martedì, 01 settembre 2009, ore 23:53

Rieccomi qui a Londra, dopo una settimana che ha fatto da spartiacque tra il “pensiero” e la “realtà” di questo mio progetto Ecuador.

Eh già, perchè da adesso in poi non è più qualcosa di lontano. Poco più di un mese per chiudere ogni connessione o quasi con questa città e questi 5 ultimi anni di vita, e per munirmi di tutto ciò che mi servirà sulla linea dell’equatore, il tutto barcamenandomi tra le ultime intense battute al lavoro, un paio di esami universitari da provare e le lunghe, lunghissime chiacchierate con il mio amorcito ecuadoregno. Insomma, il count-down è ufficialmente cominciato!

 

Prima di partire per le vacanze ho raccontato delle mie intenzioni alla mia manager, e mi sono sentita convinta e serena. Io e lei lavoriamo insieme, tra il lavoro di prima e questo, da quasi 4 anni e io la stimo tantissimo sia nel privato che nell’ambito lavorativo. Abbiamo fatto un breve bilancio di com’è stato quest’ultimo anno di lavoro insieme e ho realizzato quanto aver cambiato lavoro mi abbia permesso di riconfermare e rafforzare tutti i traguardi raggiunti in questi ultimi anni, non solo professionalmente ma anche e soprattutto a livello personale.

 

Poi sono partita per 8 giorni di Friuli, determinata a passarli A CASA. E così ho fatto. A parte due sere con amici e due pomeriggi al mare, tutto il resto del tempo l’ho passato nel mio giardino (molto spesso in costume per far scorta di sole) oppure in bici nella campagna verdeoro di fine agosto, in costante compagnia di quello splendore di nipotina di cui non riesco proprio mai a stancarmi. La soffocherei di baci quella furbetta, vivacissima e testardissima, non parla ancora bene ma unisce le parole che sa a un’espressività unica, ed è un vero piacere assistere ai suoi progressi comunicativi. Non vedo l’ora che arrivi il fratellino a Natale, ma ammetto che difficilmente un maschietto riuscirà a spodestare questa piccola peste dal trono del mio cuore!!

 

Ho raccontato finalmente alla mia famiglia del mio progetto sudamericano. L’hanno presa bene, specie mia mamma di cui un po’ temevo una reazione più sconsolata. Certo, è preoccupata com’è giusto che sia, ma si vede che è anche entusiasta per me e fiera di quello che ho deciso di fare. E io sono fiera di lei, e di tutti i miei cari, che non solo hanno imparato a rispettare le mie decisioni anche quando così anticonformiste rispetto alla loro realtà, ma anche sempre pronti a sostenermi e fare il tifo per me fin da subito.

 

Ora non mi resta che salutare e abbracciare uno a uno gli amici di Londra.

E poi….PARTIRE!

 

 

blossom80

martedì, 21 luglio 2009, ore 21:47

Oggi Linda è stata particolarmente coccolosa, come se lo sentisse che partivo. Non mi mollava un secondo. Poco prima di partire verso l'aeroporto, a pranzo, l'ho guardata li mentre "trafficava" nel suo seggiolone e ho pensato ai miei progetti per l'autunno- ancora un segreto per la mia famiglia - e mi si è letteralmente stretto tutto dentro: cuore, polmoni, stomaco... è sempre cosi difficile lasciare una famiglia che adoro per tornare a Londra, ma farlo per andare dall'altra parte del mondo (e doverglielo spiegare!) sarà ancora più difficile.

Allo stesso tempo sento dentro di star facendo la cosa giusta, che è una scelta mia in tutto e per tutto. E poi, quando torno, mi godo un mese di questo:

 

blossom80

domenica, 19 luglio 2009, ore 23:41

La sagra del paese, con gli gnocchi fatti a mano sul momento e la birra di monaco nei boccali di vetro, con la tombola e la pesca di beneficenza, i bambini in piedi fino a tardi, nessuno che protesta per la musica, il casino, le macchine parcheggiate sui marciapiedi. Tutti presenti. E ancora qualcuno che - dopo quasi 5 anni che sono a Londra - riesce a fare la solita domanda: "dove sei adesso...ancora in Spagna?". Domani ci sono i fuochi d'artificio a chiudere quello che è l'evento dell'anno. Non è piu cosi evidente come una volta, ma il senso di comunità in paese c'è ancora, è vivo: è bello.

Venerdi cena con gli ex compagni di classe delle elementari, tra i soliti "ti ricordi quando sara ha fatto la pipi addosso alla comunione" "e quando lorena è caduta nel letamaio" in un revival di memorie che ogni anno, ogni volta riescono a riunirci e farci piangere dalle risate.

Sabato c'era il diluvio universale, si cazzeggia in cortile tra un temporale e l'altro con la piccola demonietta che scorazza scalza e in mutande. Mamma quanto cresce. E' un amore dai riccioli biondi...che adora stare con la sua zietta londinese!!

Domenica in spiaggia a Lignano Pineta, con un'amica secolare e un paio di new entry, tra cui anche due ragazzi niente male (ma mi tengo alla larga da storie a distanza). Pizza al trancio, passeggiata sul lungomare, bagno, gelato, poi rientro con incolonnamento di rito. La bassa friulana è una distesa color oro e smeraldo: adoro l'estate friulana.

Simon non si è piu fatto sentire, ci penso ma non mi manca, piu passa il tempo più sono convinta che comunque non sia mai stato il ragazzo per me. Mi chiedo quale sia il ragazzo per me. Se ci sia. Continuo ad essere convinta di si. E l'idea che sia là fuori e che un giorno lo conoscerò mi inebria di entusiasmo. Nel frattempo mi dedico ad amici e amiche, mentre mi godo questa breve ma splendida vacanza.

Nessun posto è mai come Casa.

blossom80

martedì, 16 giugno 2009, ore 00:57

Troppe le cose da scrivere. Da raccontare.

Come le ho scritte, volano già via, come pezzetti di carta in un turbine di vento, ondeggiano sul nulla, si posano a terra, poi si rialzano e svolazzano ancora. Non ce la farei mai, al momento, a raccontare in modo esauriente, completo tutto quello che sto attraversando. Cosi, mentre continua lo svolazzare di pensieri e di emozioni, faccio una specie di riassunto.

 

Ho un sogno fin da quando ero adolescente: vedere il Sud America.

Ho una passione fin da sempre: i bambini. Il loro sorriso, il loro essere cosi indifesi e allo stesso tempo cosi piu spontanei e veri degli adulti.

Viaggiare è una dei quattro pilastri su cui voglio che si appoggi la mia intera Vita; assieme alla mia famiglia di origine, la famiglia che voglio costruire e gli amici più cari.

E tra un anno e un mese, compio 30 anni.

 

Così ho deciso di partire volontaria.

All’inizio non sapevo nemmeno dove. Asia o SudAmerica? La curiosità di scoprire, di vedere è molta. Poi ho scelto di seguire il Sogno. 

Poi non sapevo dove. Brasile? Non per cominciare. Un po’ troppo pericoloso, e poi meglio un paese di lingua spagnola, per poter comunicare più facilmente.

Poi mi sono ricordata che io amo i monti. Mi sono concentrata sulla regione delle Ande, ho ascoltato consigli e racconti di chi è stato in Peru e Bolivia, poi ho scelto per conto mio.

Ecuador.

Mi ha conquistata anche se non ne so nulla. Perchè l’altitudine non è eccessiva (però la capitale, Quito, è cmq a 2850m..), perchè ci sono le Ande, la foresta pluviale, i vulcani, l’oceano.

Poi non sapevo con che organizzazione. Ho chiesto in giro, ho fatto perfino un foglio in Excel per capire le differenze. Ho più o meno scelto un’organizzazione no-profit ecuadoriana a gestione familiare, quindi niente onlus inglesi superorganizzate. E mi fido. Andrò a dare una mano in un asilo per bambini poveri, forse anche in un orfanotrofio.  

Poi non sapevo per quanto tempo. Parto a fine ottobre, voglio star via circa 8 settimane, di cui in teoria 4 di volontariato e 3/4 di viaggio zaino in spalla. Poi ho avuto paura: dove vado io, donna bionda con occhi azzurri da sola in giro per l’Ecuador? Ora mi sono tranquillizzata, se lo faccio con la testa corro gli stessi rischi che corro a Londra quando rientro la notte da sola. E comunque, deciderò all’ultimo. Perchè già lo so che io ai bimbi mi ci affezionerò da morire, e che chi lo sa se ce la faccio a lasciarli cosi presto.

Poi una mia amica mi ha proposto di raggiungermi e andare insieme alle Galapagos, paradiso naturale…poi ho visto i costi e ho deciso di non andarci piu, ci vogliono come minimo 600 dollari solo per metterci piede…sai per quanto ci mangiano i bimbi dell’orfanotrofio con quei soldi? Per quanto adori gli animali e mi troverei a un tiro di schioppo da quelle isole paradisiache, non credo proprio sia etico spendere l’equivalente di un mese e mezzo di vita in Ecuador in una settimana di flamingos, tartarughe e foche.

Ora devo comprare il volo e finalizzare le date. Aspetto solo un risultato medico per farlo più tranquilla, non volevo spargere la voce prima di averlo fatto, ma allo stesso tempo a più persone lo dico, meno possibilità ci sono che mi ritiri all'ultimo.

Sto anche organizzando la mia festa di compleanno a casa, durante la quale inizierò a fare del fundraising, ovvero raccolta di donazioni attraverso giochi, sfide ecc. Lo si fa un sacco qui in England, ma molti lo fanno per sponsorizzare il proprio viaggio di volontariato. Io il mio viaggio e il mio “capriccio” lo pago di tasca mia. Questi soldi andranno dritti dritti a chi davvero ne ha bisogno: per dimostrare che davvero l’unione fa la forza.

E me lo sta dimostrando già il fatto che tutti i miei amici hanno fatto a gara per passarmi info sul volontariato internazionale, chi mi ha messo in contatto con amici che l’hanno fatto, chi mi ha passato nominativi di associazioni e missioni, chi sta cercando di rintracciare amici, colleghi, conoscenti ecuadoriani da passarmi come contatti. Mi scalda il cuore vedere quanto solidali sono le persone che ho scelto di avere accanto, e che han scelto di avere me. Una scelta rinnovata all’istante. Perfino gli sconosciuti si fanno in quattro. Wow.

 

Ci sono altre mille cose da organizzare. Le vaccinazioni. Iniziare a pensare a che cosa portarsi dietro, tra vestiti, scarpe, medicinali. Dove mettere tutta la mia roba londinese nel frattempo (la casa la lascio). Pian piano si fa tutto.

A fine agosto lo dirò ai miei, e so già che darò un enorme dispiacere alla mamma. Per consolazione, a metà dicembre rientro a casuccia e mi fermo un mese, per stringermi forte a loro a al previsto arrivo natalizio del fratellino o sorellina di Linda! (divento doppiazia!). Le dovrò anche fare un corso accellerato di internet per poter comunicare via email dall’Ecuador. A settembre lo dirò al lavoro. Lo lascio, comunque non è più quello che voglio fare. A gennaio tornerò a Londra e ripartirò da zero, come cinque anni fa.

 

Alle volte mi sveglio la mattina in preda al panico. Mi chiedo, ma cosa sto facendo? Sto lasciando un lavoro in tempi di recessione, una casa che adoro, cinque anni di vita londinese…penso anche ai pericoli che correrò laggiù, a mia mamma che starà in pena.

Poi però penso ai bimbi. Ai sorrisi e agli abbracci che mi doneranno. Penso alla famiglia che mi ospiterà, al cibo che mi preparerà, penso alle persone che conoscerò, ai quartieri di Quito che almeno un pochino diventeranno “miei”, ai paesaggi spettacolari che vedrò, agli usi e costumi che nemmeno mi immagino.

Che cos’ho da perdere, rispetto all’infinità che avrò da guadagnare?

blossom80

sabato, 11 aprile 2009, ore 13:00

C'è qualcosa che da sempre mi fa più male di ogni altra, ed è quando non riesco ad esprimere quello che ho dentro. Quando vengo fraintesa, o quando semplicemente le mie capacità comunicative si inceppano. A volte succede perchè non so bene quello che ho dentro. Questa volta, invece, penso sia perchè lo so fin troppo bene. E ancora non so come spiegarmi, a chi non mi conosce abbastanza bene per leggermi dentro senza bisogno di parole.

E' tutto cosi chiaro, per una volta...è tutto così sicuro, stabile. Nel bene e nel male. E ogni persona che incontro, che rivedo, mi guarda ed è la prima cosa che mi dice. Non avevo mai pensato che la consapevolezza, da sola, potesse far maturare cosi tanto e abbattere certi limiti...limiti che ho da talmente tanti anni che mai avrei pensato che le cose sarebbero potute cambiare.

All'appello manca ancora la sicurezza in me stessa quando in relazione con un'altra persona. Non ce l'ho mai avuta, fino da bambina, e mi ha causato e ancora sta causando tanti problemi e tanti fallimenti. Ma ora so, che posso cambiare. Ora ho la prova che migliorare si può. Che si DEVE. E questo mi dona tanta, tanta serenità, tanta fiducia.

Questi quattro giorni in campagna si stanno rivelando un immenso toccasana. La mia famiglia disastrata mi trasmette un calore unico, la mia "stella patata" di nipotina mi dà delle soddisfazioni ed emozioni incomparabili, e certi amici sono davvero sensazionali. Il sole splende sui campi arati, le gemme spuntano sugli alberi, è primavera qui in paese e la sensazione primaria è quella di PACE. La cosa che cercavo venendo qui, la cosa di cui più ho bisogno per curare certe ferite, anche profonde, e per riempire vuoti derivati da parti di me che sono state strappate via e che chi lo sa, se mai si rigenereranno. E pace ho trovato, fuori... ma soprattutto dentro.

Sereni giorni di festa a tutti.

blossom80

venerdì, 19 dicembre 2008, ore 14:15

E io lunedi riabbraccio questa "cosina" qui...siete invidiosi eh? ditelo che siete invidiosi!! Gne gne gne, ma lei è solo mia, tutta tutta mia, ammmore di zia!!!


blossom80
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mercoledì, 17 dicembre 2008, ore 23:35

Come una punizione divina al mio disinteresse per il Natale quest'anno, mia madre mi ha dato la notizia più shoccante e devastante dell'anno:

Mio padre ha comprato e appeso sul muro esterno di casa un Babbo Natale rampicante.

E questo perchè? Perchè a mia nipote di un anno, che ancora non parla, piace indicare con il ditino i Babbi Natali rampicanti del paese.

Risultato: Linda ora indica il Babbo Natale del nonno, il quale si sente super orgoglioso, mentre alla sottoscritta viene un attacco di orticaria al solo pensiero di trovarlo li settimana prossima. Che vergogna. Proprio a me, che il mio primo gruppo di Facebook è "il babbo natale rampicante ci ha veramente rotto i coglioni"

Secondo voi sono una cattiva zia se lo faccio sparire durante la notte??!
blossom80

domenica, 14 dicembre 2008, ore 13:56

Mio fratello è uno che parla poco, specie di sè stesso, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni, e se viene tormentato da chi (giustamente) vuole entrare nel suo mondo, nove volte su dieci finisce a piangere dalla frustrazione mentre spreme fuori parole con il contagocce. Mi piace pensare, però, che da sempre, io guardo mio fratello e so esattamente cosa prova. Cosa vuole. Cosa pensa. E magari non lo so nel dettaglio, non so se sceglierebbe a, b o c, ma sento le frequenze del suo cuore, del suo cervello, e faccio una fatica tremenda a "tradurle" a qualsiasi altra persona, specie a parole.

La chiamano empatia credo. A volte mi chiedo come si raggiungano livelli simili. Per esempio, con mio fratello gran parte del segreto è essere cresciuti insieme, cosi diversi, cosi opposti, cosi in perenne contrasto, ma anche così inconsciamente complici. Complici quando lui costruiva le casette di legno con vecchie travi, e io gli portavo gli arnesi e i chiodi. Complici quando aggiustava la vecchia moto di papà che si accendeva solo a spinta, e lo spingevo e poi gli correvo dietro per saltare su in corsa. Complici quando si svegliava nel cuore della notte e mi dava le pacche sulle mani se mi trovava a succhiare il pollice (come ho fatto fino agli otto anni). Complici quando non riusciva a costruire quello che voleva con il meccano, e irascibile e impaziente com'è dava un calcio alla costruzione e usciva dalla porta, e io in silenzio raccoglievo i pezzi e provavo ad aggiustargliela. Complici quando, seduti a terra in camera a giocare, sentivamo i nostri genitori litigare ancora una volta e piangevamo in silenzio. Complici quando sceglievamo i nomi ai gatti e li facevamo correre per ore dietro a uno "scorondul" legato a uno spago. E mille e mille altri momenti cosi, che non possono essere rivissuti, unici in ogni sfumatura, e che mi permettono oggi di riuscire a sfiorare la sua anima.  

E stamattina, mentre le lacrime rigavano il mio volto, lente, silenziose, non pensavo al motivo della mia malinconia. Sapevo che quella era passeggera come lo è ogni capriccio. In quel momento, pensavo a come vorrei, un giorno, che qualcuno riuscisse a sfiorare la mia anima in quel modo. Pensavo come sarebbe bello che qualcuno, vedendo le mie lacrime, non avesse bisogno di chiedermi "perchè piangi". Che rimanesse lì, in silenzio, a guardarmi, sentendosi dentro di me. Che un giorno potrei permettermi di provare un'emozione per il semplice gusto di provarla, senza dover dare spiegazioni... come questa mattina, quando la malinconia e le lacrime erano linfa del mio cuore, e mi facevano sentire fragile, vulnerabile, splendida, e viva.

E sei con me. Ogni volta.

E ogni volta che viene giorno
ogni volta che ritorno
ogni volta che cammino e
mi sembra di averti vicino
ogni volta che mi guardo intorno
ogni volta che non me ne accorgo
ogni volta che viene giorno
E ogni volta che mi sveglio
ogni volta che mi sbaglio
ogni volta che sono sicuro e
ogni volta che mi sento solo
ogni volta che mi viene in mente
qualche cosa che non c'entra niente
ogni volta
E ogni volta che non sono coerente
e ogni volta che non è importante
ogni volta che qualcuno si preoccupa per me
ogni volta che non c'è
proprio quanto la stavo cercando
ogni volta
ogni volta quando....
E ogni volta che torna sera
mi prende la paura
e ogni volta che torna sera
mi prende la paura
E ogni volta che non c'entro
ogni volta che non sono stato
ogni volta che non guardo in faccia a niente
e ogni volta che dopo piango
ogni volta che rimango
con la testa tra le mani
e rimando tutto a domani
  

 

blossom80

mercoledì, 08 ottobre 2008, ore 22:03

Oggi per la prima volta ho sfiorato anche io quel pessimismo cosmico che sta opprimendo mezzo mondo in questi giorni, quello derivato dal credit crunch (che non è il nome di una barretta di cioccolato croccante come potrebbe sembrare, ma quel misterioso fenomeno finanziario che sta mettendo in ginocchio le banche di ogni dove, e che in particolare porta i giornalisti a pubblicare quotidianamente foto curiose di trader brasiliani e argentini in lacrime).

Io lavoro nella City di Londra e l'atmosfera pesante si sente assai, i miei clienti per dire sono dipendenti di imprese quali Merrill Lynch e Deutsche Bank ...tanto per raccontare la mia ultimissima figura di merda, qualche settimana fa è venuta una signora a farsi un trattamento (poche settimane dopo la nascita del figlioletto) con un buono massaggio regalatole dai suoi colleghi per la maternità...non riuscivo a rintracciare il numero del buono, cosi le ho chiesto il nome della compagnia dove lavora, e lei "eh...Lehman Brothers" (fallita giusto la settimana prima) seguito da un silenzio imbarazzato che io ho pensato bene di colmare con un delicatissimo "ah, quindi quando rientra dalla maternità è senza lavoro?"....ma come cacchio mi è saltato in mente non lo so!!!! E poi il massaggiatore mi è venuto a dire che prima aveva pianto durante tutto il trattamento perchè non sa cosa l'aspetta in futuro....quello della parola non è sempre un dono, va detto nel mio caso...

Ad ogni modo, stamattina è arrivata in ufficio la mia manager, il cui fidanzato lavora per la Credite Suisse (e quindi probabilmente a colazione mangia golose barrette di credit crunch), dicendo che le cose stanno andando male, che nulla più sarà come prima, non si potrà piu avere un mutuo o perfino una carta di credito, non ci si potrà piu permettere il lusso di comprare le cose a rate, che offerte tipo "compra un sofà e pagalo nel 2030" non esisteranno piu, la gente perderà il lavoro, si creerà tensione, scoppieranno guerre e il mondo come lo conosciamo oggi non esisterà MAI più.

Ci ho pensato un attimo se angosciarmi, ma giusto trenta secondi. Poi ho pensato "quindi la gente vivrà come ho sempre vissuto io". Mia mamma è casalinga, da quando si è sposata non ha mai lavorato (e comunque prima faceva l'operaia in filanda). Mio papà è muratore. Hanno cresciuto due bambini con una paga soltanto, e non solo ci hanno sfamato: ci hanno comprato le merendine del Mulino Bianco e della Mister Day, ci hanno tenuto al caldo, ci hanno comprato scarpe nuove quando il piede cresceva, ci hanno mandato ai campiscuola estivi in montagna, ci hanno comprato i libri di scuola nuovi ogni anno, e lo zaino dell'invicta del colore che volevamo, ci hanno messo un regalo sotto l'albero a ogni natale. Avevo solo una barbie e un ken con due cambi di vestiti; volevo la casa con l'ascensore ma costava troppo, cosi dormivano in una scatola di scarpe, e vivevano lo stesso felici e contenti. Volevo il Dolce Forno ma costava troppo, così mi sono limitata a far finta di cucinare le patate in un secchio sotto il sole e mi sono divertita lo stesso. Mia mamma si comprava un cappotto nuovo ogni cinque anni e non andava dall'estetista, eppure non si lamentava perchè alla fine la vita è fatta di scelte, e la sua scelta era poter stare con i suoi bimbi notte e giorno.

E io sono cresciuta cosi. Un po' formica, un po' cicala, ma soprattutto formica. Esagero al contrario nello shopping, mi compro le cose solo quando ne resto senza, e per dire ora ho bisogno di un paio di scarpe nuove perchè in quelle che ho entra la pioggia, non perchè quelle che ho sono fuori moda. E il mio giubbino ha 5-6 anni e qualche forellino  sulle maniche provocato dalle sigarette in discoteca, ma tiene ancora caldo e allora perchè buttarlo? Ho tre carte di credito ma le ripago sempre tutte prima della scadenza, non comprerei mai nulla a rate o con un prestito, non vivo al di là dei miei limiti... certo, vorrei un computer nuovo, e vorrei una macchina fotografica nuova, ma sto pagando duecento sterline al mese di università e cento di abbonamento alla metro e seicento e passa di affitto, e almeno fino a febbraio non esiste, e a febbraio poi voglio andare in settimana bianca e quindi si rimanda tutto all'estate. E non mi pesa, davvero: non sono ricca, ma non mi serve esserlo per essere felice; se mi servisse, mi ossessionerei per fare carriera, e invece tutto quello che voglio fare a breve è una famiglia. Esco, mi diverto, vedo gli amici, mangio una pizza: è questa la mia scelta.

Per questo, a me il credit crunch fa il solletico, e continuo serena la mia vita naif, e se proprio la vita diventerà invivibile qua nel mondo industrializzato, prenderò baracca e burattini, me ne andrò da qualche parte sperduta in montagna, mi farò un orticello, prenderò un paio di polli e mi godrò quello che mi resta da vivere. Senza rimpiangere quello che non mi posso permettere. E ringraziando soprattutto i miei genitori, per avermi insegnato che si può. Basta volerlo.

blossom80

domenica, 07 settembre 2008, ore 18:32

Piove, fa freddo. L’estate è solo un ricordo. Eppure non mi dispiace. Ho sempre amato questo susseguirsi di stagioni: e la fine dell’estate mi eccita, come se la mia vita fosse rimasta in stand-by durante il bighellonare estivo e ora si accingesse a riprendere a pieno ritmo.

Primavera ed estate per me sono dedicate soprattutto al relax, spengo tutto e sento di desiderare un contatto più intenso con la natura, con l’aria aperta, con gli odori e i sapori, con l’acqua e con la terra, e il sole e il sudore sulla pelle calda…autunno e inverno invece sono stagioni per la mente, per i progetti, per lo studio, per le ambizioni, per le nuove scoperte, per le nuove amicizie.

 

Non ho sentito J. da quando sono rientrata e non ho intenzione di cercarlo. Al momento, sono troppo presa a sbollire il fuoco che ho dentro. Sostenitrice come sono del vivere sempre e comunque le emozioni forti, raramente mi trovo a provare rimorsi per qualcosa di fatto. Ma quando succede, la rabbia che provo nei miei confronti è un tornado, che mi schiaffeggia e mi umilia davanti a me stessa, l’unica responsabile della mia vita, e giudice di essa al tempo stesso.

Non rimpiango di aver perso la testa per lui e di averci passato del tempo insieme, sia chiaro, rimpiango “solo” di avergli messo tra le mani qualcosa di cosi delicato e personale, con la mia solita fiducia naive. Rimpiango di aver fatto questo per l’ennesima volta nella mia vita, rimpiango, a 28 anni compiuti e con tutte le esperienze alle spalle, di aver messo a rischio quella serenità e forza interiore che ho raggiunto. Ed è giusto che ora mi senta cosi stupida, cosi idiota, perchè il bruciore di questo schiaffo dovrà restarmi bene in mente in futuro.

 

Grazie al cielo ultimamente mi sento davvero indistruttibile. Vivo in una città che amo, scelta che rinnovo ogni mattina con un entusiasmo sempre più acceso, e molto difficile da spiegare ai più. Ma allo stesso tempo, mi immagino come sarebbe vivere in altri luoghi, anche completamente diversi, e mi piace, voglio essere pronta a quello che mi riserverà il futuro, saper amare, per motivi diversi, ogni posto che deciderò di chiamare casa.

Le persone di cui mi circondo mi donano moltissimo, e contribuiscono a rendermi una persona sempre migliore, più completa e versatile. Penso a mia mamma, cosi conformista ma anche così invidiabilmente salda nei suoi valori e principi; penso a mio papà, nato in una famiglia disastrata e che ha quasi disastrato a sua volta la sua di famiglia, che a quasi 60 anni si è rinnovato e reinventato un ruolo di nonno attento e premuroso, diventando l’idolo incontrastato della sua nipotina e riscattando pian piano tutti gli errori del passato; penso a mio fratello, incredibile padre e uomo da poco, sempre accusato di immaturità fin da piccolo, spesso incompreso perché cosi ermetico (eppure io l’ho sempre capito, ma non mi riusciva di raccontarlo agli altri a parole, io che con le parole di solito ci so fare…è qualcosa che va oltre, è sangue del mio sangue, io lo guardo e so che cosa pensa, che cosa ha dentro…), amante della tradizione e delle cose di casa; penso poi a chi vive una vita al contrario della loro, scegliendo di andare controcorrente, indifferente ai giudizi altrui, ma con la giusta sensibilità per non ferire chi potrebbe non capire, amante della libertà e di questa città, geloso dei suoi spazi ma aperto ai sentimenti, lui che riesce sempre a rapirmi l’anima ed espandere i miei orizzonti anche durante una semplice cena a casa, lui con cui posso parlare di tutto e lo faccio, lui che tra me e me chiamo scherzosamente “l’uomo della mia vita” e che sempre lo sarà, anche a distanza di tempo e di chilometri, e non abbiam bisogno di istruzioni o spiegazioni perché  è così e basta, perché è tutto vero ed è tutto nostro, e dovesse essere necessario lo difenderò anche con i denti.

Penso ai “nonni” di Udine e al loro matrimonio e la loro famiglia che è il mio modello di vita, perchè sanno rinnovarsi e ritrovarsi ogni giorno, affrontando un tornado di figlioletta, la carriera ed emozioni inaspettate con la consapevolezza che ogni giorno insieme è una scelta e non un ripiego.

Penso anche a J., che mi ha fatto riscoprire l’amore per la natura, per lo sport, e mi ha ricordato quanto sono belle le cose piu semplici, come un caminetto acceso o un pic-nic in montagna con gli amici.

E quando penso a tutte queste cose, e pago la rata dell’università entusiasta di ricominciare, e vado al lavoro e nel piccolo del mio lavoro semplice e umile riesco a trovare soddisfazione e spazi di crescita, e poi torno nel mio appartamentino e mi guardo un film con Maite davanti a un take-away, sento di non essere mai stata meglio, e mi ritrovo entusiasta al pensiero o al sogno di quello che verrà.

 

I'm broke but I'm happy
I'm poor but I'm kind
I'm short but I'm healthy, yeah
I'm high but I'm grounded
I'm sane but I'm overwhelmed
I'm lost but I'm hopeful baby

What it all comes down to
Is that everything's gonna be fine fine fine
I've got one hand in my pocket
And the other one is giving a high five

I feel drunk but I'm sober
I'm young and I'm underpaid
I'm tired but I'm working, yeah
I care but I'm worthless
I'm here but I'm really gone
I'm wrong and I'm sorry baby


What it all comes down to
Is that everything's gonna be quite alright
I've got one hand in my pocket
And the other one is flicking a cigarette

What it all comes down to
Is that I haven't got it all figured out just yet
I've got one hand in my pocket
And the other one is giving the peace sign

I'm free but I'm focused
I'm green but I'm wise
I'm shy but I'm friendly baby
I'm sad but I'm laughing
I'm brave but I'm chicken shit
I'm sick but I'm pretty baby

And what it all boils down to
Is that no one's really got it figured out just yet
I've got one hand in my pocket
And the other one is playing the piano

What it all comes down to my friends
Is that everything's just fine fine fine
I've got one hand in my pocket
And the other one is hailing a taxicab...

blossom80