel mondo che mai potranno essere considerate "speranze", perchè mai avranno quell'unica, preziosissima qualità che abbiamo noi e di cui sono grata ogni giorno che passa: la possibilità di scelta. Assieme all'amore di una famiglia, il calore di una casa, la sicurezza di un pasto caldo.
E allora mi chiedo, come posso stare qui a preoccuparmi se mai sarò in grado di portare un bimbo nel mio grembo...quando ci sono milioni di bambini che non aspettano altro che essere portati nel mio cuore.
Speriamo di farcela a partire a ottobre.
Avere la domenica libera come una persona normale - e per libera intendo senza turni al lavoro, esami da preparare, lavatrici e pulizie da fare, o viaggi in Italia - è una splendida sensazione. Avere la domenica libera quando il sole splende e ci son quasi 30 gradi è praticamente perfezione.
Io ho sempre adorato la domenica. Sempre, da sempre. La domenica non andrei a fare shopping manco morta. La domenica è per andare al parco. Per andare in bici. Per andare al pub. La domenica ha un nonsochè di sacro e va usata per riposarsi e rigenerarsi.
Cosi, questa domenica mi sono rigenerata. Appena sveglia, mi sono fatta una lunga doccia, ignorando (per la prima volta) il messaggio della collega viziata e piagnucolona che sperava andassi a sostituirla per via di un raffreddore. Poi ho improvvisato un pranzo al bar italiano del parco con un amico che vive in zona, e abbiamo preso un po' di sano sole di mezzogiorno stesi sul prato, osservando i londinesi che, come una qualsiasi famiglia Brambilla a Riccione, raggiungevano il parco carichi di ombrellone, sdraio, crema solare, cappellino, pranzo al sacco e nonna al seguito. I love Battersea Park!!
Nel pomeriggio poi ho raggiunto S., irlandese doc, questa volta al St James Park. Altra sessione di chiacchiere senza fine, stesi sull'erba soffice e le pratoline, a metà tra sole e ombra, sereni. Non avevo mai conosciuto irlandesi prima, l'unica conoscenza che ho viene da un libro del bravissimo Frank McCourt che ho letto in passato, le Ceneri di Angela. E ho mille curiosità. Si è parlato di infanzia, di influenze religiose, di famiglia, facendo confronti con l'Italia. Si è parlato un altro po' di viaggi, e di scelte di vita. Ogni volta che lo ascolto parlare di suo padre, della sua famiglia (sono in sette tra fratelli e sorelle!), delle cose che ha fatto, visto o vissuto resto affascinata...anche se a volte devo chiedere di ripetere perchè l'accento irish non è mica cosi chiaro!!!!
Domani si ricomincia, lavoro, solita vita. Ma devo cominciare seriamente a fare ricerca per il mio prossimo progetto. Ancora non vi racconto di che si tratta, perchè ancora non ha delle connotazioni chiare e delle certezze. Ma ne sono ogni giorno piu convinta, e mi riempie di carica vincente!!
Pensieri, ricordi, esami di coscienza, analisi. Quindici anni di relazioni finite.
Segui il cuore, sbagli (troppo impulsiva). Segui la ragione, sbagli (troppo superficiale). Tieni i tuoi pensieri piu' profondi per te, sbagli (non comunichi, senza la condivisione son pensieri a senso unico). Cerchi il dialogo sottolineando che e' al riguardo di qualcosa di importante - sia mai che poi ti dicano che li hai disturbati per cazzate, sbagli (non e' questo il momento, aspetta domani,e domani aspetta dopodomani ecc). Eviti di chiedere, sbagli (non comunichi i tuoi bisogni, uno mica puo' indovinarli). Chiedi, sbagli (sai solo chiedere). Dai per il semplice gusto di dare, sbagli.(dai troppo, ti danno per scontata). Dai di meno, sbagli (mica tanto, forse e' l'unica volta che ti considerano un po'...ma i giochini psicologici sono per donne stronze e manipolatrici, quelle per cui guarda caso tutti perdono la testa e poi restano inculati, e a me questo tipo di uomini non interessano). Sei gelosa, sbagli (mi soffochi, mi spaventi). Provi ad aprire la mente e pensare piu come loro, sbagli (non mi fido piu di te, o peggio, sei una troia). Ti metti una maschera per sembrare piu forte di quello che sei, sbagli (non sei sincera). Ammetti e comunichi i tuoi limiti, sbagli (e se ne servono per rinfacciarti colpe e accusarti dei fallimenti comuni).
Mi ferisce provare strade alternative e credere di poter far funzionare l'impossibile mettendomi in gioco al 100%, per poi sentirmi solo accusare per le mie debolezze quando tutto va male. Suppongo sia normale reagire male alle delusioni. Ma trovo meschino e semplicistico seppellire la verita' e i sentimenti in una fossa di rancori e recriminazioni, per non dire farle pubbliche.(!) La storia e' di due, gli sbagli son di due, a ognuno spetta il proprio esame di coscienza. Tra persone adulte che si son volute bene sarebbe bello per lo meno mantenere stima e rispetto reciproci.
Per quanto mi riguarda, in me convivono lati molto contrastanti. Sono una persona sincera, sensibile, protettiva e materna, empatica e -dicono-una buona amica; amante delle tradizioni ma curiosa e sperimentatrice; capace di grandi sogni, li perseguo con pragmatismo e concretezza, da brava friulana; provo a tamponare i danni della mia innata impulsivita' con l'analisi retroattiva e la piena disponibilita' a chiedere e accettare scuse; forte, orgogliosa e indipendente nei confronti della mia vita personale, insicura, fragile e dipendente quando sto con qualcuno che non sa quello che prova per me; la cosa che piu' mi rassicura e rasserena e' dare e ricevere calore fisico. Evidentemente necessito di piu azioni concrete e meno parole. Piu' abbracci e meno teorie. Piu' perdono e meno intolleranza. Piu' sicurezze e meno indecisione. Sbaglio a innamorarmi di persone che necessitano l'opposto di questo e vorrei sicuramente avere un sesto senso migliore, ma non per questo le disprezzo, sono tutte comunque grandi persone. Spero un giorno, se avro' un figlio, di trasmettergli lo stesso amore per la vita e per il prossimo, la stessa voglia e coraggio di seguire i propri sogni e di rettificare quando sbaglia, cadendo e rialzandosi ogni volta, non vergognandosi mai dei propri limiti e di dire cio' che pensa e cio' che sente.
Ed e' per "Lui" e per tutto questo che non mi faro' mai piu' tutte le domande che ho elencato sopra. Faro' semplicemente quello che mi sento di fare. Se vi piace, restate. Se non vi piace, aria. Sono cosi e cosi resto; per cui non venitemi mai piu a rinfacciare che vi ho illuso solo perche', per voi e per noi, ho provato a cambiare. State pure tranquilli: non ci provo piu'.
Ore 9am, ho finito la tesina di 3500 parole. Ora vado a consegnarla e poi a lavorare fino alle 21.
E alla fine mi piace anche lasciare un po' tutto all'ultimo. Spingermi oltre i limiti, testarmi in situazioni di urgenza, di adesso o mai più. Non è che mi manchi la capacità organizzativa, è più la voglia...finchè non è davvero l'ultimo giorno, l'ultima ora, le distrazioni hanno la meglio. E mi piace anche indovinare che voto prenderò, pensare "ma avrò centrato l'argomento o meno?", quell'attesa di un numero che vale poco e niente proprio come questa laurea alla fin fine, una lettera scritta su un foglio di carta...ma vale per me, per la mia soddisfazione personale, per rassicurarmi della scelta che ho fatto, per trovare ragioni per andare avanti anche se la fine mica la vedo. Vale perchè più che capacità tecniche per fare un lavoro che nemmeno so quale sarà, questo corso di studi mi sta allargando la mente e donando conoscenze sparse e magari anche non approfondite su argomenti che ci riguardano ogni giorno, ma che si danno per scontati. Turismo etico, trasporti, space planning, gestione edifici, francese, evoluzione della società... tanti piccoli input che portano poi tutti allo stesso punto.
Viaggio. Scoperta. Avventura. Volontariato. Cultura. Umanità.
Perchè questo mondo e questa vita li adoro, mi han dato tantissimo. Ma non trovo più senso in tutto questo correre, in tutto questo sbattersi, in tutto questo spendere per poi arrivare a fine mese senza più fiato. "Ma perchè la gente a Londra non sorride?". Me l'ha chiesto ieri una persona a cui sorridono anche gli occhi.
Non lo so il perchè. Ma anche io, come lui, non voglio passare il resto della mia vita tra persone che sopravvivono, anzichè vivere. Ed è per quello che sarà anche per me presto ora di partire...