domenica, 02 agosto 2009, ore 18:16

Hangover al lavoro di domenica pomeriggio, un classico. Solo che di classico questo saturday night non ha avuto proprio nulla.
 
Cena a casa della mia soul sister, quella persona che come nessun'altra riesce a percepire le sfumature dei miei pensieri ed io le sue, quella ragazza che come me sceglie di vivere a 360 gradi in una full immersion di emozioni, sentimenti, passione. Poi si sono unite anche tre altre amiche, abbiamo scherzato, bevuto, riso, cantato, poi siamo uscite alla volta di una scena alternativa londinese che davvero non c'entra piu nulla con noi; alle volte ci riproviamo ancora a far finta che ci si puo' divertire in mezzo a gente che fa dell'apparenza uno stile di vita, ma il gioco ormai dura poco, noi ci si diverte ma poi si sa sempre quando e' ora di andare a casa e lasciare middle class girls al loro ruolo di pseudo prostitute e i fighetti dal portafoglio pieno al loro di pseudo londinesi-bene.
 
Sono arrivata a casa che erano forse le tre di mattina. Come sempre mi sono collegata a internet per controllare le mail, sorseggiando una camomilla e ripensando alla serata appena trascorsa. Amo questi piccoli momenti post uscita e pre nanna.
Sono andata a dormire alle sette e mezza con il sole gia' alto nel cielo.
 
Online c'era il mio nuovo amico ecuatoriano, G. Abbiamo parlato all'infinito. Alle volte la chat mi regala momenti tutti da vivere, nonostante la stanchezza, nonostante l'ora, nonostante l'assurdita' della situazione. Per cinque ora non siamo riusciti a staccarci da quello schermo. E' un po' una droga anche. In un certo senso, la chat ti permette di riflettere ad alta voce, con la differenza che poi di la' c'e' qualcuno a criticare, sfidare o lodare queste riflessioni. Per esempio, indirettamente ho potuto riflettere sul mio lato sognatore, su quel mio plasmare in testa l'idea di una persona e creare aspettative che puntualmente vengono deluse. Ho riflettuto sulla sfiducia che provo ora nei confronti degli uomini, e a come forse per una persona come me sia un bene imparare a sospettare. Abbiamo fatto una bellissima conversazione sull'amore in generale. "Dimmi di no, pensando di si'" dice il ritornello della canzone che mi ha fatto ascoltare. Sto ancora pensando a quando profondamente bella e vera sia questa esortazione.
Sapere che G. vive a un mondo di distanza da me mi permette di sognare e vivere emozioni senza sperare o aspettarmi nulla.  Sapere che forse avro' la possibilita' di conoscerlo dal vivo dopo queste chattate cosi intense mi riempie di entusiasmo. E mi lascia intravedere spiragli di quella esperienza che sto per vivere, di tutte le altre persone che entreranno nel mio cuore, di sorrisi e discorsi e bellezza che invaderanno la mia esistenza.
Mi sento sempre piu' Libera, e sento che la corda che mi tiene legata alla mia vita di adesso inizia gia' ad allentarsi. Per 7 settimane ne faro' senza. E io, credetemi, non vedo l'ora!
blossom80

martedì, 14 luglio 2009, ore 23:07

La mia vita è davvero un fiume, che scorre in piena per tre quarti del suo tempo, prende detriti e frammenti di bosco per poi lasciarli più avanti in un ciclo senza fine. Io amo la mia vita proprio per questo, anche se a volte lo ammetto che mi faccio prendere dallo sconforto e mi chiedo perchè mi capitino sempre le storie più sfigate e assurde...ma alla fin fine, quando tocco il fondo rimbalzo sempre su quasi subito, quasi di riflesso, e mi guardo indietro, e guardo anche a queste storie, e mi sento VIVA ed estremamente fortunata di non annoiarmi mai.

Un update direi che è doveroso per quanto riguarda le ultime vicende della mia vita, in particolare la saga irlandese.

Simon viene a casa mia la sera prima del mio compleanno, venerdi scorso. Come sempre, bellissima serata, vino ecc ecc, lui affettuosissimo, brunch al Caramel mano nella mano, saluti e ci vediamo dopo alla mia festa. Qualche ora dopo mi scrive un sms che si sente poco bene ma che spera di farcela per la festa. Poi mi scrive che sta troppo male e non ce la fa a venire. Lo chiamo, cade la linea, tel poi spento, gli mando un sms, nn risponde. Crisi emotiva, anche perchè non viene lui= nn viene la mia collega con il marito e mi dispiace un sacco, ma mi dispiace anche che sta male. La festa poi comunque comincia, arrivano gli amici, si sta da dio e mi diverto un sacco. Tra un drink e l'altro gli mando un altro sms per dirgli che stava andando tutto bene, che l'avrei chiamato il giorno dopo per sapere come stava e raccontargli com'era andata. Still no reply. La festa cmq continua allegra, il fundraising è andato alla stragrande, abbiamo raccolto ben 201.01 sterline per i miei futuri bimbi in ecuador!!!! Come ringraziamento ho fatto uno spogliarello scherzoso (mi sono presentata in tuta da sci!!!!) in salotto (se volete vederlo lasciate un commento e vi mando il link in pvt! altrimenti qui avete le foto - vm18!), insomma è stata una serata memorabile.

 Il giorno dopo invece ero assolutamente distrutta, fisicamente per non aver dormito, moralmente per via dell'irlandese che non si è fatto vivo e nemmeno ha risposto alla mia chiamata. Menomale che ho fatto una puntatina in centro con un'amica e mi sono rasserenata un po' a parlare fitto fitto di uomini incomprensibili, e di noi, che pure cosi comprensibili non siamo. La sera gli ho scritto un nuovo messaggio per dirgli che non capivo perchè mi ignorava, no reply, lacrime su lacrime. Solita frustrazione, trovo estremamente maleducato non rispondere ai messaggi. Lunedi sera mi risponde che anche lui non capisce cosa sia successo nel weekend e che gli sembra che le cose stiano andando troppo veloci e stiano diventando troppo serie.

Diciamo che mi son quasi messa a ridere! Ovviamente me l'aspettavo ma diciamo che fino all'ultimo volevo sperare di sbagliarmi, che una persona di 33 anni non può davvero comportarsi come un teenager e spaventarsi per un messaggio in piu, specie visto che ci vediamo una volta ogni due settimane e soprattutto io in ottobre sparisco dalla circolazione per tre mesi...e lui l'ha sempre saputo!!!!! Non mi ha nemmeno fatto male, che devi dire in questi casi? A parte che ovviamente l'interesse da parte mia è scemato praticamente del tutto. Io ho 29 anni, in genere non sono piu interessata a storie di una notte ma allo stesso tempo non sto sicuramente cercando una proposta di matrimonio, specie ora che sto per andarmene...però son fatta cosi, quando esco con una persona che mi piace mi lascio coinvolgere, e non ho intenzione di cambiare.  Non mi spaventa nulla quando comincio una relazione nuova, e voglio accanto a me un Uomo, non un ragazzino, che sappia vivere come me a 360° senza paura di quello che potrebbe succedere.

Ad ogni modo, gli ho risposto con una mail di cui vado molto fiera, sottolineando come rispondere ad un messaggio sia educato e non serio, e che forse siamo diversi anche culturalmente e cose di questo tipo sarebbero dovute chiarirsi all'inizio, ma che ad ogni modo visto che condividiamo l'amore per la vita e per i viaggi sarebbe un peccato perdere una bella amicizia. Chi lo sa, magari gli è entrata da una parte e uscita dall'altra. Pace. Sono serena, devo ammettere.  Non ho davvero piu voglia ne tempo ne interesse per persone complessate, borderline, capricciose, che tanto parlano e poco concludono. Ho voglia di positività, di persone coraggiose, di avventure, di scambio, di passione.

Ho voglia di Ecuador. Ho voglia di conoscere i miei futuri bimbi. Ho uno zaino da riempire. Di sogni...quelli che non fai di notte, ma che ti tengono sveglio la notte, dall'eccitazione, dall'emozione, dalla loro grandezza. Poco mi scalfisce, nulla mi distrugge. Life is now!

blossom80

giovedì, 01 gennaio 2009, ore 11:59

Titolo poco originale, lo so. Ma sono qui al lavoro, si', avete sentito bene, c'e' anche chi lavora il primo gennaio, e no, non perche' mi hanno obbligato, ma per mia scelta, perche' mi sentivo in colpa per essere andata a casa a Natale e le altre qui a lavorare, e perche' mi pagano di piu', e perche' sinceramente pensavo non ci venisse nessuno oggi in Spa, ma figuriamoci, questa e' Londra, qui c'e' sempre qualcuno in giro, qualcuno che telefona per chiedere informazioni, qualcuno a cui ovviamente non passa un cazzo o non sopporta piu di stare attorno alla propria famiglia, ai bambini urlanti e alle mogli rompipalle e vuole seppellirsi nella nostra silenziosissima relaxation room.

Spero che abbiate passato un capodanno felice, o perlomeno che lo abbiate passato! Il mio come da tradizione e' stato indimenticabile, il che non e' necessariamente una cosa positiva, da quando sono a Londra il capodanno e' sinonimo di malattie e sfighe varie per cui come proposito per l'anno nuovo mi sa che ci piazzo una visita a Medjugorie (fa piu' alternativo di Lourdes) nel periodo delle feste natalizie

Non per raccontarvi i cazzi miei, ma insomma, ormai siamo in famiglia e poi si sa che io non ho peli sulla lingua, sono rientrata bella felice dal mio shopping capodannesco pronta a preparare una tonnellata del mio tiramisu buonosissimo, con tanto di savoiardi pagati oro al delicatessen italiano di Victoria (quasi £4 sterline un pacco di savoiardi, alla faccia della crisi!!!!) e invece mi sono ritrovata sulla tazza del cesso piegata in due dal dolore a -letteralmente- pisciare sangue, lacrime a go-go, io che non piango mai per il dolore fisico, ma a dire il vero erano anche lacrime di spavento e di non sapere che cazzo fare, chi cazzo chiamare il giorno di capodanno. Per fortuna sono riuscita a reperire il numero della guardia medica, che mi ha dato un appuntamento in un ospedale in culo al mondo a Ladbroke grove, nel Bronx praticamente a giudicare dal numero di hoodies e pitbull che giravano di li.  Dopo un viaggio apocalittico sono arrivata con scena alla fantozzi che non ce la facevo piu, tipo "dove cazzo e' il bagnoooo" con lancio di giubbotto e borsetta al suolo, e poi l'indiano di turno (avete presente Apu dei Simpson? ecco, era lui) mi ha fatto due secondi di visita (senza mai guardarmi negli occhi) e mi ha spedito a casa con una ricetta di antibiotici e la diagnosi di urinary tract infection. La cosa assurda e' che non sono proprio cosi soggetta a cistiti, e l'unica volta che ho avuto una cosa simile (con corsa all'ospedale e antibiotici) e' stata proprio a capodanno di tre anni fa, insomma, diciamo che bere alcool e poter brindare a champagne l'ultimo dell'anno per me e' proprio mission impossible!

Ad ogni modo, per fortuna la giornata poi si e' ripresa, e ringrazio innanzitutto coloro che mi son stati vicini o ci han provato mentre mi facevo prendere dallo sconforto e dalla rabbia sparando frasi tipo  "capodanno di merda" a destra e a manca. Si e' ripresa anche grazie alla bella serata che ho passato a casa di Matteo con Maite, Yuko (giapponesina simpaticissima), il coinquilino inglese di Matteo (Michael) e i suoi amici, un italiano timidino e due inglesi risoprannominati "l'alcolizzato" (che si aggirava per la casa mendicando vino rosso, rubando il vino di Yuko destinato al vin brule' ) e "il viscido" (una specie di omaccione apparentemente innocuo, ma con un nonsoche' di irritante e sinistro), insomma un gruppo improbabile, ma alla fine ci siamo anche divertiti. Il cibo e' stato un po' fusion (tortilla di patate spagnola di maite, tacos e chilli alla messicana di Yuko, spaghetti al ragu', noodles con gamberetti al curry  di Michael -che e' di origine srilankese, il mio friulanissimo frico di formaggio e patate, e per finire anche una crostata di marmellata, ribattezzata "il mattone", per la quale abbiamo trovato vari usi alternativi, per esempio come fermaporta o come oggetto contundente da lanciare contro il nemico in stile guerriero giapponese  Le conversazioni vergevano per lo piu su argomenti allegri quale: come morire di una morte memorabile, requisiti burocratici per poter avere un funerale come cazzo pare a te (su proposta di Michael per esempio le ceneri di Matteo verranno da lui stesso sparse nel Gange) e come far sapere ai propri contatti facebook che si e' passati a nuova vita. Evviva il macabre!!!!

La parte clue della serata comunque e' stata la capatina a London Bridge per intravedere i fuochi d'artificio nello splendido setting del ponte, con il Tower Bridge dietro e tutte le luci della City davanti, e devo dire che dei tre capodanni per strada, questo e' stato il piu suggestivo, perche' non eravamo schiacciati dalla folla, la gente era molto festosa ma non (ancora) dilaniata, tutti sono stati semicivili e insomma...non c'erano nemmeno i turisti e ci sentivamo semplicemente... londinesi.

Da non dimenticare anche la mezzanotte spagnola, un'ora prima, festeggiata nelle migliori delle tradizioni ispaniche trangugiando 12 acini d'uva (uva regina gigante!) a tempo con i 12 rintocchi della campana di Madrid a Puerta del Sol, ascoltati live via radio su internet.....questa volta ce l'ho fatta a ingoiarli entro i dodici rintocchi, evviva!!!! Mi aspettano 12 mesi di fortuna!!! Cliccate qui per vedere le foto della serata

E per il resto, sono pensierosa in questo primo giorno di 2009, entusiasta da un lato ma diffidente dall'altro, e sento qualcosa bollire sotto i miei piedi...sento che questo sara' anno di novita', di importanti cambiamenti, ma non so ancora di che tipo e allora resto in allerta, annusando ogni angolo come fanno i gatti, gli occhi attenti, i baffi in vibrazione, pronta a scattare, o scappare, o saltare.

Che sia un buon anno per tutti.

blossom80

mercoledì, 05 novembre 2008, ore 20:00

E cosi, ascoltando i petardi e fuochi d'artificio fuori casa, mi perdo il quinto Guy Fawkes della mia vita. (Il sesto, se contiamo quando ero ragazza alla pari e non ne conoscevo nemmeno l'esistenza). Ogni anno lavoravo, o pioveva o. Quest'anno, con la semi tonsillite incerta se evolversi in semi otite, e un esamino all'universita domani per cui non ho aperto libro, ho pensato che forse era meglio restare a casa a riposare.

Certo, il libro non l'ho ancora aperto, e sono quasi le otto di sera. Alle dieci poi danno Desperate Housewives alla tele. Insomma, quest'anno ho deciso che studiare è un'enorme perdita di tempo, tanto la mia memoria a breve termine è ottima, se studio un'ora stasera e un'ora domattina mi ricorderò tutto a memoria.  Faccio un po' di sano harakiri, insomma, e vediamo come va.

Nessuna notizia di J. Mandare la mail è stato liberatorio, e mi sento infinitamente meglio. Non avendo risposto dimostra che ho fatto la scelta giusta, che è un carissimo ragazzo e un potenziale buon amico, ma non fa davvero per me per una relazione.

E mi sono anche ritrovata con un piacevole e nuovo pensiero in testa. Una nuova persona, che mi scalda il cuore ultimamente quando ci penso. Senza fretta. Ma è bello pensarci.

Per il resto, sto cosi cosi. Essere malata e il tempo grigio non aiuta, e al lavoro mi sento un po' andare a picco, piu cose ho da fare, meno ne ho voglia. Troppe cose per la mente, universita, lavoro, casa, amici, amori, e il mio time management fa pena...alle volte, faccio fatica  a trovare aria da respirare. Ma poi stringo i denti, e vado avanti lo stesso. Quando mai Lorena si è arresa? :)

Vi lascio alle mie foto di Halloween vestita da diavoletta!!!

Roberto's Halloween & Birthday Party
blossom80

giovedì, 10 luglio 2008, ore 01:37

Ovvero: What happens in Sicily, stays in Sicily!

(quel che succede in Sicilia, resta in Sicilia)

 

Ma io ovviamente ve lo racconto lo stesso. Tanto siamo tra amici no??!

Insomma, siamo partite domenica all’alba, alla conquista delle isole Egadi e anche un po’ della Sicilia.

Io, 27 anni, friulana in questa vita, spagnola in quelle precedenti e future, trapiantata a Londra da 4 anni: bionda, occhi azzurri, e tratti somatici più vicini a una polacca che a un’italiana media.

Maite, 26 anni, unica spagnola alta, silenziosa e tranquilla della penisola iberica, pure lei trapiantata a Londra da 4 anni e mia "consorte" da due anni, lunghi capelli scuri (ma sta cercando di convincersi che hanno riflessi biondi J) e visetto da cerbiatto.

Francesca, 23 anni, nata a Londra da padre siculo e mamma filippina, alta e abbronzata, occhi e capelli color ebano e un carattere di fuoco.

E infine Jouyee, 23 anni, nata a Londra da madre portoghese e padre cinese, unisce le curve mediterranee a due dolcissimi occhi a mandorla, calma e pazienza per eccellenza si racchiudono in questa giovane mamma. Portare un poker più esotico (e pericoloso!!) in un paesello del profondo sud italia non credo sia possibile!!!

La nostra base era l’isola di Favignana, in particolare un appartamentino presso il residence/villaggio chiamato “L’Oasi”, gestito da una famiglia di torinesi trapiantati, che se il marito avesse pronunciato una parola vagamente gentile in 7 giorni e se la figlia non avesse provato a farci pagare più del pattuito (con tanto di commento acido “se eravate di buon cuore pagavate la differenza” manco stesse raccogliendo l’elemosina a messa) e non ci avesse stressato la vita cercando di venderci le sue cazzute di escursioni e cene,  non sarebbero poi stati cosi male. Va menzionato comunque che in quel di Favignana si stava svolgendo il famoso concorso “vota la persona più antipatica e maleducata” e perciò nei bar e ristoranti e per strada la gente si prodigava per vedersi assegnato il prestigioso premio.

A parte gli scherzi, devo ammettere che l’atmosfera era diversa rispetto a quel che ho sempre incontrato in Sicilia, la gente sembrava davvero incazzosa, quasi a suggerire di starsene lontani dai classici luoghi di villeggiatura durante le vacanze.

La prima sera ci siamo vestite con i nostri vestitini svolazzanti estivi e siamo uscite alla scoperta della cittadina. Quella italiana, in particolare quella sicula, è una popolazione di pettegoli e curiosi, e i nostri tratti cosi diversi ed esotici, e i nostri modi di fare londinesi (ovvero spontanei e un po' sfrontati, al contrario di molte donne bigotte e snob che ci guardavano di storto-chiaramente invidiose) non passavano di certo inosservati, cosi quando passavamo si girava tutta l’isola a scrutarci una a una. Siamo andate a cena decise solo a mangiare pesce e non bere alcool, per cominciare la vacanza in maniera detox. Mentre eravamo intente a squartare uno scampo particolarmente recidivo, però, arriva la cameriera e inizia a stappare una bottiglia di vino bianco. Noi la guardiamo con aria da quiz e quella presenta un bigliettino “Brindiamo alla vostra! F. Sailing Team”, la cameriera ci annuncia che la bottiglia viene offerta dai ragazzi che sono dentro al ristorante a guardare la partita!!! E io che pensavo certe cose accadessero solo nei film!!! Insomma parte il giro di ricognizione verso il bagno per controllare età e aspetto dei ragazzi, che ricevono una prima sommaria promozione. Rispondiamo “venite a trovarci al tavolo”, loro non si fanno vivi e noi ce ne andiamo. Scopriremo poi che la cameriera, gelosa, si era tenuta il bigliettino di risposta!!! Bastaaardaaaa!

Mentre passeggiamo verso la gelateria, mi ferma un tipo di forse 20 anni “ciao, il mio amico ti vorrebbe conoscere”, mi sento come sbattuta indietro nel tempo di almeno 15 anni...”onorata, ma penso di essere un po’ troppo grande per voi” e lui “ma guarda che il mio amico ha già 24 anni!” ”stella, io ne ho 28”…robe che mi sviene, il cucciolo! Ad ogni modo di lì a poco un altro della stessa compagnia si avvicina tutto esaltato per invitarci a una festa in camp(orella)agna per il suo….18mo compleanno!!!!!! Hahahhahahahhahahahhahahhaha è la volta buona che mi mettono in prigione!!!

Mentre camminiamo ormai come zombie verso le biciclette, ci incrociamo con i ragazzi del ristorante che finalmente si fermano e si presentano. Marcia indietro, si ritorna al bar, granita di caffè e limoncello per tutti e let’s make friends! Sono 8 ragazzi (due ciascuno, mica male!) sulla trentina, provenienti da diverse città del nord e centro-nord Italia, in vacanza su una barca a vela chiamata Africa, un nome un programma. Tra l’altro barca sulla quale Blossom prontamente autoinvita sé e le tre amiche per una gita la mattina dopo….come prima sera, non c’è mica male!!!!

La mattina dopo (lunedi) si propone il classico sclero femminile del “cosa mi metto non ho nulla e sto per andare su una barca con 8 ragazzi”e quando finalmente ce l’abbiamo fatta, arriva il messaggio del due di picche con una scusa grande come una casa. Poco male, tanto siamo qui per andare al mare e quindi prendiamo la bici e ci fiondiamo in spiaggia.

Favignana è una favola rustica: il paesino piccolo, la campagna un po’ deserta, le spiagge tutte a distanza ciclabile, e un mare (gelido) che la parola trasparente in questo caso è assai limitata. Un giro con il vecchio pescatore in pensione Francesco, munito di barchetta dei puffi e foto di Padre Pio sul timone, ci ha portati alla scoperta della costa montagnosa dell’isola, uno spetttacolo di grotte e insenature e mare cristallino da perderci la testa. C’erano molte meduse ma non dove abbiam fatto il bagno noi, eppure io sono riuscita nella mia unica sfiga a mettere il piede tra due scogli e farmi pungere il polpaccio da un anemone o altra creatura marina urticante!!!!!!

Il martedi pomeriggio arriva un messaggio dal Sailing Team che invita a un aperitivo in barca con seguito di cena preparata da loro con amore…ma si, chissenefrega di fare le preziose dopo la clamorosa buca, si va in barcaaaaa! Corsa a casa, altro sclero del cosa mi metto-cosa ti metti, arriviamo al pontile tutte tirate da testa a piedi alle sei di sera, che si sudava come cammelli (io in realtà continuavo a dire che in barca ci si dovrebbe andare in pantaloncini e maglietta, ma nessuno mi ascoltava), abbiamo fatto un bagno al tramonto al largo di Cala Rossa, spruzzato acqua alle altre tre che nn volevano tuffarsi per non rovinare trucco-capelli-vestiti, preso un aperitivo a base di salame e champagne (ah, che bello farsi trattare con i guanti… per una sera mi sono sentita un po’ come una velina sullo yacht di un calciatore al largo di Porto Cervo, che emozione!!! Mancavano solo i paparazzi!!!) e infine cenato con una bella pastasciutta. Per ingannare il tempo abbiamo avuto la geniale idea di giocare nientepocodimeno che….al gioco della bottiglia!!!!! Invece della bottiglia abbiamo usato un accendino, e vi assicuro che mi sembrava di essere a una festa di 15enni dagli ormoni impazziti!!!! Ad ogni modo ci siamo divertiti un sacco, e se volete sapere se ci sono dettagli piccanti….mi dovrete pagare fior di quattrini!!!!!!!!! La sailing team poi ha continuato il suo viaggio e noi siamo ritornate a casuccia.

Due giorni dopo però sono arrivati un amico d’infanzia siciliano di Francesca con un suo amico, entrambi 23enni, giusto per compensare gli ultratrentenni di qualche sera prima… J abbiam passato la serata insieme e si son pure fermati a dormire, imbucati di nascosto nel nostro appartamento! Anche qui, ogni dettaglio vale oro… ;) Dico solo che abbiamo scelto le Egadi con l'idea di andare in un posto semi deserto, lontane da tutto e tutti, rilassarci, dormire...secondo me ci rilassavamo di più se andavamo a Formentera!!!!

La mattina dopo ci eravamo iscritte a un’escursione in barca a Marettimo, altra isola. Ora di incontro, 9.30 presso la reception. Ore 9.10 Blossom apre un occhio, in casa regna il silenzio…ore 9.14 bussano alla porta…ore 9.15 urla sovrumane per svegliare tutte e farle preparare…ore 9.25 io e Maite siamo già a fare colazione…e ore 9.35 si parte!!!!! I ragazzi son dovuti scappare a gambe levate prima che entrasse la donna delle pulizie, e noi siamo andati alla scoperta di quest’isola, con la palpebra calante e tanto, tanto sonno!!!!! Marettimo è ancora più bella di Favignana, riserva naturale, montagne "dolomitiche" e un delizioso paesino. Per la prima volta ho anche usato la maschera per esplorare i fondali, non che non l’avessi mai fatto prima, ma a Lignano Sabbiadoro anche con la maschera non si vede cmq una cippa

Il giorno dopo siamo ripartite con l'aliscafo per Trapani, dove abbiamo noleggiato un’auto per raggiungere la cittadina del papà di Fra, e anche luogo del Gattopardo, Santa Margherita di Belice, a una trentina di km da Sciacca. A guidare quella orribile Fiat Croma diesel attraverso lo spettacolare cuore della Sicilia, i campi, le colline e la terra rossa c’ero io…ci ho messo un po’ a prendere mano con sta storia del diesel, che quando metti la seconda la macchina se ne accorge dopo mezz’ora, ma insomma, non è andata nemmeno cosi male!

 

(to be continued - nel frattempo guarda le foto al link

http://picasaweb.google.com/London.lm/FavignanaSicilia )

 

blossom80
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lunedì, 23 giugno 2008, ore 01:18

E anche questa settimana mi ha regalato un sacco di belle cose.

Una bella cena con una mia carissima amica, che quando sono con lei le ore non hanno mai abbastanza minuti.

Una mattinata di shopping a Oxford street, e un vicolo riscoperto per caso, delizioso e nascosto, che si apre sull'inizio di Marylebone, incorniciato da un sacco di piccoli graziosi negozietti, e caffè e ristoranti con i tavolini fuori, tutto un mondo da scoprire, per me che a nord di Oxford St non ci vado se non su invito. E un succo di mela a sigillare l'inizio (spero) di una lunga amicizia.

Una lettera nella busta di carta riciclata, che ormai riconosco all'istante, quella con i risultati degli esami medici. In fondo i miracoli non esistono, ma questa volta va bene cosi: mi va bene sentirmi dire che posso prendermi il lusso di aspettare altri 6 mesi e vedere se il mio corpo si decide a reagire. Che posso prendermi il lusso di passare un'estate in serenità, e ripensarci poi a dicembre. E godermi le vacanze al mare, e la mia città, e la mia famiglia, e i miei piu cari amici, senza il pensiero di appuntamenti in ospedale ed interventi e convalescenza.

La serata di venerdì ad un locale di Leicester Sq, siamo usciti per dei semplici drinks post lavoro tra amici, e siamo finiti per rimanere fino a notte fonda a ballare sulle note e i ricordi festivalbariani di "Rhythm is a Dancer"...c'erano quasi tutti, quelli del "mio gruppo": Matteo, Roberto, Michele, Ale1&2, Maite...e mi provoca una certa commozione parlare di "mio gruppo", io che non ne ho mai avuto uno. Mi sono divertita un sacco, anche se non è stato sempre facile cacciare indietro certi istinti e certe lacrime...ma la tristezza si alterna ad una gioia che ho provato poche volte prima, e poi lo so che "it's for the best", per cui, mi cullo nel pensiero di quanto splendida è la vita e mi godo il suo sapore dolceamaro senza pormi troppi perchè.

La serata di sabato con tutta la reception per la serata di "team bonding" che ho organizzato per loro, prima a cena e poi a ballare nello stesso posto di venerdi, e alla fin fine lo ammetto, che mi danno un sacco di soddisfazioni a livello personale...they are my "babies"!

E poi una partita di calcio, magari pure da dimenticare per il risultato, ma che mi ha regalato un'ennesima serata da sentirsi "in famiglia"... specialmente con una persona con cui mi sono riunita da poco, ma che occupa un posto speciale nel mio cuore...troppo speciale, davvero, per rischiare di perderla come ho lasciato che succedesse con un'altra proprio di recente.

E a volte vorrei saper essere meno gelosa e meno intensa e meno tante altre cose, e alle volte vorrei solo poter stringere forte a me le persone per cui provo qualcosa, senza dovermi chiedere cos'è che davvero provo e come l'altra persona reagirebbe...e alle volte vorrei solo poter dormire abbracciata a ognuna di queste persone, sentirne il calore, chiudere gli occhi e sentirmi al sicuro, anche per una sera soltanto. E sognerei quella vita fuori dai canoni, che immagino spesso in questi giorni, un futuro pieno di libertà, e amore, e passioni da coltivare, e traguardi da raggiungere e rinnovare. E ne varrebbe la pena, anche cosi, per una notte soltanto.

E a volte, quando ascolto questa canzone, penso a te, che mi regali emozioni e lacrime e sorrisi e tante, tante altre belle cose...."and I don't want the world to see me, cause I don't think that they'd understand"....

blossom80

lunedì, 16 giugno 2008, ore 01:19

Due giorni liberi, due barbecue. I primi da quando sono a Londra, credo. Per assurdo, visto che i bbq estivi sono un classico della vita londinese. Ma sempre più spesso mi rendo conto che di classico la mia vita londinese ha davvero poco. Non uso mezzi di trasporto per andare al lavoro, per esempio. Non ho ancora messo piede in molti musei, e di certo non perchè non mi interessi. Non conosco centinaia di locali da proporre per il weekend. Alle volte ancora mi perdo per le strade di Covent Garden. Ma mi perdo spesso ad ammirare scorci di città che sono solo miei, visti e rivisti migliaia di volte in diverse stagioni e ore del giorno, e ancora capaci di emozionarmi. Dovrei cominciare a spaziare un po' di piu. Dovrei. Lo ripeto da tre anni e mezzo. Forse aspetto solo qualcuno che si decida a farlo e mi porti con se. Forse invece ho paura. Paura di "finire" Londra, come fosse un vaso di marmellata. E di arrivare a dire la fatidica frase che troppo spesso sento dire dai veterani londinesi "Mi sono stufato di stare qui. E' tutto troppo caotico. Me ne vado".

Comunque entrambi i bbq sono stati simpatici. Il primo era invaso da un gruppo di sardi, che da bravi italiani medi tenevano orgogliosamente il timone della carne sul fuoco. Poi è arrivato un gruppo di colombiane che senza farsi il benchè minimo problema hanno sfrattato i sardi, hanno piazzato sul fuoco due chili di banane (platanos) e hanno messo a bollire delle patate. Meraviglioso contropiede! Ho parlato con duemila persone di tutte le nazionalità, complice pure il Bacardi, compreso un ragazzo bellissimo colombiano che mi ha ricordato il perchè mi ero sempre tenuta a debita distanza dai ragazzi sudamericani: sono troppo difficili da gestire! Non appena si infatuano di te non ti mollano piu, ti ricoprono dei complimenti piu sdolcinati che ci siano e ti incantano con il loro fare semplice e sensuale...sei la loro regina, in quel momento. Cosa che per un istante ogni donna non può che adorare. Ma poi diventa impossibile tenerli a distanza senza che ti piantino una tragedia del tipo "mi stai spezzando il cuore"...e specie io ,che sono sensibile a queste scenate e odio deludere la gente, mi trovo a completo disagio!!!!!!!! Splendido comunque viaggiare così, in qualsiasi paese e cultura lontani,senza nemmeno muoversi dalla propria città... E' Londra questa, come pure quella che chiude la metro a mezzanotte e mezza, che avendo perso la coincidenza a earls court ci ho messo due ore per rientrare a casa sabato sera!!!!

Oggi invece BBQ quasi totalmente italiano con Ale e i suoi compagni di lavoro, i classici italiani che pur vivendo all'estero si comportano esattamente come fossero in italia, rivolgendo la parola quasi solo ai connazionali. Carini, gentili, simpatici pure a volte, quello va ammesso. Ma giuro che se sentivo ancora una volta ripetere una frase del tipo "come mi manca il mio mare" "non vedo l'ora di andarmene in vacanza in italia" o "dalle mie parti si sta da dio, anche in inverno puoi raggiungere 25 gradi bla bla bla" buttavo davvero qualcuno sul fuoco. Ecccheepppallle!!!! Ma se ti manca tanto l'italia perchè non ci torni dico io? Perchè non ci sono il lavoro e le opportunità che cerchi? E allora resta, ma non venirmi a stressare la vita! E soprattutto, mi chiedo, caro italiano medio londinese, ti brucia la lingua a parlare inglese in presenza di non italiani???  Tanto per rendervi l'idea dei personaggi, all'inizio eravamo tutti un po' imbarazzati, nn conoscendoci, raggruppati attorno a un tavolo. Faccio io in inglese "e voi di dove siete in italia?", rispondono tutti a turno. Poi silenzio. Dico io, costava tanto sputare un "and you?". Naaa, troppo concentrati su se stessi e sul proprio gruppo di conoscenti per permettere ad altri di partecipare. Ad ogni modo, nemmeno mi interessava entrare nella loro conclave. La parte migliore è stata quando io e Maite siamo entrate in salotto e ci siam sedute a terra, con un bicchiere di vino. Pian piano si sono uniti Alice, Ale1 e Ale2. Ci portavano carne carbonizzata dal BBQ e si è chiacchierato in inglese del piu e del meno per ore. Nessun'altro si è unito, sono rimasti tutti in giardino. Ed è stato splendido così. Con le persone che per me oggi contavano davvero.

Altri pensieri, vanno a quello che in questo momento c'è dentro al mio cuore. Una specie di rivoluzione, devo ammettere, cominciata una settimana fa. Sto capendo un miliardo di cose. Cose di me, del mio passato, di come e perchè mi comporto in certe maniere, di cosa voglio dalla vita, del perchè finisco sempre negli stessi guai, e soprattutto della differenza enorme che c'è tra infatuazione, affetto e vero sentimento.

E poi, c'è una cosa che voglio fare. Una regalo piccolo, sciocco, ma per me molto simbolico. E ho un po' paura, mi ci metto, poi cancello tutto e mi fermo. Vorrei farla perchè è stato un impulso del momento, perchè l'ho sentito in un quel momento, e lo sento dentro, perchè semplicemente... sono fatta cosi, sono una persona che si entusiasma quando un'idea le attraversa inaspettatamente la mente. Ma ho paura che venga mal interpretata. E detesto questo mio mettermi i freni da sola, questo mio dubitare, queste mie paranoie. Per fortuna che poi, alla fine, prevale sempre il fuoco che ho dentro. E lascio libera la fiamma.

Buona settimana a tutti!

blossom80

lunedì, 26 maggio 2008, ore 21:02

Punti salienti di questo weekend...

Sabato ho fatto il turno di mattina, ovvero splendida passeggiata nel silenzio delle stradine di belgravia con gli uccellini che cinguettano, apertura della palestra alle 7 e imprecazioni a non finire dalle 7.30 in poi, con due colleghi e un cliente che si sono svegliati tardi...la serietà è un optional...

Il pomeriggio sono collassata a letto e poi sono uscita con Maite e il clan italiano (Roberto, Michele, Alessandro1 e il suo amico Alessandro2), siamo andati in un posto fighissimo chiamato "Shunt" proprio sotto il London Bridge, zona Jack lo Squartatore per intenderci: è un locale alternativo ricavato da un ex magazzino interrato (tipo catacombe), enorme, dove puoi puoi vestirti come cavolo vuoi e fare quello che ti passa per la testa..., puoi giocare a ping pong con una guida A-Z per racchetta, giocare al flipper o fare una partita con un vecchio biliardino con gli omini di legno e tanto di capelli, sederti su uno dei vecchi divani, berti una birra in lattina, e ballare, ovviamente: la musica era un mix di revival, electro, disco, e chi piu ne ha piu ne metta! C'erano pure dei gruppi che suonavano e dei piccoli show comico/assurdi in stile vecchio mai dire gol :D Noi ci siamo divertiti un casino (complici anche le quattro Corone che mi sono tracannata - e sono quella che ha bevuto meno di tutti!!!), abbiam ballato fino allo sfinimento e sparato cazzate fino a che ci han sbattuti fuori alle 3 perchè chiudevano. Ah, quanto tempo che nn facevo una serata cosi! Splendida! Le foto le potete vedere cliccando qui

Domenica pomeriggio io e Maite ci siamo fatte una passeggiata su South Bank e siamo andate di nuovo a London Bridge a salutare con la manina i nostri cugini americani che ci guardavano dal ponte di Brooklyn....no, non sono impazzita!!!!! c'è una nuova (temporanea) installazione artistica sul fiume, riproduce un fantomatico tunnel translatlantico che dovrebbe unire Londra a New York (per la gioia di un mio amico che nn sa decidersi tra le due città )...e hanno messo lo stesso tunnel a New York, e puoi vedere su uno schermo in tempo reale la gente dall'altro capo del mondo, parlarti a gesti e scrivere messaggi su una lavagnetta, come idioti, con dei perfetti sconosciuti ,idioti quanto te!!!! anche se in realtà è una semplice telecamera, devo dire che l'idea era proprio simpatica, anche se noi nn abbiamo fatto la fila per andare a fare le idiote, ma ci siamo divertite un sacco a guardare!!! C'è da dire che Londra non smette mai di stupire... (spero si vedano le foto).

Il resto della domenica l'abbiam passato tra birretta e Sunday roast al pub e filmetto a casa con i due Alessandri, da bravi aspiranti inglesi!!!

 

blossom80

lunedì, 17 dicembre 2007, ore 22:17

Giornate intense, quelle che precedono questo Natale.

Al lavoro per esempio, dove frustrazione ed entusiasmo continuano ad alternarsi sull’onda dello stress, e della consapevolezza che forse ormai qui ci sto stretta. Ho chiesto un’aumento a Luglio, l’ho ricordato a Ottobre, è Dicembre e il mio manager mi ha detto oggi che “avrò una risposta prima di partire per le vacanze”. Ma non mi faccio troppe illusioni, dopo tanti mesi altro non mi aspetto che le classiche 50 sterline lorde e un calcio in culo…se lotto è solo per orgoglio personale. Me ne andrò? Non credo. In fondo, ci sto troppo bene qui. In fondo, mi piace un sacco il mio lavoro. In fondo, con l’esperienza e l’anzianità che mi ritrovo (tre anni qui a Londra sono un’eternità, io sono tra i più longevi!) faccio quello che mi pare. E poi forse mi finanzieranno parte degli studi, e la flessibilità di orario che ho qui è unica.

Ma si, in fondo, ma che mi lamento a fare!

Ma sono comunque giornate intense.

Giornate di compere, dentro e fuori da negozi di giocattoli, di vestiti, di bagnoschiuma e profumi, la corsa ai saldi nei negozi di scarpe (qui cominciano prima di Natale!) e la carta di credito alternata al bancomat.

Giornate di visite, un’amica dopo l’altra questo mese (Blixxxa proprio questo scorso weekend!), passando ogni momento libero con loro, a passeggiare per Camden Town, Portobello, South Bank, Soho, Covent Garden...prendendomi tutto il tempo del mondo per osservare la mia città: i suoi splendidi palazzi, i suoi quadri, i suoi artisti di strada, le sue bancarelle, la sua gente, le luci e decorazioni natalizie…innamorarmi di lei a ogni angolo, e mostrarla quasi con fierezza…

Giornate malinconiche, anche…un post scritto in lacrime una di queste sere, e poi cancellato per pudore: parole che raccontavano un addio-previsto, certo-ma più sofferto di quanto avrei immaginato. Un addio arrivato dopo sorrisi, musi lunghi e abbracci, e urla e scenate in piazza, pianti e autobus che non arrivano, e rivelazioni dolci dal retrogusto amaro, e un bacio pieno di emozioni sul portone di casa. Un addio ad una persona a cui, nonostante tutto, avevo imparato a voler bene. Un addio a una persona che, suo malgrado, mi ha voluto bene. Un addio che mi riempie d’orgoglio, per essere riuscita per una volta a dirlo io, ma che mi riempie anche di nostalgia per certi momenti che son passati e che non torneranno più.

 

Per fortuna, queste sono anche giornate di festeggiamenti. Sabato sera ho organizzato un’uscita con i miei amici londinesi, l’idea era di salutarsi e farsi gli auguri di Natale. E sono venuti quasi tutti: Maite, Matteo, Michele, Tom, Timea, Csabi, Marco, Simone, alcuni portandosi dietro degli amici. Una serata di quelle che piacciono a me, all’insegna della semplicità, delle risate gratuite, cominciata al freddo e al gelo della fiera/mercatino "WinterWonderland" di Hyde Park per un bicchiere di vin brulè, che ci ha reso già brilli, e continuata poi al pub, dove siam riusciti nell’impossibile impresa di far stare quindici persone attorno a un tavolo da quattro.

A tal proposito Matteo mi ha appena ricordato un momento memorabile della sua serata:

"Dov’è Lorena?"

"Sta cercando delle sedie"

"..ma, a dire il vero mi sembra che stia cantando canzoncine di natale con degli sconosciuti..”

"Si…ma sta cantando canzoncine in cambio di una sedia!!”

 

Anche io ricordo comunque un momento memorabile, se non altro perché imbarazzantissimo, soprattutto visto che io e Matteo non si parla quasi mai di argomenti “hard”

“Lori ma ti sei gonfiata le tette??” (appoggiandosi al bancone del bar e guardando spudoratamente nella mia scollatura)

“Daiiiiiiii! Ma che dici, smettila!!” (coprendosi e raggiungendo colorazioni violacee in viso)

“No, dico sul serio, ti sono esplose!! Sai, magari per Natale ti sei fatta un regalo…”

“O_O”

Morale: evitare sempre l’abbinamento push-up + scollatura generosa quando Matteo è nei paraggi!!!!!!

 

Per il resto, la serata è stata piacevole, passata tra hamburger, salsicce e birre a ridere e scherzare con amici vecchi e nuovi… e infine salutare alcuni e spostarci (lo zoccolo duro) alla mitica mega discoteca di Clapham, Infernos: tamarrissima ma perfetta per scatenarsi un po’ e ballare sulle hit più cheesy e commerciali degli ultimi vent’anni!!!

Era da tempo che non mi divertivo cosi, ma soprattutto è stato bellissimo vedere tutti i miei migliori amici riuniti attorno allo stesso tavolo: quest’anno il mio Natale londinese è stato proprio quel sabato sera!

 

E ora, cliccate qui per vedere le foto della serata...curiosoni!

 

blossom80

domenica, 14 ottobre 2007, ore 03:11

Venerdì sera ho lavorato fino alle 22, poi come accordato ho raggiunto V. a una festa di compleanno di un suo ex compagno di università colombiano.

L’arrivo è stato trionfante, della serie, V. tutto orgoglioso che mi presenta a tutti i suoi amici manco fossi l’ultimo gioiello della corona, loro che di rimando dicono “ah finalmente sei arrivata, prima V. era tutto triste e parlava solo di te” (siiii e io ci credo!!!! Ma lui si è limitato a sorridere vergognoso), poi tutto premuroso mi porta in giro per il locale, mi fa ballare con tanto di caschè e strusciamenti sexi....potenza dell’alcool!! Comunque a un certo punto arriva una ragazza, lui si gira verso di lei e le dice entusiasta:  “hey Daniela, can I introduce you to my girlfriend…”

Mi sono girata di scatto verso di lui, bianca in viso come se avessi visto un fantasma, ma subito ho capito che per il bene di tutti sarebbe stato meglio far finta di niente e continuare a sorridere…eppure…

 

...GIRLFRIEND????!! Ma quando chezzz è successo??!! Ma soprattutto, io dov’ero?!!

Cioè, spiegatemi un attimo, non so nemmeno qual’e’ il suo secondo lavoro, e ora addirittura sono la sua ragazza????!!!

Vabbè, per fortuna un paio di Vodka tonic mi han reso sufficientemente euforica da poter dimenticare questo shock e continuare a godermi la serata spensierata, ballare, parlottare con questi ventenni studenti (God come mi sentivo VECCHIAAAAA!! E loro che mi davano 22 anni, tesori di mammà!!!!) e alla fine mi sono davvero divertita.

 

Usciti dal locale verso l’una e trenta, io, stanca morta nonché alquanto alticcia, inizio a sognare il letto…e invece no!! V. ha in serbo altri programmi: i suoi amici moldavi sono in un’altra discoteca (mi dice il nome della discoteca ma non il tipo di serata…) con delle ragazze e dobbiamo assolutamente raggiungerli. Ovviamente per raggiungerli, con il traffico di Londra centro a quelle ore e la metro chiusa, V. mi fa scarpinare con i tacchi per mezza città, e cominciano i primi mugugni.

V. rifiuta come minimo tre o quattro taxi che offrivano una tariffa a suo dire troppo alta, continuava a ripetere “no, è una questione di principio, andiamo a cercare un autobus” e io zoppicando e bestemmiandogli dietro in turco. Alla fine tra bus, un bel pezzo a piedi e un taxi, arriviamo alla discoteca Aquarium, entriamo lasciando giù le 10 sterle d’ordinanza, per trovare…una pista semivuota dove un gruppo di russi ubriachi si dimenavano al ritmo di musica commerciale…sovietica!!!!! AAAaaaaaaah! (soprattutto dato il fatto che il gruppo di russi ubriachi erano i nostri amici con le loro amichette – che loro stessi hanno ammesso essere delle “prostitute”…)

Un incubo, ma mica è finita qui, la nostra eroina (io!!) decide di far buon viso a cattiva sorte e divertirsi lo stesso: in quello per fortuna sono abbastanza brava, soprattutto se c’e’ della musica di mezzo, metto tutto da parte e scendo a scatenarmi in pista. Al minuto V. mi dice la sua solita frase “vado a fumare una sigaretta”, e, siccome non invita mai, io che faccio? Faccio la “cool” indipendente e indifferente, mica voglio dare l’impressione di seguirlo dappertutto come un’adolescente appiccicaticcia!! Cosi resto qui a ballare con i suoi amici… Un australiano completamente ubriaco comincia ad importunarmi, e appena riesco a liberarmi di lui, mi giro e i miei amici non ci sono più. Sono completamente sola, mi allontano dalla pista e mi fermo su un divanetto, dove altri ubriachi mi approcciano, finchè (probabilmente dopo la quinta sigaretta…) appare V. e mi riscatta.

Allora, per chi non conosce Blossom, premetto che sono una persona molto allegra e di compagnia, ma anche di un permaloso da morire. E se hai fatto qualcosa per anche vagamente irritarmi, non te la lascio passare senza almeno farne menzione per qualche minuto con toni acidi e offesi.

Quindi, l’”ignaro” V. si è pure dovuto sorbire un mezzo cazziatone sul fatto che mi lascia sempre da sola come un cane, e che nn può portarmi fin qui e poi sparire dopo un minuto. Poco importa che fossero stati i suoi amici a sparire, alla fin fine lui è sempre stato via mezz’ora. Il ragazzino comunque è davvero di un orgoglioso da fare schifo, e per la prima volta capisco davvero che difficilmente lo sentirò mai pronunciare la parola “scusa”. Faccio la stizzita per un po’, poi me la faccio passare, ma ammetto di rimanere alquanto delusa. Come non bastasse, il giorno dopo, davanti alle mie mezze scuse per il cazziatone un po’ esagerato (ma mica tanto, volevo solo fare un passo verso di lui), lui mi dirà con un mezzo sorriso (testuali parole): “Tanto lo sapevo che non mi avresti lasciato.”

(senza parole…)

Alla fine della serata, quando usciamo per andare a casa, un ragnetto biondo si avvicina a una delle ragazze con noi e inizia a darle fastidio, così Sergej lo affronta e gli dice (credo) di smammare. Il tipo se ne va e torna con due energumeni stile Mastro Lindo, e Lorena non capisce un tubo di quello che si dicono, ma dall’aria che tira, meglio togliersi di mezzo. Io odio le risse, odio la violenza soprattutto quando cosi assolutamente inutile, dettata dall’ ignoranza e dall’orgoglio, e io stasera di orgoglio ne ho già assaggiato un po’ troppo. Cosi, mi sposto più in là, e mi metto a parlare con un altro ragazzo russo che passava di li, molto simpatico, a cui ho finito per dare anche il mio numero…in quel momento ero cosi schifata da tutto che l’avrei pregato in ginocchio di chiamarmi!!!

Alla fine invece scopro con piacere che V. e il suo amico Denis sono quelli che in realtà fanno i pacieri e placano gli animi di tutti. V. però mi lascia continuare a flirtare con il russo (ovviamente perché troppo orgoglioso per mostrarsi scocciato dal fatto che sto dando il numero ad un altro ragazzo), ma Denis, che invece è più spontaneo e irrazionale, mi prende per mano e mi trascina via dal tipo senza lasciarmi dire nemmeno ciao.

Denis e Sergej si chiedono se andare a casa delle tipe, al che io, annoiata e ancora con le palle un po’ girate, mi fiondo decisa in mezzo alla strada e fermo il primo taxi che passa: mi giro verso V. e non ho bisogno di dire nulla, saltiamo dentro entrambi e andiamo a casa.

 

La mattina dopo c’e’ qualche altro piccolo screzio tra me e V., piccolo o forse non tanto, forse semplicemente è passato il momento del vivi e lascia vivere e ho cominciato a far sentire la mia voce.

Cerco di non pensarci troppo, alla fine non la sto considerando di certo la storia della mia vita, ma se da una parte V. è molto attento nei miei confronti e insieme ce la spassiamo, in certe altre proprio non ci arriva, sembra quasi privo di ogni intelligenza emotiva.  Prima di andarmene, gli chiedo se mi accompagna alla stazione, lui storce un po’ il naso, e io non dico nulla, ma lo fulmino con lo sguardo.

Simbolico è il momento in cui, alzando la testa dopo essermi allacciata i cinturini delle scarpe, lo trovo lì, porgendomi una banconota da 10 sterline “per la prenotazione del campo da squash mercoledi”.

“Non voglio i tuoi soldi: voglio che mi accompagni alla stazione”.

Non so che tono ho usato, ma tutti nella stanza sono zittiti e mi han guardata, e V. mi ha accompagnata alla stazione senza battere ciglio. Perchè una cosa è certa: io non sono in vendita.

 

Tutto sommato questo venerdi/sabato passato insieme è stato piacevole e mi sono divertita.

Ma alla luce dei fatti che ho raccontato, e anche di quelli che ho taciuto, stasera un po’ me lo chiedo, che cazzo c’entro io con questo egocentrico, orgoglioso e capriccioso 24enne ragazzino lituano che mi sta già chiamando girlfriend.

blossom80