Ce l'ho fatta. Ho cliccato.
Ho preso il biglietto per Quito!!!!
Non so nemmeno descrivervi quello che ho provato, e che parzialmente sto ancora provando, quel misto tra voglia di piangere, voglia di ridere e voglia di urlarlo al mondo...e aveva ragione chi diceva "ti sentirai subito meglio"...ora non si torna indietro. E sento gia la strada che inizia a scendere, l'aria a farsi piu respirabile, un peso mi è stato levato dal petto.
L'unico pensiero amaro, in quel momento, è stato a questa solitudine sentimentale che mi accompagna da 29 anni. Mille amici, ma nessun compagno di vita è mai stato li a condividere i passi piu importanti che ho compiuto. E partirò ancora una volta DA SOLA. E sono fiera di me, come no: non aspetto certo un uomo per costruire la mia vita. Ma ciò che viene condiviso ha sempre un sapore diverso..ad ogni modo, c'è sempre tempo per quello.
Per ora, quello che importa è che arrivo in Ecuador tra tre mesi esatti. E non vedo l'ora!!!
*** il blog in inglese dove racconterò tutte le mie storie legate a questo viaggio è *** http://ontheroadtoecuador.blogspot.com/
La sagra del paese, con gli gnocchi fatti a mano sul momento e la birra di monaco nei boccali di vetro, con la tombola e la pesca di beneficenza, i bambini in piedi fino a tardi, nessuno che protesta per la musica, il casino, le macchine parcheggiate sui marciapiedi. Tutti presenti. E ancora qualcuno che - dopo quasi 5 anni che sono a Londra - riesce a fare la solita domanda: "dove sei adesso...ancora in Spagna?". Domani ci sono i fuochi d'artificio a chiudere quello che è l'evento dell'anno. Non è piu cosi evidente come una volta, ma il senso di comunità in paese c'è ancora, è vivo: è bello.
Venerdi cena con gli ex compagni di classe delle elementari, tra i soliti "ti ricordi quando sara ha fatto la pipi addosso alla comunione" "e quando lorena è caduta nel letamaio" in un revival di memorie che ogni anno, ogni volta riescono a riunirci e farci piangere dalle risate.
Sabato c'era il diluvio universale, si cazzeggia in cortile tra un temporale e l'altro con la piccola demonietta che scorazza scalza e in mutande. Mamma quanto cresce. E' un amore dai riccioli biondi...che adora stare con la sua zietta londinese!!
Domenica in spiaggia a Lignano Pineta, con un'amica secolare e un paio di new entry, tra cui anche due ragazzi niente male (ma mi tengo alla larga da storie a distanza). Pizza al trancio, passeggiata sul lungomare, bagno, gelato, poi rientro con incolonnamento di rito. La bassa friulana è una distesa color oro e smeraldo: adoro l'estate friulana.
Simon non si è piu fatto sentire, ci penso ma non mi manca, piu passa il tempo più sono convinta che comunque non sia mai stato il ragazzo per me. Mi chiedo quale sia il ragazzo per me. Se ci sia. Continuo ad essere convinta di si. E l'idea che sia là fuori e che un giorno lo conoscerò mi inebria di entusiasmo. Nel frattempo mi dedico ad amici e amiche, mentre mi godo questa breve ma splendida vacanza.
Nessun posto è mai come Casa.
La mia vita è davvero un fiume, che scorre in piena per tre quarti del suo tempo, prende detriti e frammenti di bosco per poi lasciarli più avanti in un ciclo senza fine. Io amo la mia vita proprio per questo, anche se a volte lo ammetto che mi faccio prendere dallo sconforto e mi chiedo perchè mi capitino sempre le storie più sfigate e assurde...ma alla fin fine, quando tocco il fondo rimbalzo sempre su quasi subito, quasi di riflesso, e mi guardo indietro, e guardo anche a queste storie, e mi sento VIVA ed estremamente fortunata di non annoiarmi mai.
Un update direi che è doveroso per quanto riguarda le ultime vicende della mia vita, in particolare la saga irlandese.
Simon viene a casa mia la sera prima del mio compleanno, venerdi scorso. Come sempre, bellissima serata, vino ecc ecc, lui affettuosissimo, brunch al Caramel mano nella mano, saluti e ci vediamo dopo alla mia festa. Qualche ora dopo mi scrive un sms che si sente poco bene ma che spera di farcela per la festa. Poi mi scrive che sta troppo male e non ce la fa a venire. Lo chiamo, cade la linea, tel poi spento, gli mando un sms, nn risponde. Crisi emotiva, anche perchè non viene lui= nn viene la mia collega con il marito e mi dispiace un sacco, ma mi dispiace anche che sta male. La festa poi comunque comincia, arrivano gli amici, si sta da dio e mi diverto un sacco. Tra un drink e l'altro gli mando un altro sms per dirgli che stava andando tutto bene, che l'avrei chiamato il giorno dopo per sapere come stava e raccontargli com'era andata. Still no reply. La festa cmq continua allegra, il fundraising è andato alla stragrande, abbiamo raccolto ben 201.01 sterline per i miei futuri bimbi in ecuador!!!! Come ringraziamento ho fatto uno spogliarello scherzoso (mi sono presentata in tuta da sci!!!!) in salotto (se volete vederlo lasciate un commento e vi mando il link in pvt! altrimenti qui avete le foto - vm18!), insomma è stata una serata memorabile.
Il giorno dopo invece ero assolutamente distrutta, fisicamente per non aver dormito, moralmente per via dell'irlandese che non si è fatto vivo e nemmeno ha risposto alla mia chiamata. Menomale che ho fatto una puntatina in centro con un'amica e mi sono rasserenata un po' a parlare fitto fitto di uomini incomprensibili, e di noi, che pure cosi comprensibili non siamo. La sera gli ho scritto un nuovo messaggio per dirgli che non capivo perchè mi ignorava, no reply, lacrime su lacrime. Solita frustrazione, trovo estremamente maleducato non rispondere ai messaggi. Lunedi sera mi risponde che anche lui non capisce cosa sia successo nel weekend e che gli sembra che le cose stiano andando troppo veloci e stiano diventando troppo serie.
Diciamo che mi son quasi messa a ridere! Ovviamente me l'aspettavo ma diciamo che fino all'ultimo volevo sperare di sbagliarmi, che una persona di 33 anni non può davvero comportarsi come un teenager e spaventarsi per un messaggio in piu, specie visto che ci vediamo una volta ogni due settimane e soprattutto io in ottobre sparisco dalla circolazione per tre mesi...e lui l'ha sempre saputo!!!!! Non mi ha nemmeno fatto male, che devi dire in questi casi? A parte che ovviamente l'interesse da parte mia è scemato praticamente del tutto. Io ho 29 anni, in genere non sono piu interessata a storie di una notte ma allo stesso tempo non sto sicuramente cercando una proposta di matrimonio, specie ora che sto per andarmene...però son fatta cosi, quando esco con una persona che mi piace mi lascio coinvolgere, e non ho intenzione di cambiare. Non mi spaventa nulla quando comincio una relazione nuova, e voglio accanto a me un Uomo, non un ragazzino, che sappia vivere come me a 360° senza paura di quello che potrebbe succedere.
Ad ogni modo, gli ho risposto con una mail di cui vado molto fiera, sottolineando come rispondere ad un messaggio sia educato e non serio, e che forse siamo diversi anche culturalmente e cose di questo tipo sarebbero dovute chiarirsi all'inizio, ma che ad ogni modo visto che condividiamo l'amore per la vita e per i viaggi sarebbe un peccato perdere una bella amicizia. Chi lo sa, magari gli è entrata da una parte e uscita dall'altra. Pace. Sono serena, devo ammettere. Non ho davvero piu voglia ne tempo ne interesse per persone complessate, borderline, capricciose, che tanto parlano e poco concludono. Ho voglia di positività, di persone coraggiose, di avventure, di scambio, di passione.
Ho voglia di Ecuador. Ho voglia di conoscere i miei futuri bimbi. Ho uno zaino da riempire. Di sogni...quelli che non fai di notte, ma che ti tengono sveglio la notte, dall'eccitazione, dall'emozione, dalla loro grandezza. Poco mi scalfisce, nulla mi distrugge. Life is now!
Ore 5.45 e non si dorme. Il corpo ha superato la soglia della stanchezza e ora si nega a Morfeo. La mente l'asseconda con i suoi mille pensieri. Non si può mica vivere di alti e bassi. E' estenuante. Bisognerà pure trovare un po' di stabilità. Eppure mi pare sempre di più che non sia ciò che la vita ha in serbo per me. E la incolpo di questo. Ma forse , se ci penso, l'unica da incolpare sono io.
Da un lato mi nutro di entusiasmo. Non mi attrae la normalità. Voglio essere costantemente stimolata. Dall'altro sono emotiva da fare paura. Amo ricevere tutte le cose che do: sicurezze, protezione, attenzioni, sentimento. Senza di esse mi sento persa. Con esse, mi sento forte e pronta ad affrontare le mie scelte un po' fuori dai canoni. Però non sono ancora riuscita a trovare entrambe nello stesso uomo. Intravedo possibilità. Ma poi non si concretizzano.
All'alba di questo secondo giorno da 29enne, mi sento sola in questa casa vuota, dopo una splendida festa di compleanno che mi ha aiutato a raccogliere ben 200 sterline di beneficienza per i "miei" futuri bimbi in Ecuador. Mi tremano letteralmente le gambe al solo pensiero di quello che ho scelto di fare. Solo stamattina invece ne ero entusiasta mentre ne parlavo con Simon, mi sentivo preparata, determinata. Ecco, questo è uno di quei momenti emotivi senza senso, in cui avrei solo bisogno di una roccia alla quale aggrapparmi.
E questa roccia non c'è. Ora che faccio: aspetto di vedere se la sabbia con il tempo diventa roccia? lascio perdere? o glielo chiedo, all'irlandese, che intenzioni ha con me? Pare cosi troppo presto per la terza...cosi già tardi per la prima...cosi un peccato per quella di mezzo. In ogni caso, ho la netta sensazione che sto combattendo una lotta già persa in partenza. Se non fosse che io le sensazioni non le ascolto mai, e fino a che non vado a fondo a qualcosa non mi ritiro.
Non mi rimane che fare una cosa. Andare a dormire. E sperare che il sonno cancelli questi pensieri. E avere altre due settimane di autonomia emotiva, prima della prossima crisi...
Il mio nuovo state of mind funziona.
Sono molto più serena riguardo a Simon. Invece di pensare "perchè non mi scrive e pensa a tutte le ore", penso "che bello che l'ho conosciuto!". Ci sentiamo ogni due giorni circa, sono bei messaggi, mi dice che mi pensa, che non vede l'ora di vedermi. Ho smesso di avere aspettative e ho cominciato a guardare a Simon come una persona da scoprire e capire e conoscere, più che un dispensatore di attenzioni. Cerco di non prendere più le diversità sul personale, ma bensì con sincera curiosità. Condivido con lui l'entusiasmo del pensare l'uno all'altro e l'attesa del prossimo incontro, e per il resto continuo la Mia vita in serenità mentre lui continua la sua.
Ho ripreso a godermi me stessa, la serenità e stabilità che sento da un po' di tempo a questa parte, la mia vita londinese. Ad essere un po' meno insicura, ricordandomi quello che valgo e quello che ho raggiunto fin'ora, e pensando ai miei eccitanti progetti futuri.
Venerdi voglio comprare il biglietto per l'Ecuador. Poi vedo Simon. Il giorno dopo è la mia festa di compleanno. E la settimana successiva sono in Italia dopo 3 lunghi mesi: a godermi la nipotina, la famiglia, gli amici, la sagra paesana, la campagna, il mare.
Al dopo ci penso...dopo. Step by step.
Giorno libero dopo sette lavorati, oggi. Ho fatto un po' le pulizie, organizzato un po' la festa di compleanno per il prossimo sabato, chiacchierato con la mamma, poi bel giro in bici sul lungofiume, minisiesta nel parco a prendere il sole, poi casa, merenda, doccia, minisiesta sul letto. Ore sette, capelli bagnati, il sole splende ancora, fa caldo, è estate.
Ieri mattina Simon mi ha scritto un messaggio non appena arrivato in ufficio, facendo riferimento alla serata del giorno prima e i commenti dei suoi colleghi. Ci avrei scommesso. A sentire il marito di Jarmila, erano tutti interessati a me, e tutti delusi di scoprire che stavo uscendo con Simon. Sicuramente avrà provato un pizzico di gelosia o un pizzico di orgoglio a sentirli parlare di me. E ho capito una cosa fondamentale: che probabilmente io sono tanto Donna quanto Simon è Uomo.
Ho pensato un sacco oggi. Ho anche letto i nostri due profili astrologici, cazzata da un lato, ma dall'altro mi ha portato a capire quanto possono essere "lost in translation" due persone che vivono secondo diversi canoni. Io sono emotivamente instabile. Parto in quarta, sempre, con tutto ciò che mi entusiasma: e quando mi accorgo di essere 10 metri piu avanti, ci rimango male. Ed è una caratteristica molto difficile da gestire. Senz'altro se una persona che non mi conosce bene mi vede in uno di questi momenti, è probabile che mi prenda per una da cui stare alla larga. Chi mi conosce, invece, non si aspetta altro da me, e sa che basta lasciarmi sbollire, che il giorno dopo è come non fosse successo nulla.
Ma allo stesso tempo non sono dipendente: amo i miei spazi. Non vedrò Simon per un'altra settimana causa vari suoi impegni e viaggi, ma superata la fase rubinetto dell'altra sera, riguardo a questo sono tranquilla. Mi piace condividere tempo insieme alle persone che stimo sempre per via dell'entusiasmo, ma allo stesso tempo ammiro molto un uomo con molti impegni e passioni. Tutto quello che voglio è sapere che non sto perdendo il mio tempo, che la voglia di conoscersi meglio continua ed è reciproca. Cercare questa conferma nel numero di messaggi spediti è poco saggio, con una persona che ha già dimostrato di essere abbastanza disorganizzata nelle comunicazioni e che comunque mi ha gia confermato ad ogni incontro di essere decisamente interessata a me. Così, ho deciso di cercare una conferma nelle azioni, nel tempo che passiamo insieme. E anche chiedendoglielo: in fondo, con un uomo, meglio eliminare la pratica del "leggere tra le righe" che porta solo fraintendimenti. Per quanto mi riguarda, i messaggi li limiterò allo stretto necessario, per lo più di risposta per evitare la situazione del "perchè ci mette due giorni a rispondere". O al massimo lo chiamo. Lost in translation? E allora cambiamo lingua!
Poi ho pensato anche che io a ottobre parto. Per tre mesi, includendo le vacanze in italia. L'ultima cosa che cercavo era una relazione, prima di questo viaggio. Se mi devo mettere con qualcuno adesso, dev'essere con qualcuno abbastanza indipendente, capace di capire quello che sto facendo e di darmi sostegno. Quello che assolutamente non ho intenzione di fare è andare in Ecuador e passare il tempo su skype a barcamenarmi tra nostalgia e sbalzi emotivi. Forse Simon è la persona più adatta per questo, condivide con me la passione per i viaggi e per le esperienze di crescita personale, approva in pieno la mia decisione e ha fatto già esperienze di questo tipo in passato.
Insomma, cerco di rilassarmi, di rallentare: non per lui, ma principalmente per me. Non è facile, l'emotività non è qualcosa di semplice da tenere sotto controllo. Ma tenendo l'Ecuador in mente, dovrebbe essere un po' più semplice lasciar andare le insicurezze.
Buon weekend a tutti!
Tre giorni liberi dal lavoro passati senza un preciso piano.
La gente pensa che io senza un piano non sappia vivere, ma non è così. Mi piace improvvisare. E' solo che spesso ho tempo libero in quantità inferiore alle cose che voglio fare e alle persone che voglio vedere e per riuscire a fare tutto ho bisogno di programmare.
Anyways. Questo weekend ho deciso di prendere tutto come veniva, ed è venuto alla grande. Venerdi settimanale incontro mattutino alla desperate housewives last minute da Starbucks con un mio caro amico di Napoli, amico ritrovato da qualche tempo e con cui faccio delle conversazioni fantastiche, per lo più sui temi di viaggi, donne/uomini e scelte di vita. Poi ho studiacchiato al parco e infine drinks all'Anchor Pub con Matteo & Co, a parlare di cose allegre tipo "che canzone vorresti al tuo funerale" :) (vedi post precendente per quanto mi riguarda). Non son ben sicura come sono arrivata fino a casa dopo 1 pinta di birra, un bicchiere o due di vino, un bicchiere o due di Pimms e uno shot di amaretto, ma di quello che sono sicura è il mal di testa da hangover della mattina successiva.
Sabato mi ha chiamato l'irlandese, Simon, per invitarmi a vederlo giocare una partita di calcio gaelico irlandese, invito che ho accettato senza sapere a cosa stavo andando incontro.... era come andare a vedere una partita di terza categoria in un paesino sperduto della bassa friulana!!!! Campo sportivo/comunità irlandese in culo al mondo fuori londra, dove tutti e dico tutti erano irlandesi, compresi i due vecchietti a bordo campo con cui ho guardato la partita che avevano anche la radiolina per non perdersi la partita di rugby e un sacchetto di caramelle da far venire il diabete solo a guardarlo. C'era pure una specie di bar dove al piano superiore si festeggiava un matrimonio (irlandese) e se andavi nel retro della cucina la cuoca ti dava the caldo e hamburger con le cipolle, che ho apprezzato particolarmente considerato che ero oltre 24 ore digiuna dal giorno prima (alcool a parte). Il calcio irlandese è una figata, un mix tra calcio, rugby e pallamano, molto piu dinamico del calcio tradizionale ma la parte più interessante era sentirli urlare come dei dannati (in pieno accento irlandese) l'uno all'altro e anche all'arbitro, per non parlare delle zuffe in campo che materazzi e zidane ci fanno un baffo. Dopo la partita siamo andati a casa sua, dove c'era anche il suo coinquilino irlandese Colin, perchè lui doveva esercitarsi con le Uillean Pipes, una specie di zampogna tipica irlandese che produce quel tipico suono della musica irlandese. La sera poi mi son fatta raggiungere da un amico e siamo andati al pub (irlandese) a sentire Simon & friends che suonavano (musica irlandese), il pub era praticamente un concentrato di personaggi di little britain, con una finestra aperta sul take away tailandese che potevi poi mangiarti nel pub, spettacolo! Ad ogni modo, musica strabella a concludere una giornata tutta irlandese. Simon è un grande e son proprio contenta di averlo conosciuto e di poter conoscere un po' meglio la cultura di una nazione che ho sempre un po' ignorato. Chissa se mai riuscirò anche a capire il loro accento assolutamente incomprensibile!!!
Domenica sono andata a nord di Londra, alla fine della northern line (o fine del mondo, per un londinese del centro come me!) a pranzo dai miei amici ungheresi Timea e Csabi. Domenica passata un po' fuori al sole e un po' a poltrire sul divano, parlare di Indonesia, Ecuador e Wimbledon, alla fine sono rimasta fino a cena, la luce sembrava non volersi spegnere più nel giorno più lungo dell'anno, un vero spettacolo. E la sera, di nuovo nella mia casetta vuota (Maite è in Spagna, ma comunque ultimamente non è molto a casa causa un certo signorino che è entrato nella sua vita!) ho cazzeggiato online e preparato un nuovo blog, http://lorenaontheroad.blog.co.uk/, questa volta in inglese, per racontare di come cerco di realizzare questo mio sogno ecuadoriano. Comincerò a scriverci non appena ho il biglietto aereo. Devo comprare questo biglietto al piu presto. Lo ammetto, che ogni tanto davvero mi tremano le gambe al solo pensiero!
"Thats why I'm easy
I'm easy like sunday morning! [...]
Why in the world
Would anyboddy put chains on me?"
(Lionel Richie)
Troppe le cose da scrivere. Da raccontare.
Come le ho scritte, volano già via, come pezzetti di carta in un turbine di vento, ondeggiano sul nulla, si posano a terra, poi si rialzano e svolazzano ancora. Non ce la farei mai, al momento, a raccontare in modo esauriente, completo tutto quello che sto attraversando. Cosi, mentre continua lo svolazzare di pensieri e di emozioni, faccio una specie di riassunto.
Ho un sogno fin da quando ero adolescente: vedere il Sud America.
Ho una passione fin da sempre: i bambini. Il loro sorriso, il loro essere cosi indifesi e allo stesso tempo cosi piu spontanei e veri degli adulti.
Viaggiare è una dei quattro pilastri su cui voglio che si appoggi la mia intera Vita; assieme alla mia famiglia di origine, la famiglia che voglio costruire e gli amici più cari.
E tra un anno e un mese, compio 30 anni.
Così ho deciso di partire volontaria.
All’inizio non sapevo nemmeno dove. Asia o SudAmerica? La curiosità di scoprire, di vedere è molta. Poi ho scelto di seguire il Sogno.
Poi non sapevo dove. Brasile? Non per cominciare. Un po’ troppo pericoloso, e poi meglio un paese di lingua spagnola, per poter comunicare più facilmente.
Poi mi sono ricordata che io amo i monti. Mi sono concentrata sulla regione delle Ande, ho ascoltato consigli e racconti di chi è stato in Peru e Bolivia, poi ho scelto per conto mio.
Ecuador.
Mi ha conquistata anche se non ne so nulla. Perchè l’altitudine non è eccessiva (però la capitale, Quito, è cmq a 2850m..), perchè ci sono le Ande, la foresta pluviale, i vulcani, l’oceano.
Poi non sapevo con che organizzazione. Ho chiesto in giro, ho fatto perfino un foglio in Excel per capire le differenze. Ho più o meno scelto un’organizzazione no-profit ecuadoriana a gestione familiare, quindi niente onlus inglesi superorganizzate. E mi fido. Andrò a dare una mano in un asilo per bambini poveri, forse anche in un orfanotrofio.
Poi non sapevo per quanto tempo. Parto a fine ottobre, voglio star via circa 8 settimane, di cui in teoria 4 di volontariato e 3/4 di viaggio zaino in spalla. Poi ho avuto paura: dove vado io, donna bionda con occhi azzurri da sola in giro per l’Ecuador? Ora mi sono tranquillizzata, se lo faccio con la testa corro gli stessi rischi che corro a Londra quando rientro la notte da sola. E comunque, deciderò all’ultimo. Perchè già lo so che io ai bimbi mi ci affezionerò da morire, e che chi lo sa se ce la faccio a lasciarli cosi presto.
Poi una mia amica mi ha proposto di raggiungermi e andare insieme alle Galapagos, paradiso naturale…poi ho visto i costi e ho deciso di non andarci piu, ci vogliono come minimo 600 dollari solo per metterci piede…sai per quanto ci mangiano i bimbi dell’orfanotrofio con quei soldi? Per quanto adori gli animali e mi troverei a un tiro di schioppo da quelle isole paradisiache, non credo proprio sia etico spendere l’equivalente di un mese e mezzo di vita in Ecuador in una settimana di flamingos, tartarughe e foche.
Ora devo comprare il volo e finalizzare le date. Aspetto solo un risultato medico per farlo più tranquilla, non volevo spargere la voce prima di averlo fatto, ma allo stesso tempo a più persone lo dico, meno possibilità ci sono che mi ritiri all'ultimo.
Sto anche organizzando la mia festa di compleanno a casa, durante la quale inizierò a fare del fundraising, ovvero raccolta di donazioni attraverso giochi, sfide ecc. Lo si fa un sacco qui in England, ma molti lo fanno per sponsorizzare il proprio viaggio di volontariato. Io il mio viaggio e il mio “capriccio” lo pago di tasca mia. Questi soldi andranno dritti dritti a chi davvero ne ha bisogno: per dimostrare che davvero l’unione fa la forza.
E me lo sta dimostrando già il fatto che tutti i miei amici hanno fatto a gara per passarmi info sul volontariato internazionale, chi mi ha messo in contatto con amici che l’hanno fatto, chi mi ha passato nominativi di associazioni e missioni, chi sta cercando di rintracciare amici, colleghi, conoscenti ecuadoriani da passarmi come contatti. Mi scalda il cuore vedere quanto solidali sono le persone che ho scelto di avere accanto, e che han scelto di avere me. Una scelta rinnovata all’istante. Perfino gli sconosciuti si fanno in quattro. Wow.
Ci sono altre mille cose da organizzare. Le vaccinazioni. Iniziare a pensare a che cosa portarsi dietro, tra vestiti, scarpe, medicinali. Dove mettere tutta la mia roba londinese nel frattempo (la casa la lascio). Pian piano si fa tutto.
A fine agosto lo dirò ai miei, e so già che darò un enorme dispiacere alla mamma. Per consolazione, a metà dicembre rientro a casuccia e mi fermo un mese, per stringermi forte a loro a al previsto arrivo natalizio del fratellino o sorellina di Linda! (divento doppiazia!). Le dovrò anche fare un corso accellerato di internet per poter comunicare via email dall’Ecuador. A settembre lo dirò al lavoro. Lo lascio, comunque non è più quello che voglio fare. A gennaio tornerò a Londra e ripartirò da zero, come cinque anni fa.
Alle volte mi sveglio la mattina in preda al panico. Mi chiedo, ma cosa sto facendo? Sto lasciando un lavoro in tempi di recessione, una casa che adoro, cinque anni di vita londinese…penso anche ai pericoli che correrò laggiù, a mia mamma che starà in pena.
Poi però penso ai bimbi. Ai sorrisi e agli abbracci che mi doneranno. Penso alla famiglia che mi ospiterà, al cibo che mi preparerà, penso alle persone che conoscerò, ai quartieri di Quito che almeno un pochino diventeranno “miei”, ai paesaggi spettacolari che vedrò, agli usi e costumi che nemmeno mi immagino.
Che cos’ho da perdere, rispetto all’infinità che avrò da guadagnare?
Ennesima biopsia, ennesimi pensieri per il futuro. Tutto si ripete a scadenza semestrale. Fuori dall'ospedale vedo solo mamme con bambini, e un po' fa paura, un po' mi fascio la testa e penso a come sarebbe la mia vita se succedesse il peggio, ma osservo con stupore come ci si abitui anche ai pensieri più negativi.
In fondo, come per tutti, certezze mediche sulla mia capacità o meno di portare avanti una gravidanza e un parto non ce ne sono e non vale la pena pensarci ora che non ho un partner e la prospettiva di metter su famiglia è ancora - purtroppo - lontana.
Ma soprattutto non è "essere incinta" il mio sogno più grande: il perno attorno a cui ruota il senso della mia esistenza è "essere mamma". E c'è una grossa differenza. Ovvio che un figlio che è sangue del tuo sangue e che si genera dentro di te è un'esperienza di vita unica. Ma il mio sogno, fin da che ricordo, è quello di aiutare un piccolo essere umano a spiccare il volo come son riuscita a fare io, e diventare speranza per il mondo.
E ora che sto cercando di organizzare un'esperienza di volontariato con bambini svantaggiati, mi capitano sotto mano tutte queste testimonianze e foto di piccoli pargoli scalzi, sporchi, malnutriti, malati, che assumono droghe dall'età di 4 anni per poter sopravvivere alla fame, che rubano per poter sopravvivere...alla vita. Ci sono cosi tante personcine nel mondo che mai potranno essere considerate "speranze", perchè mai avranno quell'unica, preziosissima qualità che abbiamo noi e di cui sono grata ogni giorno che passa: la possibilità di scelta. Assieme all'amore di una famiglia, il calore di una casa, la sicurezza di un pasto caldo.
E allora mi chiedo, come posso stare qui a preoccuparmi se mai sarò in grado di portare un bimbo nel mio grembo...quando ci sono milioni di bambini che non aspettano altro che essere portati nel mio cuore.
Speriamo di farcela a partire a ottobre.
Vorrei capire cosa mi sta succedendo in questi giorni, e non ci riesco. Anche se non eccello in autocontrollo, sono sempre stata perlomeno capace di analizzare e capire le mie crisi, le mie reazioni, le mie sensazioni. Questa volta, invece, davvero non ne ho idea.
Vivo una vita che adoro. Non faccio il lavoro della mia vita, certo, però mi piace il mio lavoro, lo faccio comunque generalmente volentieri e ne traggo anche soddisfazione. In questi giorni, anzi, sono particolarmente produttiva e mi piace. Vivo nella mia città preferita, città che amo per mille svariati motivi, dalla multiculturalità ai parchi, e sono orgogliosa di essere una londinese. Ho un sacco di amici qui, belle persone, c'è sempre qualcuno da incontrare per una cena, un drink, o una passeggiata al parco, ed ogni incontro è un mondo a sè...si ascoltano esperienze tra le piu svariate, si scambiano pareri, idee, conoscenze e culture. Stasera ero a casa di Aki, giapponese, e quando ha acceso l'incenso per dimostrare certi riti religiosi giapponesi giuro che ho sentito i brividi dall'intensità che emanava quel momento...avevo voglia di farmi anche io un altarino buddista/shintoista e ringraziare ogni mattina per quello che la vita mi sta donando. L'università è finita e sono stata ammessa a un corso a distanza che mi permetterà di studiare quando e come piace a me. Per il resto, sono serena e ho cominciato a lavorare su un progetto di viaggio e di vita che richiederà un sacco di soldi, un sacco di organizzazione previa, un sacco di cambiamenti e una buona dose di coraggio.
Quindi, perchè quando saluto l'ultima persona del giorno e mi accingo a concludere la mia giornata, esplode questa malinconia, queste lacrime? Perchè mi sento così terribilmente sola, al punto di sentirmi inutile e incapace, come se nessuno noterebbe davvero la mia assenza nel mondo se sparissi? E perchè mi sento cosi bisognosa di chiedere aiuto, ma incapace di riceverlo? . Mi sento bisognosa di compagnia 24 ore su 24. Vorrei potermi addormentare con qualcuno che mi vuole bene al mio fianco, e non sto parlando esclusivamente di un partner, andrebbe bene anche un amico. Vorrei qualcuno in questa casa cosi vuota a tenermi stretta e ricordarmi perchè non ha senso che stia cosi.
Ho passato una splendida giornata e serata oggi. Non ha senso, non ha per niente senso tutto questo.