martedì, 17 febbraio 2009, ore 08:21

C'è una cosa che mi dimentico sempre di non fare quando vengo in Italia, ed è guardare il telegiornale.

Perchè una cosa è leggere i titoli delle notizie, e poter scegliere di spegnere, o chiudere il giornale e passare oltre. Un'altra è avere qualcuno che ti sbatte notizie e dettagli sul muso, cercando di essere quando piu drammatico possibile.

Cosi, anche ieri, guardando il telegiornale ho pianto. Ho pianto pensando a una ragazzina di 14 anni a cui è stata tolta una chance di felicità in una delle maniere più brutali che esistano. Ho pianto da donna adulta, da donna sicura di sè, che è stata libera di conoscere e imparare ad amare la sessualità secondo i ritmi che si è scelta. Da donna che un giorno lotterà perchè sua figlia abbia la stessa libertà. E ho pianto anche fiduciosa, desiderando infondere forza virtuale in questa ragazza, sperando che ce la faccia, che sia in gamba, che non si dia per vinta, che trovi il coraggio di usare tutto questo come la spinta a diventare una grande Donna.

E poi stanotte, tra tanti pensieri a casaccio, mi è tornato in mente anche questa notizia. Parlano di "carcere sicuro per gli stupratori". Io invece mi sono vista affondare un coltello da cucina nella gola di ogni stupratore nel mondo. A fondo, lì, in quella zona morbida del collo, dove la lama possa trapassare l'arteria come fosse burro. Alle sei di mattina, ho provato una strana sensazione di ebbrezza.

Carcere 'sti cazzi.

Ps, durante la giornata ho trovato una soluzione ancora migliore. Castrazione chimica. E per chimica, intendo una secchiata di acido gettato sui genitali. Decisamente più soddisfacente. 

 

blossom80
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venerdì, 26 settembre 2008, ore 21:53

Crescere porta alle volte a fare delle scelte che vanno contro le tue emozioni. Che vanno contro ogni istinto.

Crescere porta a prendere una decisione che sai essere quella giusta, anche se fa più male di quello che pensavi.

Crescere porta a riconoscere qual è la strada che porta ai tuoi obbiettivi, e non è di certo quella che luccica di più.

Crescere è riconoscere di aver commesso un errore, e provare frustrazione per essere stati ancora una volta troppo deboli.

Ma la fregatura più grande è che non importa quanto si sia cresciuti: il sapore delle lacrime rimane sempre lo stesso durante tutto il percorso.

Eppure riesce ogni singola volta a coglierti di sorpresa.

I'm not calling for a second chance,
I'm screaming at the top of my voice.
Give me reason but don't give me choice.
'Cause I'll just make the same mistake again.

blossom80

domenica, 07 settembre 2008, ore 18:32

Piove, fa freddo. L’estate è solo un ricordo. Eppure non mi dispiace. Ho sempre amato questo susseguirsi di stagioni: e la fine dell’estate mi eccita, come se la mia vita fosse rimasta in stand-by durante il bighellonare estivo e ora si accingesse a riprendere a pieno ritmo.

Primavera ed estate per me sono dedicate soprattutto al relax, spengo tutto e sento di desiderare un contatto più intenso con la natura, con l’aria aperta, con gli odori e i sapori, con l’acqua e con la terra, e il sole e il sudore sulla pelle calda…autunno e inverno invece sono stagioni per la mente, per i progetti, per lo studio, per le ambizioni, per le nuove scoperte, per le nuove amicizie.

 

Non ho sentito J. da quando sono rientrata e non ho intenzione di cercarlo. Al momento, sono troppo presa a sbollire il fuoco che ho dentro. Sostenitrice come sono del vivere sempre e comunque le emozioni forti, raramente mi trovo a provare rimorsi per qualcosa di fatto. Ma quando succede, la rabbia che provo nei miei confronti è un tornado, che mi schiaffeggia e mi umilia davanti a me stessa, l’unica responsabile della mia vita, e giudice di essa al tempo stesso.

Non rimpiango di aver perso la testa per lui e di averci passato del tempo insieme, sia chiaro, rimpiango “solo” di avergli messo tra le mani qualcosa di cosi delicato e personale, con la mia solita fiducia naive. Rimpiango di aver fatto questo per l’ennesima volta nella mia vita, rimpiango, a 28 anni compiuti e con tutte le esperienze alle spalle, di aver messo a rischio quella serenità e forza interiore che ho raggiunto. Ed è giusto che ora mi senta cosi stupida, cosi idiota, perchè il bruciore di questo schiaffo dovrà restarmi bene in mente in futuro.

 

Grazie al cielo ultimamente mi sento davvero indistruttibile. Vivo in una città che amo, scelta che rinnovo ogni mattina con un entusiasmo sempre più acceso, e molto difficile da spiegare ai più. Ma allo stesso tempo, mi immagino come sarebbe vivere in altri luoghi, anche completamente diversi, e mi piace, voglio essere pronta a quello che mi riserverà il futuro, saper amare, per motivi diversi, ogni posto che deciderò di chiamare casa.

Le persone di cui mi circondo mi donano moltissimo, e contribuiscono a rendermi una persona sempre migliore, più completa e versatile. Penso a mia mamma, cosi conformista ma anche così invidiabilmente salda nei suoi valori e principi; penso a mio papà, nato in una famiglia disastrata e che ha quasi disastrato a sua volta la sua di famiglia, che a quasi 60 anni si è rinnovato e reinventato un ruolo di nonno attento e premuroso, diventando l’idolo incontrastato della sua nipotina e riscattando pian piano tutti gli errori del passato; penso a mio fratello, incredibile padre e uomo da poco, sempre accusato di immaturità fin da piccolo, spesso incompreso perché cosi ermetico (eppure io l’ho sempre capito, ma non mi riusciva di raccontarlo agli altri a parole, io che con le parole di solito ci so fare…è qualcosa che va oltre, è sangue del mio sangue, io lo guardo e so che cosa pensa, che cosa ha dentro…), amante della tradizione e delle cose di casa; penso poi a chi vive una vita al contrario della loro, scegliendo di andare controcorrente, indifferente ai giudizi altrui, ma con la giusta sensibilità per non ferire chi potrebbe non capire, amante della libertà e di questa città, geloso dei suoi spazi ma aperto ai sentimenti, lui che riesce sempre a rapirmi l’anima ed espandere i miei orizzonti anche durante una semplice cena a casa, lui con cui posso parlare di tutto e lo faccio, lui che tra me e me chiamo scherzosamente “l’uomo della mia vita” e che sempre lo sarà, anche a distanza di tempo e di chilometri, e non abbiam bisogno di istruzioni o spiegazioni perché  è così e basta, perché è tutto vero ed è tutto nostro, e dovesse essere necessario lo difenderò anche con i denti.

Penso ai “nonni” di Udine e al loro matrimonio e la loro famiglia che è il mio modello di vita, perchè sanno rinnovarsi e ritrovarsi ogni giorno, affrontando un tornado di figlioletta, la carriera ed emozioni inaspettate con la consapevolezza che ogni giorno insieme è una scelta e non un ripiego.

Penso anche a J., che mi ha fatto riscoprire l’amore per la natura, per lo sport, e mi ha ricordato quanto sono belle le cose piu semplici, come un caminetto acceso o un pic-nic in montagna con gli amici.

E quando penso a tutte queste cose, e pago la rata dell’università entusiasta di ricominciare, e vado al lavoro e nel piccolo del mio lavoro semplice e umile riesco a trovare soddisfazione e spazi di crescita, e poi torno nel mio appartamentino e mi guardo un film con Maite davanti a un take-away, sento di non essere mai stata meglio, e mi ritrovo entusiasta al pensiero o al sogno di quello che verrà.

 

I'm broke but I'm happy
I'm poor but I'm kind
I'm short but I'm healthy, yeah
I'm high but I'm grounded
I'm sane but I'm overwhelmed
I'm lost but I'm hopeful baby

What it all comes down to
Is that everything's gonna be fine fine fine
I've got one hand in my pocket
And the other one is giving a high five

I feel drunk but I'm sober
I'm young and I'm underpaid
I'm tired but I'm working, yeah
I care but I'm worthless
I'm here but I'm really gone
I'm wrong and I'm sorry baby


What it all comes down to
Is that everything's gonna be quite alright
I've got one hand in my pocket
And the other one is flicking a cigarette

What it all comes down to
Is that I haven't got it all figured out just yet
I've got one hand in my pocket
And the other one is giving the peace sign

I'm free but I'm focused
I'm green but I'm wise
I'm shy but I'm friendly baby
I'm sad but I'm laughing
I'm brave but I'm chicken shit
I'm sick but I'm pretty baby

And what it all boils down to
Is that no one's really got it figured out just yet
I've got one hand in my pocket
And the other one is playing the piano

What it all comes down to my friends
Is that everything's just fine fine fine
I've got one hand in my pocket
And the other one is hailing a taxicab...

blossom80

mercoledì, 27 agosto 2008, ore 00:03

Ci sono persone che con l'età, e l'esperienza, imparano.

E poi ci sono quelli, come me, che imparano, si ripromettono di non cascarci piu, spergiurano che la prossima volta sarà diverso. Salvo poi caderci di nuovo, ammaliati come sempre dall'intensa bellezza del momento, incapaci di ragionare e incoraggiati dall'istinto.

Ci vediamo ormai un giorno sì e uno anche. Se non ci vediamo, ci riempiamo di messaggi. Siamo andati a bere un caffè in centro, un frappuccino seduti per terra nel parchetto di Soho square, tra turisti, studenti e barboni. Quando sono arrivata all'appuntamento, mi ha baciata sulle labbra come fosse la cosa più normale del mondo. Io ero un fortino che tentava di mantenere la necessaria distanza, ma il fortino a un certo punto del pomeriggio è venuto giù, e mi sono avvicinata per dargli un bacio. Lui non si è mosso verso di me, ha guardato dall'altra parte. Non so nemmeno spiegare cosa ho provato. Rabbia, soprattutto, verso me stessa, per aver ceduto cosi. Per avergli permesso di graffiare il mio cuore, quando stavo resistendo cosi bene.

Siamo andati a correre di domenica mattina al parco, sotto la pioggia, io che nemmeno ricordo l'ultima volta che sono andata a correre, e poi abbiamo fatto stretching insieme, e abbiam preso un caffè al bar sul laghetto. Poi è venuto su a casa, gli ho fatto vedere la mia camera, mi ha aspettato in salotto mentre mi sono cambiata e mi ha accompagnata fino ai cancelli della metro. Una giornata meravigliosa, senza bisogno di baci, perchè i baci ci confondono, ma che stiamo bene insieme è più che chiaro, e quando ci guardiamo negli occhi e non ci sfioriamo, è come tenere separati due magneti.

Lunedi mattina è venuto a colazione a casa mia, e non c'è stato più verso di impedire a quei magneti di unirsi. Ho preparato un banchetto per sorprenderlo, lui che da un'italiana si aspettava caffè e brioche. Non ho quasi dormito la notte per pensare ai dettagli, quando qualcosa mi entusiasma sono come una bambina, non riesco a smettere di pensarci. L'ho fatto accomodare e gli ho fatto imparare i nomi dei cibi in italiano, prima di portarli a tavola. Succo d'arancia, prosciutto crudo, salumi tedeschi, formaggio, salmone, avocado, fragole, kiwi, yoghurt. Volevo fare le uova alla coque, mi sono venute sode, con i fornelli davvero non ci so fare. Così è tornato, oggi, le uova le ha fatte lui, strapazzate, con la cipolla e la double cream, buonissime.

Mentre mi teneva tra le sue braccia immense, e mi accarezzava i capelli, e si ridacchiava e scherzava un po', gli ho chiesto di dirmi qualcosa di carino, "non sono bravo con le parole" "ma dai, dimmi una parola qualsiasi, dilla nella tua lingua cosi non la capisco" e lui si è fatto serio e ha sussurrato "sono troppe le cose che potrei dire...è così bello stare con qualcuno che riesco a capire, e che riesce a capirmi"...avrei voluto fermare il tempo in quell'istante.

E avevo un discorso preparato, "ora vado in vacanza, quando torno devi avere una risposta per me", risposta a una domanda che non ho mai fatto ma che è davanti a noi ogni secondo. E non ce l'ho fatta, accidenti a me, ho detto "ora vado in vacanza" e mi sono bloccata, e poi ho aggiunto "spero avrai tempo di pensare a tutto questo" e lui ha detto "certo, e quando torni andrò io in vacanza e avrò ancora più tempo per pensarci" e io volevo rispondere "bene, cosi magari ad ottobre posso sapere che cazzo sarà di noi" e invece ho detto solo "ci sono mille cose che vorrei dire, ma tu le hai gia capite tutte, andiamo" e siamo andati a prendere l'autobus.

Ed ora sono qui, intrappolata nel pensiero di un uomo che voglio al mio fianco più di ogni altra cosa al mondo, ad aspettare, a portare pazienza, a dargli spazi che non ha chiesto, ma di cui so che ha bisogno. A sperare, come nelle fiabe, che lasci la sua ragazza per me.

Ed è per quello che dico, che non ho imparato proprio niente dalla vita.

blossom80

giovedì, 12 giugno 2008, ore 17:27

Sta succedendo sempre piu spesso. Ormai la frase che ripeto piu spesso quando parlo con il mio manager è "I can't do this anymore", e poi scoppio a piangere...perchè sono un cancro con la luna in cancro, o perchè la pillola deve pur avere qualche effetto indesiderato, o perchè, come dice lui, "you care too much about what you do".

Mi sento in gabbia e nn so come uscirne, specie in momenti come questo dove i singhiozzi mi spezzano i pensieri e il dolore annebbia la mente. Non so più cosa fare, davvero, con il mio lavoro. A volte penso che dovrei cambiare, e lo so che dovrei, perchè io sono abituata a essere la "piccola" del gruppo, sono abituata a essere circondata da persone da cui posso imparare, da persone che ammiro...

e invece adesso sono forse l'unica who really gives a shit about improving things...e nonostante questa esperienza e dignità dovrebbe rendermi orgogliosa di dove sono arrivata e di quello che ho fatto fin'ora, in realtà ultimamente quello che sento è sempre ricoperto da palate di merdosa frustrazione.  Perchè mi continuo a chiedere... quanto difficile puo essere lavorare in una palestra? possibile che certi problemi si trascinino ancora adesso dopo 4 anni? possibile che la gente sia talmente incompetente? e possibile soprattutto che la gente sia talmente egoista da venirti a rinfacciare quell'unica volta che, incasinata alla reception, ho chiesto aiuto? Ok forse sono stata un po' sbrigativa, ma cristo dio, dovevo davvero mandare una domanda in carta bollata perchè quell'idiota mi andasse a cercare quella cazzo di massaggiatrice del suo team che si era imboscata chissa dove, mentre io cercavo di spiegare al suo cliente perchè accidenti paga per stare in un cinque stelle e deve lo stesso aspettare che la sua therapist si decida ad apparire?

Ian dice che nn ha mai visto nessuno nella sua carriera lavorare con il perfezionismo e la tenacia che ho io, e che il volume di quello che produco è incomparabile. Eppure io non mi sento per niente cosi speciale o intelligente. Sono una persona normale che ragiona con il proprio cervello e prende responsabilità di quello che le passa per le mani. Possibile che sia cosi unico e speciale tutto questo? Viviamo davvero in un mondo popolato da idioti? Sorry ma nn la penso cosi, penso invece che viviamo in un mondo popolato da egoisti e fancazzisti e sarà che sono friulana ma a me questo fa impazzire di rabbia. E dire che mi considero fancazzista io stessa, per le volte che mi perdo a leggere i vostri blog mentre sono alla reception. Eppure riesco anche a fare le mie cose in quelle 7 ore e mezza, e anche molte, troppe cose degli altri a dire il vero, e mi chiedo che cazzo facciano gli altri allora in quelle stesse ore?? Ma soprattutto, perchè la loro busta paga pesa ancora di più della mia, dopo 4 anni a dimostrare quello che valgo?

Se fossi  davvero cosi intelligente, me ne sarei già andata molto tempo fa, e nn sarei qui a sfogarmi su un blog, con il fegato che arde, il curriculum fermo a quattro anni fa, mettendomi scarpe vecchie in cui entra la pioggia per riuscire ad arrivare a fine mese, quando parlo correntemente tre lingue straniere e potrei fare fotocopie nella city ( o marchette a Kings Cross) e prendere molti piu soldi. Se fossi intelligente prenderei su le valigie e me ne andrei, smettendo di insistere che alla fin fine, se nn fosse per certi colleghi, questo lavoro io l'adoro, smettendo di considerare il mio manager come un secondo padre, o anche in un certo senso il padre che nn ho mai avuto, smettendo di pensare che con un lavoro d'ufficio dovrei mollare l'università e che non potrei piu andare al lavoro a piedi per le splendide viuzze di Belgravia come faccio adesso. Se fossi intelligente. Ma a me invece dell'intelligenza han dato l'emotività, i principi, i valori, ed è per questo che tutto quello che ho nominato per me è cosi importante. Bella fregatura.

E poi mi chiedo perchè ho passato cinque anni della mia vita a cambiare città ogni 3-6 mesi, cercando ogni volta nuove sfide, nuovi lavori, sempre pronta a saltare dentro nuove avventure, mentre ora sono ferma qui (stuck è la parola più adatta), incapace di prendere l'iniziativa e buttarmi di nuovo là fuori, con la grinta e la voglia di sfondare che avevo un tempo. Lo so che mi sono seduta "in poltrona", e forse è proprio quello che mi fa stare cosi: sotto il culo di Lorena una poltrona vecchia 4 anni non può che essere rovente...eppure allo stesso tempo è la prima volta nella mia vita che mi trovo ad amare la comodità e la stabilità, e se penso alla vita salterina di qualche anno fa, non so davvero se ne avrei ancora il "fisico".

I can't do this anymore. But what should I do then?

blossom80

martedì, 29 aprile 2008, ore 00:53

E ci sfoghiamo, piangiamo, perdiamo la fiducia...poi pian piano ricominciamo a sorridere, riprendiamo a vivere, a inseguire sogni sperando che questa volta nessuno se ne approfitti, sperando che questa volta nessuno ci cammini sopra, che questa volta sia quella buona.

Ho riascoltato una splendida canzone stasera. Grande Mika. Here it is...my interpretation. For both of us...

"My Interpretation"

You talk about life, you talk about death,
And everything in between,
Like it's nothing, and the words are easy.
You talk about me, and you talk about you,
And everything I do,
Like it's something, that needs repeating.
I don't need an alibi or for you to realize,
The things we left unsaid,
Are only taking space up in our head.
Make it my fault, win the game
Point the finger, place the blame
It does me up and down,
It doesn't matter now


'Cause I don't care if I ever talk to you again.
This is not about emotion,
I don't need a reason not to care what you say,
Or what happened in the end.
This is my interpretation,
And it don't, don't make sense.

The first two weeks turn into ten,
I hold my breath and wonder when it'll happen,
Does it really matter?
If half of what you said is true,
And half of what I didn't do could be different,
Would it make it better?
If we forget the things we know.
Would we have somewhere to go?
The only way is down, I can see that now.

'Cause I don't care if I ever talk to you again.
This is not about emotion,
I don't need a reason not to care what you say,
Or what happened in the end.
This is my interpretation,
And it don't, don't make sense.


It's really not such a sacrifice
And it don't have to make no sense to you at all,
'Cause this is my interpretation

blossom80

martedì, 04 marzo 2008, ore 13:01

Fanculo! Un altro piatto rotto. Ma che cazzo ho al posto delle mani?? Uno può ridere sul proprio essere nati maldestri fino a un certo punto. E in questo momento, sono oltre quel punto.

Ma gli ormoni, chi li ha inventati???

blossom80

giovedì, 17 gennaio 2008, ore 07:16

Il mio livello di stress sta raggiungendo valori mai visti prima. Ed e' curioso, perche' ho comunque il sorriso sulle labbra, ho comunque voglia di fare un sacco di cose, e conoscere persone nuove, viaggiare,  raccogliere nuove sfide, e passati gli acciacchi stagionali, mi sento pian piano sempre piu' forte. Il campanello d'allarme (ma ormai era gia' un incendio) e' suonato quando mi sono resa conto di aver prenotato un biglietto aereo per Roma lo stesso giorno della mega festa all'hotel dove lavoro..ma non solo, durante tutto il mese prima avevo raccontato a tutti gli amici con egual entusiasmo che sarei andata a Roma il 26 gennaio, e che sarei andata alla festa dell'hotel l'ultimo sabato del mese!!! Cosi' il volo ora e' spostato a domenica alle 6 di mattina, subito dopo la festa in tema "Moulin Rouge", e se non schiatto prima per la stanchezza, potreste vedere me e le mie occhiaie a Ciampino, vestita con calze a rete e boa di piume di struzzo :)

Essere stressati poi non comporta sempre lati negativi: per la prima volta in tre, forse quattro, o forse otto anni, nonostante il natale a casa, ho perso ben sei chili. Ovviamente non e' l'ideale perderli nel giro di due mesi, ma devo ammettere che non me ne dispiaccio per nulla, finalmente ho perso quell'appetito mostruoso che ho sempre avuto dai 14 anni in poi (anche se non sono ancora arrivata a disdegnare il buon cibo!!), e se vogliamo dirla tutta, costero' anche meno a chi mi invita fuori a cena! 

Sul lato privato stendo un velo pietoso, perche' dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni (descritti approssimativamente nel post precedente), il mio cervelletto bruciato e' ormai una macchina dispensatrice di pensieri negativi: molto non c'e' da fare comunque se non mettere su una maschera, far finta che tutto sia a posto, e sperare con il solito (per fortuna!) inguaribile ottimismo che magari con il tempo tutto si sistemera', e che forse, nonostante tutto, buona parte di quell'indimenticabile esperienza che abbiamo chiamato Casa restera', e non solo nei ricordi.

Al lavoro invece ho scelto di seguire il proposito di fregarmene altamente di cio' che non va come dovrebbe...l'ho perfino comunicato al mio manager che, preso di sorpesa, non ha saputo come contraddirmi. Da qualche giorno ormai il mio mantra nei momenti difficili e' "I DON'T CARE!"...se come me siete dei perfezionisti e vi sta sulle palle chi lavora in modo approssimativo, provate a fare questa scelta anche voi...anche se non sara' mai soddisfacente quanto lavorare come dio comanda, vi assicuro che un sacco di tensioni vengono allentate!!

Questo pomeriggio infine vado all'open day dell'universita' a scegliere definitivamente il corso di studi, la mia richiesta sembra essere stata presa in considerazione: se tutto va come deve comincero' proprio a febbraio, e non vedo proprio l'ora. Spero solo che la settimana bianca che sto programmando con Maite sul Monte Bianco (Courmayeur? c'e' stato qualcuno per caso?!!) per fine febbraio non sia un problema....!!

Perche' saro' anche stressata, ma questa vita non smette di farmi innamorare sempre di piu' ogni giorno che passa!

 

blossom80

domenica, 13 gennaio 2008, ore 07:42

Alle volte mi chiedo se sono io, o se e' il mondo a girare al rovescio questo Gennaio.

Certo il clima non aiuta. Certo non aiuta nemmeno farsi un turno di mattina come gesto di cortesia verso una collega, quando poi arrivi la mattina e scopri che questa collega si e' data per malata, lasciandoti da sola nella follia del primo weekend post vacanze. Soprattutto se hai passato meta' della notte a fare tormentati incubi sulla tua migliore amica, a cui (in sogno) vengono date anfetamine da un tuo caro amico, considerando poi che entrambe sono amicizie che da qualche mese stanno venendo messe a dura prova, e se da una parte ti senti orgogliosa perche' stai disperatamente cercando di usare la ragione quando poche persone resisterebbero a questo bombardamento emotivo, dall'altra vorresti urlare che cazzo, sara' egoistico, sara' infantile, sara' poco politically correct, ma FA MALE...e invece lo urlerai silenziosamente al tuo cuore, e alla tua notte insonne, e a Yesterday, la canzone dei Beatles che bastardissima suona proprio ora, e alla collega opportunista, e a chiunque altro osera' rendermi la vita difficile questa domenica mattina.

Perche' un' Amicizia di questo calibro mica la puoi perdere cosi', per un paio di notti insonni, che' poi forse e' proprio tutto questo amore a rendere le cose cosi' difficili... che' se penso alla persona di cui sono piu' gelosa al mondo, oltre alla mia famiglia, quella e' lei...e lasciarla andare da lui non e' mica cosi' facile...

blossom80

sabato, 05 gennaio 2008, ore 23:33

E le vacanze volgono al termine, ma in bocca ho il sapore amaro della stanchezza.

Aspetto Londra per riprendermi da queste ferie.

E io che pensavo di aver imparato. E io che pensavo di aver capito. Stupida che sono, avevo scordato come stare due settimane a casa sotto Natale mi avrebbero stremato.

 

Perché se all’inizio tutto è dolce, tutto sa di casa, tutto sa di famiglia, di affetti, di ricordi, verso la fine si ritorna alle vere origini. Si ritorna ai litigi e agli urli. Si ritorna ai musi lunghi, alle rispostacce. Si ritorna ad averne le palle piene, proprio come nove anni fa, proprio il motivo per cui me ne andai.

Le cose a volte cambiano. Ma certe non cambieranno mai. E sono scema io in primis a dimenticare che di certi argomenti a casa nostra non si deve parlare. Che discussioni serie non si devono avere. Che non è possibile confrontarsi come persone mature, alla pari. A dimenticare di usare i soliti luoghi comuni e lasciar cadere certe affermazioni assurde nel nulla, cambiare discorso, per evitare i soliti scontri generazionali.

 

E mi dà fastidio tutto. Mi dà fastidio questo freddo assurdo in cui vivono, 19 gradi e i miei piedi perennemente ghiacchiati pure con i calzettoni di lana.

Mi dà fastidio dover decidere a colazione dove e cosa voglio mangiare a cena tra due giorni.

Mi dà fastidio il letto da rifare, con lenzuola e coperte, invece del solito mega piumone con lenzuolo incorporato.

Mi dà fastidio che tre quarti della gente del paese abbia appena partorito o sia incinta, pare sia la moda del momento, e ciò risveglia in me desideri pericolosi contro cui devo lottare.

Mi dà fastidio stare ancora male, da due settimane, e sentirmi debole, talmente debole da restare a casa, stasera, invece di partecipare alla cena delle Befane con amiche.

Mi dà fastidio che mio fratello abbia litigato per l’ennesima volta con la morosa e quindi io non sia potuta andare con lui al Pignarul del paese, falò tipico friulano dell’Epifania. Che tanto comunque pioveva, e pioveva proprio sul bagnato.

Mi dà fastidio domani, ultimo giorno, dovermi dividere tra aperitivo con amica, pranzo a casa con famiglia, nel pomeriggio fare i salti mortali per vedere gli ultimi due amici, uno di Udine e uno di Trieste, e riuscire ad essere a casa di mio fratello per cena. Che poi è bello, rivedere gli amici. Che poi se non li riesci a rivedere ti dispiace pure. Ma rimane sempre uno stress non indifferente.

 

Ma ora basta con i piagnistei. Ho avuto anche due settimane splendide.

Due settimane di tradizione, di bei momenti con la famiglia, specie con la pupetta, di amici che ho riabbracciato con gioia, un weekend bolognese e modenese indimenticabile, una tre-giorni in Baviera dalla mia “ex famiglia au-pair” a coccolarmi le bimbe, mangiare wurstel e vin brulè e godermi una spettacolare sciata notturna in mezzo al bosco, sotto le stelle, su di una pista non illuminata. Magico.

Come posso lamentarmi. Ho avuto tutto quello che volevo da questa vacanza. Non sarà uno stupido litigio a rovinarmene il ricordo. Avrò tempo di riposarmi sulle rive del tamigi, al calduccio del mio appartamentino, rientrando nella quotidianità della mia vita londinese.

 

Cacchio come sono complicata, a volte. Tutto 'sto post, per poi terminare con un sorriso e un’auto pacca sulla spalla…

Meglio così. Che poi il mio oroscopo per il duemilaotto promette molto bene. Meglio non smentirlo già cosi in partenza!!!!

blossom80