martedì, 01 settembre 2009, ore 23:53

Rieccomi qui a Londra, dopo una settimana che ha fatto da spartiacque tra il “pensiero” e la “realtà” di questo mio progetto Ecuador.

Eh già, perchè da adesso in poi non è più qualcosa di lontano. Poco più di un mese per chiudere ogni connessione o quasi con questa città e questi 5 ultimi anni di vita, e per munirmi di tutto ciò che mi servirà sulla linea dell’equatore, il tutto barcamenandomi tra le ultime intense battute al lavoro, un paio di esami universitari da provare e le lunghe, lunghissime chiacchierate con il mio amorcito ecuadoregno. Insomma, il count-down è ufficialmente cominciato!

 

Prima di partire per le vacanze ho raccontato delle mie intenzioni alla mia manager, e mi sono sentita convinta e serena. Io e lei lavoriamo insieme, tra il lavoro di prima e questo, da quasi 4 anni e io la stimo tantissimo sia nel privato che nell’ambito lavorativo. Abbiamo fatto un breve bilancio di com’è stato quest’ultimo anno di lavoro insieme e ho realizzato quanto aver cambiato lavoro mi abbia permesso di riconfermare e rafforzare tutti i traguardi raggiunti in questi ultimi anni, non solo professionalmente ma anche e soprattutto a livello personale.

 

Poi sono partita per 8 giorni di Friuli, determinata a passarli A CASA. E così ho fatto. A parte due sere con amici e due pomeriggi al mare, tutto il resto del tempo l’ho passato nel mio giardino (molto spesso in costume per far scorta di sole) oppure in bici nella campagna verdeoro di fine agosto, in costante compagnia di quello splendore di nipotina di cui non riesco proprio mai a stancarmi. La soffocherei di baci quella furbetta, vivacissima e testardissima, non parla ancora bene ma unisce le parole che sa a un’espressività unica, ed è un vero piacere assistere ai suoi progressi comunicativi. Non vedo l’ora che arrivi il fratellino a Natale, ma ammetto che difficilmente un maschietto riuscirà a spodestare questa piccola peste dal trono del mio cuore!!

 

Ho raccontato finalmente alla mia famiglia del mio progetto sudamericano. L’hanno presa bene, specie mia mamma di cui un po’ temevo una reazione più sconsolata. Certo, è preoccupata com’è giusto che sia, ma si vede che è anche entusiasta per me e fiera di quello che ho deciso di fare. E io sono fiera di lei, e di tutti i miei cari, che non solo hanno imparato a rispettare le mie decisioni anche quando così anticonformiste rispetto alla loro realtà, ma anche sempre pronti a sostenermi e fare il tifo per me fin da subito.

 

Ora non mi resta che salutare e abbracciare uno a uno gli amici di Londra.

E poi….PARTIRE!

 

 

blossom80

mercoledì, 20 maggio 2009, ore 10:30

Premetto che io di politica non mi intendo molto, per quello non dico spesso la mia al riguardo.

Ad ogni modo, ieri sera di rientro dal lavoro leggevo sulla late night edition del London Evening Standard delle clamorose dimissioni dello Speaker della House of Commons in seguito allo scandalo dei rimborsi. Praticamente i parlamentari si facevano rimborsare come spese di lavoro cose come i lavori di giardinaggio nel cottage in campagna, la ridecorazione del bagno di casa e perfino -udite udite- il costo della messa in piega, per un totale di circa un milione di sterline.

Insomma, per gli inglesi questo è un  mega scandalo, specie in tempi di recessione, e Brown ha già dichiarato che i colpevoli verranno eliminati alle prossime elezioni, anche se molti preferirebbero dimissioni immediate, ammissioni di colpa e scuse con svergognamento pubblico, perchè malfatte di questo tipo mal si addicono a un gentleman inglese, figuriamoci a uno in carica.

E mentre rientravo ieri sera pensavo ai rimborsi dei nostri parlamentari, mi chiedevo, se gli inglesi fanno passare la fattura del giardiniere come spesa, chissa cosa faranno passare i parlamentari italiani! E volevo scriverci un post, ma ero troppo stanca, e poi stamattina apro il sito della Repubblica e...meraviglia! ci han pensato loro  con questo bellissimo articolo :)

Gli inglesi non sono indenni agli scandali, e di certo non sono le persone piu oneste del pianeta. Però a confronto, preferisco leggere quel che leggo sull'Evening Standard, con l'indignazione pubblica ogni qualvolta che c'è uno scandalo o una truffa scoperta, che dover leggere di cose di questo tipo tutti i giorni  (ignara delle altre mille che si consumano) sapendo che milioni di italiani tutto quello che faranno è guardare dall'altra parte. E altri milioni invece sospireranno, rassegnati, in un paese dove le alte cariche non sono nemmeno perseguibili dalla legge e al potere c'è una banda di criminali...

blossom80
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sabato, 02 maggio 2009, ore 19:46

Londra, ore 19.30, clienti milanesi (post massaggio)
 
Blossom: "Ora andate a cena?"
Cliente: "No!!! Prima aperitivo!!! Poi cena"
 
I love Italians!!! 
blossom80
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sabato, 11 aprile 2009, ore 13:00

C'è qualcosa che da sempre mi fa più male di ogni altra, ed è quando non riesco ad esprimere quello che ho dentro. Quando vengo fraintesa, o quando semplicemente le mie capacità comunicative si inceppano. A volte succede perchè non so bene quello che ho dentro. Questa volta, invece, penso sia perchè lo so fin troppo bene. E ancora non so come spiegarmi, a chi non mi conosce abbastanza bene per leggermi dentro senza bisogno di parole.

E' tutto cosi chiaro, per una volta...è tutto così sicuro, stabile. Nel bene e nel male. E ogni persona che incontro, che rivedo, mi guarda ed è la prima cosa che mi dice. Non avevo mai pensato che la consapevolezza, da sola, potesse far maturare cosi tanto e abbattere certi limiti...limiti che ho da talmente tanti anni che mai avrei pensato che le cose sarebbero potute cambiare.

All'appello manca ancora la sicurezza in me stessa quando in relazione con un'altra persona. Non ce l'ho mai avuta, fino da bambina, e mi ha causato e ancora sta causando tanti problemi e tanti fallimenti. Ma ora so, che posso cambiare. Ora ho la prova che migliorare si può. Che si DEVE. E questo mi dona tanta, tanta serenità, tanta fiducia.

Questi quattro giorni in campagna si stanno rivelando un immenso toccasana. La mia famiglia disastrata mi trasmette un calore unico, la mia "stella patata" di nipotina mi dà delle soddisfazioni ed emozioni incomparabili, e certi amici sono davvero sensazionali. Il sole splende sui campi arati, le gemme spuntano sugli alberi, è primavera qui in paese e la sensazione primaria è quella di PACE. La cosa che cercavo venendo qui, la cosa di cui più ho bisogno per curare certe ferite, anche profonde, e per riempire vuoti derivati da parti di me che sono state strappate via e che chi lo sa, se mai si rigenereranno. E pace ho trovato, fuori... ma soprattutto dentro.

Sereni giorni di festa a tutti.

blossom80

giovedì, 09 aprile 2009, ore 23:19

Atterraggio, il momento che temo di più. Forse perchè il più desiderato, quello più carico di emozione...la prima pagina di un nuovo racconto.

****

Ho guardato la partita al bar del paese, con mio fratello, i suoi/nostri amici, gli uomini e gli anziani del paese, pure una vecchietta che conosceva i nomi dei giocatori e li riconosceva in campo. Il tutto in un concerto di smadonnamenti molto sentiti e molto creativi, di gente che a ogni gol sbagliato si alzava e abbandonava la stanza per poi rientrare dopo due secondi, commenti tecnici, il tutto esclusivamente in friulano. Non è più come ai tempi di Zaccheroni, quando il locale era strapieno, ma è ancora tutto molto autentico...e quando sono entrata in molti mi hanno riconosciuta, Gianni, il gestore, mi ha fatto una carezzina veloce sul naso chiamandomi "piciule" esattamente come dieci anni fa, qualche compaesano mi ha chiesto "ma dove sei adesso" e quando son andata via mi han chiesto se torno per la sagra. Ritrovare tutto com'è sempre stato è come avvolgermi in una coperta...ed è per questo, che adoro tornare in questo posto e cullarmi tra le sue braccia sicure...

Camminando verso il bar, ho notato le stelle e ho detto a mio fratello "lo sai che a Londra c'è troppa luce, non si vedono" e lui ha esclamato "davvero? ma che brutto!" e questa sarà la nostra conversazione più profonda di questi quattro giorni, il nostro modo per dirci "dio come sono felice di rivederti, tu che sei parte di me".

E sono rientrata da sola per ascoltare il silenzio della notte di paese, perchè... ne avevo bisogno.

blossom80
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giovedì, 26 marzo 2009, ore 18:35

Il treno affonda lento in un paesaggio a me nuovo. Alla mia destra le aspre colline - o forse si chiaman montagne? - sono avvolte in una spumosa foschia che le ricopre di un colore post-invernale, qualcosa a metà tra il marrone chiaro e il grigio scuro. Nel giro di poche settimane le gemme nascoste sui rami sbocceranno in un tripudio di verde. E' primavera, qui in Italia.
Alla mia sinistra si mischiano paesini senza nome. Le case "vecchie", fatte di sassi, sono già diverse da quelle della pianura padana. Più alte e strette, più addossate l'una all'altra, anche le finestre sono in qualche modo diverse. Quando sono in Italia, adoro guardare le case del luogo, specie i rustici, i casolari, le cascine, le stalle, i fienili abbandonati in mezzo ai campi. Mi parlano di luoghi, mi parlano di gente, mi parlano di storia, di geografia.
Le case "nuove" hanno una voce più sommessa, spesso tutte uguali, intonacate di colori troppo brillanti o troppo sbiaditi, colori artificiali, forme precise, quadrate, tetti uniformi. Alcune sono anche molto belle, con archi, porticati, terrazzini, magari interni in cotto e caminetto al centro del salotto, ma non hanno la consistenza salda e decisa della pietra grigia, quella che ti riporta alle origini di un mondo e di una vita che sei nato troppo tardi per sperimentare, ma che sta dentro di te, nel patrimonio storico dei tuoi geni.
La vegetazione comincia a cambiare, si fa più marina, un po' come quando dalla bassa friulana ci si sposta sul carso triestino...alberi e arbusti bassi color smeraldo, che si alternano purtroppo a pilastri di cemento, cantieri abbandonati e altri scempi venuti dalla mano di un uomo troppo convinto della propria superiorità per accorgersi che il progresso è spesso regresso. E' cosi dappertutto, purtroppo. Cemento e neon pian piano soffocano il pianeta ed è sempre più difficile difenderci da noi stessi.
Come ogni parte d'Italia o quasi, è anche un paesaggio a tratti un po' trascurato, disordinato. Non riesco a guardare al mio Paese con gli occhi di un tedesco o altro straniero, che trova il caos affascinante e caratteristico. Mi fa arrabbiare uno Stato che lascia tanta meraviglia al caso, alle decisioni del momento, non riesco a non condannare tanta irresponsabilità, considerando che questo paese dal turismo potrebbe mungere perpetuamente latte in abbondanza.
Allo stesso tempo, sfido le mie stesse critiche e mi chiedo se forse la bellezza, particolarità e forza del Belpaese non stia proprio in questo alternarsi di genio e sregolatezza, stile e sciatteria, scorci mozzafiato e paesaggi sconnessi. Penso a quando ero andata a Napoli ed era stato proprio questo miscuglio a farmela apprezzare. Non lo so. Nel frattempo, il treno entra a La Spezia, e anche tra le distese di condomini e parcheggi e fabbriche riesco a trovare attimi di poesia in un cornicione, in un portone, in un muretto. E' Italia.
La vista del mare, burrascoso e celestino, arriva come uno schiaffo, cinque secondi forse tra un tunnel e l'altro e mi entra dentro immediatamente. Mi piace il mare "d'inverno", solitario e sbattuto dal vento nella sua espressione più libera e selvaggia. Il mare di Liguria oggi mi riporta un po' al ricordo lontano della Cornovaglia, di quello che più di dieci anni fa avevo dichiarato essere lo spettacolo naturale più intenso che avessi mai visto. 
Il treno costeggia le Cinque Terre, si vede poco ma quel che si vede è delizioso, e il sapore di nuovo, la voglia di scendere e scoprire mi elettrizzano.
 
Scendo a Rapallo, dove rivedo un carissimo amico di cui avevo un po' perso le tracce negli ultimi anni, e ritrovato - come si usa oggi - via Facebook. Antonio aveva risposto a un mio annuncio nella sezione "amici di penna" del Guerin Sportivo di esattamente dieci anni fa. Antonio ricorda che era l'unico annuncio di una ragazza. Sì, lo so, sono sempre stata un po' fuori dalla norma...la mia voglia di contatto, di scambio, di scoperta è stata la mia benzina fin dalle origini. Ne era nata una corrispondenza febbrile, numerosi fogli protocollo riempiti di inchiostro ogni settimana e poi affidati al postino. Ci eravamo poi visti, a Parma durante una trasferta dell'Udinese e poi un paio di volte in Friuli, per poi allontanarci per sciocchi motivi adolescenziali di cui non ricordiamo bene nemmeno noi i dettagli. Siamo però a tutt'oggi i custodi di una fetta di vita dell'altro, dei pensieri e delle sensazioni provate ora dopo ora durante diversi anni tra i più importanti di un giovane che si affaccia alla vita adulta, ed è forse questo quello che ci legherà l'un l'altro per sempre. E' stato bello riscoprire la stessa splendida persona di un tempo, e riscoprirci entrambi "quasi" adulti, più maturi, più consapevoli. Rimettere in moto una bella amicizia con un semplice abbraccio.
 
Anto mi fa girare un po' la zona, Portofino e dintorni, e poi di passaggio una Genova torturata dal vento. Con la Liguria è stato amore a prima vista. Forse perchè è uno dei luoghi che di più rappresentano il mio animo più romantico e sognatore, ma anche quello più deciso e pragmatico...mare e monti, i miei due elementi.  
I will be back soon.
blossom80
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mercoledì, 25 febbraio 2009, ore 01:04

Certe volte lo sai che le parole non bastano per descrivere ciò che pensi, ciò che hai dentro. Ma sai anche che te ne pentirai se non ci proverai.
E io domani rientro a Londra, e non lo so se sono pronta o meno. Ma anche domani sarà un pezzo di vita, e per Lei ho la certezza di esser sempre pronta.
Ho vissuto un giorno e mezzo nel limbo del mio Friuli, quel "grande nulla" come lo avevo impietosamente chiamato pochi anni fa, ma considerandola - da cittadina adottata - una cosa positiva. Tempi lenti, paciosi. Il pane comprato al minimarket di paese, il giornale all'edicola in piazza, con una piccola mostriciattola bionda vestita da coccinella che mi tiene per mano. Gli anziani salutano tutti, anche se non ci si riconosce, perchè siamo in 800 e c'è gran senso di comunità, anche se le cose in realtà sono cambiate e ognuno è fondalmente rintanato nel fortino della propria casa. E i bimbi sono a casa da scuola, ma non c'è nessuno in giro, solo noi a tirare coriandoli sul marciapiede, a salutare il cane del padrone dell'osteria, a infangarci sul campo sportivo. Ma poi sulla strada del rientro ti ferma una bimba che non conosci per dirti che lei si vestirà da strega nel pomeriggio, e sorridi a questa ventata di complicità.
Mentre Linda scorazza in giardino, osservo ciò che mi circonda. Case di sassi, legna per il fuoco stipata contro il muro, un vecchio ceppo su cui spaccarla con un' accetta rudimentale , un albero di limoni tenuto al caldo nella casa vecchia dei nonni, tra le biciclette e mille altre cianfrusaglie. Sapore di rustico, di campagna. Ricordi. Passato e futuro che si intrecciano. Sono cresciuta in cortile, e in cortile voglio invecchiare. Dico a mia madre di preparare una vasca di sabbia con la bella stagione, mia nipote ci passerà le ore a scavare, spalare, impastare.
Telefono di casa verso telefono di casa. "Se non disturbo passerei da te tra mezzoretta" "ok va bene", metto il giubbotto, le scarpe, percorro cento metri ascoltando solo il rumore della notte, mi ricopre un manto nero e stellato. "Ma sei venuta a piedi?" mi chiedono per l'ennesima volta. Se è sera, se fa freddo, se piove, in un paese di 4 vie si prende la macchina. A Londra il triplo di questo percorso lo faccio ogni mattina se vado a prendere la metro. Fa riflettere sull'ostinazione umana a delegare anzichè vivere in prima persona. Un pensiero al libro che ho cominciato a leggere. (Un Indovino Mi Disse, di Terzani - Blixxxa qui sorriderà)
Telefonate, incontri. Hellen non la riesco a vedere, appena mi sente per telefono mi canta la canzone di Elio e Le storie tese "Cara ti amo, mi sento confusa...", scoppiamo a ridere. Lei è come me, in tanti versi. E l'ammiro per il suo percorso interiore. Quando le parlo, lei sa. Fa la parafrasi di me meglio di come lo potrei fare io. Passo da Veronica la sera, è da sola con i due pargoli, mi assale il grande con storie di Power Rangers, Gormiti e macchinine. Tra un'interruzione di gridolini e un'altra, lei mi lascia le sue pillole di pensiero. Grande donna anche lei, grandi valori. Mi piace aver mantenuto il contatto con loro due, mie ex colleghe del periodo udinese, piu grandi di me e immerse in dinamiche di vita diverse dalla mia attuale, ma sempre capaci di fungere da specchio per il mio processo di crescita. Ispiratrici, e grandi amiche.
E poi sta volta tocca anche a Nikola, il mio guru bosniaco, friulano ad honorem. Da lui sono calici di vino e fiumi di parole in assetto relax, con una gatta in braccio che mi impasta le gambe. Vite a confronto, condivisione di pensieri di due persone che più diverse forse non potrebbero essere, ma che condividono apertura mentale, culturale, a volte anche fisica, due sperimentatori che non si vergognano dei loro passi falsi e anzi li mettono li sul piatto, si sfottono a vicenda, ne ridono su e riflettono su ciò che è e ciò che si vuole. Mi ha regalato un libro, rosso, chiamato "L'arte della guerra", antico trattato di arte militare scritto oltre duemila anni fa da un militante filosofo cinese. Serata "spettacolo", come dice lui.
Rientro a cento-centoventi all'ora per le strade di campagna, assaporando il gusto della guida. Metto la mia vita su un palco e ne vado fiera, vado fiera di ogni scelta che ho fatto, di ogni persona che ho scelto di conoscere, e poi tenere. Di ogni persona che mi ha tenuto. 
Guido, penso e mi piace ciò che penso, nonostante il sapore bittersweet di questi ultimi giorni. Mi piace ciò che sento, ciò che sono.
Mi incazzo con me stessa per certi limiti che ho, ma vedo anche un sacco di opportunità di crescita, miglioramento, di futuro, di idee. Sento voglia di fare, di vedere, di conoscere, di provare.
Riconosco il lavoro di questi ultimi anni, lavoro di cementazione di esperienze, valori, forza interiore, capacità di autoanalisi, capacità di mangiare polvere e poi alzarmi, malconcia e un po' provata, ma con orgoglio e rabbia, e servirmene per fare un passo avanti, o in alto. Traggo forza dalla certezza che le mie priorità di vita e i miei sogni per il futuro non cambiano più. Quelli sono, quelli rimangono. E anche se le emozioni poi mi fan sorridere di meno, o annebbiare la vista, la strada non la perdo.
Dovesse servire, in caso, metterò il navigatore :)
blossom80

mercoledì, 17 dicembre 2008, ore 23:35

Come una punizione divina al mio disinteresse per il Natale quest'anno, mia madre mi ha dato la notizia più shoccante e devastante dell'anno:

Mio padre ha comprato e appeso sul muro esterno di casa un Babbo Natale rampicante.

E questo perchè? Perchè a mia nipote di un anno, che ancora non parla, piace indicare con il ditino i Babbi Natali rampicanti del paese.

Risultato: Linda ora indica il Babbo Natale del nonno, il quale si sente super orgoglioso, mentre alla sottoscritta viene un attacco di orticaria al solo pensiero di trovarlo li settimana prossima. Che vergogna. Proprio a me, che il mio primo gruppo di Facebook è "il babbo natale rampicante ci ha veramente rotto i coglioni"

Secondo voi sono una cattiva zia se lo faccio sparire durante la notte??!
blossom80

sabato, 15 novembre 2008, ore 11:32

ITALIA

7. Cosa devo fare per rinnovare la patente di guida ?
Occorre effettuare una visita medica presso una delle autorità sanitarie previste dall’art. 119 del Codice della strada [...] Al momento della visita è necessario portare l’attestazione del versamento di €9,00 sul c/c 9001 intestato al ministero dei Trasporti ed una marca da bollo di € 14,62. Se la visita ha esito positivo, il medico rilascia all’interessato il certificato medico con la marca da bollo e invia comunicazione della conferma di validità al ministero dei Trasporti.
Successivamente il ministero spedisce al domicilio dell'interessato un tagliando adesivo che attesta la validità della patente di guida. Il tagliando deve essere applicato sul documento.

La mia autoscuola di fiducia ha detto che il tagliando adesivo arriva in circa un mese.

INGHILTERRA

Ho spedito il mio passaporto, la mia vecchia patente italiana un assegno per £50 e il formulario lunedi pomeriggio, il tutto via posta non raccomandata.  Venedi  mattina mi è arrivato il passaporto. Sabato mattina mi è arrivata la patente britannica nuova plastificata.

E mi chiedono ancora perchè non vivo in Italia?

blossom80
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lunedì, 10 novembre 2008, ore 23:59

Sabato ho avuto un momento di sconforto.  Mi son messa a piangere al lavoro, a pausa pranzo, avevo un peso sul petto e schiacciava sempre di piu.

Era il peso di tutti questi pensieri per l'università, dove mi sento cosi indietro, e per qualche astruso motivo, invece di mettermici sotto, mollo, e cazzeggio online...

era il peso dello stress sul lavoro, lavoro che pensavo essere una passeggiata e dove invece quasi ogni santo giorno c'è qualcosa, qualcuno ammalato, due persone nuove a cui fare training in giornate incasinatissime, e il lavoro che si accumula, io che mi sento stanca morta, faccio errori, io che dimentico di contattare clienti, io che non mi sento più perfetta com'ero un tempo e non lo so accettare, io che mi sento un fallimento e vorrei mollare....

era il peso di questo essere single da una vita, che ci vivo bene ma quando mi addormento la sera tra le mie braccia c'è un vuoto enorme, e passa un uomo dopo l'altro, si ferma il tempo di un soffio e poi riparte, e mi pesa, e mi chiedo se sono io, se è colpa mia, se è davvero tutto il frutto indiretto delle mie scelte di vita, del mio carattere, o se invece è solo tanta sfiga....

era il peso di tutti questi amici che vorrei vedere e con cui vorrei uscire, ma non ci riesco, e certi nn li vedo davvero da mesi...

era il peso di ore di sonno perse a favore del cazzeggio online e dei dvd di friends, io che se non dormo otto ore ogni notte sono uno zombie...

era il peso di una donna che è uscita di strada, che ha bisogno di qualcuno che la prenda per mano e le indichi la via...

Ma quel qualcuno non c'è mai. Quel qualcuno nella mia vita sono io. Io che mi riprendo per mano, io che mi dico: ecco, ora che ti sei liberata di questo stupido peso con il solito fiume di lacrime, mi fai il piacere di alzare il culo da quella sedia e tornare a lavorare? Non lo vedi che c'è gente attorno a te che ha problemi seri?

E mi sono alzata e sono tornata a lavorare. Ho lavorato dalle 7.30 di mattina alle 7 di sera. Sono uscita, ho chiamato un paio di amici, cancellato a malincuore la serata che avevo programmato di passare ad una festa. Sono andata a casa, guardato un po' di Friends, chiamato un Amico che non sentivo da un tempo troppo lungo, di cui avevo scordato anche la voce, e ho passato un ora con lui, ad aggiornarci su 5 anni di vita, e a ricordare com'era bello essere amici. Un altro piccolo miracolo firmato Facebook.

E poi ho dormito, un sonno sereno, credo finalmente senza sogni. E ho sistemato un po' le cose dell'uni, poi ho lavorato, poi oggi di nuovo uni e lavoro. Sono serena. Sono tranquilla, ho voglia di fare bene all'universita. Il lavoro non è il lavoro della mia vita, ma ho voglia di dimostrare quanto valgo. Non salto di gioia, ma sento di potercela fare. Non è facile, non lo sarà mai. Il tempo poi non aiuta, e nemmeno i 50°C nella metro strapiena di gente la mattina. Ma poi un giorno di questi uscirà il sole, andrò al cinema con gli amici, comprerò un paio di stivali per la pioggia, mi metterò la gonna. E sarà piu semplice fare un sorriso.

Ps. Ho spedito la mia patente italiana scaduta (quella con la foto di me 18enne e la firma dell' ispettore all'esame di guida) alla DVLA di Swansea, assieme a una mia foto, al mio passaporto e a 50 sterle. La tritureranno e me ne manderanno una nuova, plastificata, britannica, spero il tutto entro Natale, cosi posso guidare in Italia. Un altro pezzettino di italianità che se ne va. Sarò stupida, ma mi fa strano, mi ero affezionata a quelle tre paginette rosa... :)

blossom80