Rieccomi qui a Londra, dopo una settimana che ha fatto da spartiacque tra il “pensiero” e la “realtà” di questo mio progetto Ecuador.
Eh già, perchè da adesso in poi non è più qualcosa di lontano. Poco più di un mese per chiudere ogni connessione o quasi con questa città e questi 5 ultimi anni di vita, e per munirmi di tutto ciò che mi servirà sulla linea dell’equatore, il tutto barcamenandomi tra le ultime intense battute al lavoro, un paio di esami universitari da provare e le lunghe, lunghissime chiacchierate con il mio amorcito ecuadoregno. Insomma, il count-down è ufficialmente cominciato!
Prima di partire per le vacanze ho raccontato delle mie intenzioni alla mia manager, e mi sono sentita convinta e serena. Io e lei lavoriamo insieme, tra il lavoro di prima e questo, da quasi 4 anni e io la stimo tantissimo sia nel privato che nell’ambito lavorativo. Abbiamo fatto un breve bilancio di com’è stato quest’ultimo anno di lavoro insieme e ho realizzato quanto aver cambiato lavoro mi abbia permesso di riconfermare e rafforzare tutti i traguardi raggiunti in questi ultimi anni, non solo professionalmente ma anche e soprattutto a livello personale.
Poi sono partita per 8 giorni di Friuli, determinata a passarli A CASA. E così ho fatto. A parte due sere con amici e due pomeriggi al mare, tutto il resto del tempo l’ho passato nel mio giardino (molto spesso in costume per far scorta di sole) oppure in bici nella campagna verdeoro di fine agosto, in costante compagnia di quello splendore di nipotina di cui non riesco proprio mai a stancarmi. La soffocherei di baci quella furbetta, vivacissima e testardissima, non parla ancora bene ma unisce le parole che sa a un’espressività unica, ed è un vero piacere assistere ai suoi progressi comunicativi. Non vedo l’ora che arrivi il fratellino a Natale, ma ammetto che difficilmente un maschietto riuscirà a spodestare questa piccola peste dal trono del mio cuore!!
Ho raccontato finalmente alla mia famiglia del mio progetto sudamericano. L’hanno presa bene, specie mia mamma di cui un po’ temevo una reazione più sconsolata. Certo, è preoccupata com’è giusto che sia, ma si vede che è anche entusiasta per me e fiera di quello che ho deciso di fare. E io sono fiera di lei, e di tutti i miei cari, che non solo hanno imparato a rispettare le mie decisioni anche quando così anticonformiste rispetto alla loro realtà, ma anche sempre pronti a sostenermi e fare il tifo per me fin da subito.
Ora non mi resta che salutare e abbracciare uno a uno gli amici di Londra.
E poi….PARTIRE!
La sagra del paese, con gli gnocchi fatti a mano sul momento e la birra di monaco nei boccali di vetro, con la tombola e la pesca di beneficenza, i bambini in piedi fino a tardi, nessuno che protesta per la musica, il casino, le macchine parcheggiate sui marciapiedi. Tutti presenti. E ancora qualcuno che - dopo quasi 5 anni che sono a Londra - riesce a fare la solita domanda: "dove sei adesso...ancora in Spagna?". Domani ci sono i fuochi d'artificio a chiudere quello che è l'evento dell'anno. Non è piu cosi evidente come una volta, ma il senso di comunità in paese c'è ancora, è vivo: è bello.
Venerdi cena con gli ex compagni di classe delle elementari, tra i soliti "ti ricordi quando sara ha fatto la pipi addosso alla comunione" "e quando lorena è caduta nel letamaio" in un revival di memorie che ogni anno, ogni volta riescono a riunirci e farci piangere dalle risate.
Sabato c'era il diluvio universale, si cazzeggia in cortile tra un temporale e l'altro con la piccola demonietta che scorazza scalza e in mutande. Mamma quanto cresce. E' un amore dai riccioli biondi...che adora stare con la sua zietta londinese!!
Domenica in spiaggia a Lignano Pineta, con un'amica secolare e un paio di new entry, tra cui anche due ragazzi niente male (ma mi tengo alla larga da storie a distanza). Pizza al trancio, passeggiata sul lungomare, bagno, gelato, poi rientro con incolonnamento di rito. La bassa friulana è una distesa color oro e smeraldo: adoro l'estate friulana.
Simon non si è piu fatto sentire, ci penso ma non mi manca, piu passa il tempo più sono convinta che comunque non sia mai stato il ragazzo per me. Mi chiedo quale sia il ragazzo per me. Se ci sia. Continuo ad essere convinta di si. E l'idea che sia là fuori e che un giorno lo conoscerò mi inebria di entusiasmo. Nel frattempo mi dedico ad amici e amiche, mentre mi godo questa breve ma splendida vacanza.
Nessun posto è mai come Casa.
La mia vita è davvero un fiume, che scorre in piena per tre quarti del suo tempo, prende detriti e frammenti di bosco per poi lasciarli più avanti in un ciclo senza fine. Io amo la mia vita proprio per questo, anche se a volte lo ammetto che mi faccio prendere dallo sconforto e mi chiedo perchè mi capitino sempre le storie più sfigate e assurde...ma alla fin fine, quando tocco il fondo rimbalzo sempre su quasi subito, quasi di riflesso, e mi guardo indietro, e guardo anche a queste storie, e mi sento VIVA ed estremamente fortunata di non annoiarmi mai.
Un update direi che è doveroso per quanto riguarda le ultime vicende della mia vita, in particolare la saga irlandese.
Simon viene a casa mia la sera prima del mio compleanno, venerdi scorso. Come sempre, bellissima serata, vino ecc ecc, lui affettuosissimo, brunch al Caramel mano nella mano, saluti e ci vediamo dopo alla mia festa. Qualche ora dopo mi scrive un sms che si sente poco bene ma che spera di farcela per la festa. Poi mi scrive che sta troppo male e non ce la fa a venire. Lo chiamo, cade la linea, tel poi spento, gli mando un sms, nn risponde. Crisi emotiva, anche perchè non viene lui= nn viene la mia collega con il marito e mi dispiace un sacco, ma mi dispiace anche che sta male. La festa poi comunque comincia, arrivano gli amici, si sta da dio e mi diverto un sacco. Tra un drink e l'altro gli mando un altro sms per dirgli che stava andando tutto bene, che l'avrei chiamato il giorno dopo per sapere come stava e raccontargli com'era andata. Still no reply. La festa cmq continua allegra, il fundraising è andato alla stragrande, abbiamo raccolto ben 201.01 sterline per i miei futuri bimbi in ecuador!!!! Come ringraziamento ho fatto uno spogliarello scherzoso (mi sono presentata in tuta da sci!!!!) in salotto (se volete vederlo lasciate un commento e vi mando il link in pvt! altrimenti qui avete le foto - vm18!), insomma è stata una serata memorabile.
Il giorno dopo invece ero assolutamente distrutta, fisicamente per non aver dormito, moralmente per via dell'irlandese che non si è fatto vivo e nemmeno ha risposto alla mia chiamata. Menomale che ho fatto una puntatina in centro con un'amica e mi sono rasserenata un po' a parlare fitto fitto di uomini incomprensibili, e di noi, che pure cosi comprensibili non siamo. La sera gli ho scritto un nuovo messaggio per dirgli che non capivo perchè mi ignorava, no reply, lacrime su lacrime. Solita frustrazione, trovo estremamente maleducato non rispondere ai messaggi. Lunedi sera mi risponde che anche lui non capisce cosa sia successo nel weekend e che gli sembra che le cose stiano andando troppo veloci e stiano diventando troppo serie.
Diciamo che mi son quasi messa a ridere! Ovviamente me l'aspettavo ma diciamo che fino all'ultimo volevo sperare di sbagliarmi, che una persona di 33 anni non può davvero comportarsi come un teenager e spaventarsi per un messaggio in piu, specie visto che ci vediamo una volta ogni due settimane e soprattutto io in ottobre sparisco dalla circolazione per tre mesi...e lui l'ha sempre saputo!!!!! Non mi ha nemmeno fatto male, che devi dire in questi casi? A parte che ovviamente l'interesse da parte mia è scemato praticamente del tutto. Io ho 29 anni, in genere non sono piu interessata a storie di una notte ma allo stesso tempo non sto sicuramente cercando una proposta di matrimonio, specie ora che sto per andarmene...però son fatta cosi, quando esco con una persona che mi piace mi lascio coinvolgere, e non ho intenzione di cambiare. Non mi spaventa nulla quando comincio una relazione nuova, e voglio accanto a me un Uomo, non un ragazzino, che sappia vivere come me a 360° senza paura di quello che potrebbe succedere.
Ad ogni modo, gli ho risposto con una mail di cui vado molto fiera, sottolineando come rispondere ad un messaggio sia educato e non serio, e che forse siamo diversi anche culturalmente e cose di questo tipo sarebbero dovute chiarirsi all'inizio, ma che ad ogni modo visto che condividiamo l'amore per la vita e per i viaggi sarebbe un peccato perdere una bella amicizia. Chi lo sa, magari gli è entrata da una parte e uscita dall'altra. Pace. Sono serena, devo ammettere. Non ho davvero piu voglia ne tempo ne interesse per persone complessate, borderline, capricciose, che tanto parlano e poco concludono. Ho voglia di positività, di persone coraggiose, di avventure, di scambio, di passione.
Ho voglia di Ecuador. Ho voglia di conoscere i miei futuri bimbi. Ho uno zaino da riempire. Di sogni...quelli che non fai di notte, ma che ti tengono sveglio la notte, dall'eccitazione, dall'emozione, dalla loro grandezza. Poco mi scalfisce, nulla mi distrugge. Life is now!
C'è qualcosa che da sempre mi fa più male di ogni altra, ed è quando non riesco ad esprimere quello che ho dentro. Quando vengo fraintesa, o quando semplicemente le mie capacità comunicative si inceppano. A volte succede perchè non so bene quello che ho dentro. Questa volta, invece, penso sia perchè lo so fin troppo bene. E ancora non so come spiegarmi, a chi non mi conosce abbastanza bene per leggermi dentro senza bisogno di parole.
E' tutto cosi chiaro, per una volta...è tutto così sicuro, stabile. Nel bene e nel male. E ogni persona che incontro, che rivedo, mi guarda ed è la prima cosa che mi dice. Non avevo mai pensato che la consapevolezza, da sola, potesse far maturare cosi tanto e abbattere certi limiti...limiti che ho da talmente tanti anni che mai avrei pensato che le cose sarebbero potute cambiare.
All'appello manca ancora la sicurezza in me stessa quando in relazione con un'altra persona. Non ce l'ho mai avuta, fino da bambina, e mi ha causato e ancora sta causando tanti problemi e tanti fallimenti. Ma ora so, che posso cambiare. Ora ho la prova che migliorare si può. Che si DEVE. E questo mi dona tanta, tanta serenità, tanta fiducia.
Questi quattro giorni in campagna si stanno rivelando un immenso toccasana. La mia famiglia disastrata mi trasmette un calore unico, la mia "stella patata" di nipotina mi dà delle soddisfazioni ed emozioni incomparabili, e certi amici sono davvero sensazionali. Il sole splende sui campi arati, le gemme spuntano sugli alberi, è primavera qui in paese e la sensazione primaria è quella di PACE. La cosa che cercavo venendo qui, la cosa di cui più ho bisogno per curare certe ferite, anche profonde, e per riempire vuoti derivati da parti di me che sono state strappate via e che chi lo sa, se mai si rigenereranno. E pace ho trovato, fuori... ma soprattutto dentro.
Sereni giorni di festa a tutti.
Ho una mente iperattiva e non so come spegnerla.
Tutto e' cominciato dopo l'ultimo esame di lunedi scorso, per cui ho un po' studiato all'ultimo momento la sera (ormai gioco al ribasso con gli esami, ogni volta studio un po' di meno!!!) e che pero' penso mi sia andato discretamente bene. Una volta uscita dalla stanza dell'esame, mi sono sentita piu' leggera di venti chili, pensavo di aver liberato lo stress e i pensieri, ed ero entusiasta di poter finalmente rilassarmi, dedicarmi ad amici e a me stessa.
E di giorno sta andando proprio cosi. Il problema e' la notte. La mia mente si e' lanciata in un'attivita' onirica inarrestabile, praticamente e' sistematico che non appena mi addormento mi scateno in una serie di sogni che rasentano l'assurdo... treni quasi persi, incendi, persone che si teletrasportano in luoghi che mi affascinano (la Cina), o a me cari (Friuli)...e molti di loro li ricordo nel dettaglio!
Ovviamente rispecchiano molto il tipo di pensieri che ho durante il giorno, specie riguardo i miei progetti di vita e di cambiamento, forse svelando una certa paura di fondo, la sana e naturale paura "di non farcela, di non esserne meritevoli o all'altezza", che ormai conosco benissimo perche' mia compagna in ognuna delle grosse decisioni prese in passato. E' che per assurdo e' sempre stata fonte di ispirazione e coraggio per le mie azioni. In parte penso sia anche un naturale processo di repulisti post-esame, voglio dire, la mia mente puo' contenere solo fino a un tot di informazioni, pensieri ed emozioni e quindi si libera del superfluo per far spazio a idee nuove, piu' fresche. E in gran parte, dimostra anche incapacita' di spegnersi: e' la tipica mente post-moderna, instancabile, ansiosa di produrre sempre di piu' nel minor tempo possibile, per la quale 24ore non sono mai abbastanza. Sono pensieri positivi, e sono molto serena riguardo a tutto, per cui non mi preoccupo.
Ma sono stanca. Voglio spegnerla adesso, per un po'. Voglio solo godermi il corso della mia vita da spettatore per qualche giorno. E dormire una notte intera, senza sogni e senza mille piccoli risvegli. La mia mente vuole la guerra? Stasera l'avra'. A base di doccia calda, olii essenziali, tisana alle erbe, e Norah Jones. Ommmmmmmmmmmmmmmmmmm 
Alla fine ho rivisto J. E' stata una mia scelta. L'ho invitato a casa mia, lui non se l'è fatto ripetere. Ho cucinato per lui, pasta con panna, funghi e prosciutto e il frico (piatto friulano) con la polenta, io che non cucino mai, proprio proprio mai. Ho aperto una bottiglia di champagne. Siamo stati bene, come sempre,, in ogni singolo minuto insieme. L'unica differenza è che non mi son sentita morire quando l'ho salutato. Non ho sentito di avergli regalato un pezzetto di cuore, come al solito. Semmai, ho sentito di essermi presa qualcosa che mi spettava, e qualcosa di cui sentivo un bisogno pazzesco negli ultimi giorni: un abbraccio, un bacio, un po' di calore, di affetto. Mi son sentita serena, mi sento serena.
Accetto frammenti di felicità a breve termine, perchè l'alternativa è il nulla. Mi fa pensare che non è mica giusto. Merito di più. Ma stare da soli alle volte è cosi dannatamente più difficile....
Mi sento serena. Sono andata in universita oggi, ho scoperto di aver preso una A alla presentazione di martedi scorso, ho visitato un paio di uffici e raccolto migliaia di volantini e formulari, poi ho pulito casa con le finestre spalancate su un bel sole invernale e radio 105 di sottofondo.
Dopo lo sfogo di sabato, si è sbloccato quell'ingorgo mentale che avevo e si sono aperti nuovi spazi, che ho subito messo a frutto mettendomi a fare quello che adoro di più: organizzare uscite con amici! Cinema domani per vedere Gomorrah, credo che saremo tutti italiani e avremo pure un interprete! Forse Jack the Ripper walk venerdi sera, e compleanno domenica pomeriggio, se mi riesco a cambiare un turno.
J. è rientrato dall'ennesimo viaggio in Repubblica Ceca e ha risposto alla mail. E' stato sincero, si è aperto, mi ha detto cosa prova e cosa pensa di me, si è preso ogni colpa, mi ha chiesto di perdonarlo per avermi fatto soffrire. Mi ha chiesto "please stay my friend". E' stato dolce. Gli voglio davvero bene e certo, che rimarrò sua amica: quando incontro una persona speciale, non sono cosi scema da perderla. Ed è proprio per non perderlo, che rispetterò questa distanza ancora per un po'. Mi sta passando, lontana da lui. Un po' mi manca, ma ci penso sempre di meno, e non voglio rovinare questa serenità al riguardo. Magari lo rivedrò prima di Natale, per gli auguri. Sono felice. So che da fuori sembra la solita storia triste e squallida, ma da dentro è la storia di un grande affetto, e so che ne è valsa la pena in ogni singolo secondo. La vita è meravigliosa proprio per ogni emozione che ci viene regalata, e mai mi stancherò di ripetere, quanto ci sia di magnifico in ogni suo secondo.
Oggi per la prima volta ho sfiorato anche io quel pessimismo cosmico che sta opprimendo mezzo mondo in questi giorni, quello derivato dal credit crunch (che non è il nome di una barretta di cioccolato croccante come potrebbe sembrare, ma quel misterioso fenomeno finanziario che sta mettendo in ginocchio le banche di ogni dove, e che in particolare porta i giornalisti a pubblicare quotidianamente foto curiose di trader brasiliani e argentini in lacrime).
Io lavoro nella City di Londra e l'atmosfera pesante si sente assai, i miei clienti per dire sono dipendenti di imprese quali Merrill Lynch e Deutsche Bank ...tanto per raccontare la mia ultimissima figura di merda, qualche settimana fa è venuta una signora a farsi un trattamento (poche settimane dopo la nascita del figlioletto) con un buono massaggio regalatole dai suoi colleghi per la maternità...non riuscivo a rintracciare il numero del buono, cosi le ho chiesto il nome della compagnia dove lavora, e lei "eh...Lehman Brothers" (fallita giusto la settimana prima) seguito da un silenzio imbarazzato che io ho pensato bene di colmare con un delicatissimo "ah, quindi quando rientra dalla maternità è senza lavoro?"....ma come cacchio mi è saltato in mente non lo so!!!! E poi il massaggiatore mi è venuto a dire che prima aveva pianto durante tutto il trattamento perchè non sa cosa l'aspetta in futuro....quello della parola non è sempre un dono, va detto nel mio caso...
Ad ogni modo, stamattina è arrivata in ufficio la mia manager, il cui fidanzato lavora per la Credite Suisse (e quindi probabilmente a colazione mangia golose barrette di credit crunch), dicendo che le cose stanno andando male, che nulla più sarà come prima, non si potrà piu avere un mutuo o perfino una carta di credito, non ci si potrà piu permettere il lusso di comprare le cose a rate, che offerte tipo "compra un sofà e pagalo nel 2030" non esisteranno piu, la gente perderà il lavoro, si creerà tensione, scoppieranno guerre e il mondo come lo conosciamo oggi non esisterà MAI più.
Ci ho pensato un attimo se angosciarmi, ma giusto trenta secondi. Poi ho pensato "quindi la gente vivrà come ho sempre vissuto io". Mia mamma è casalinga, da quando si è sposata non ha mai lavorato (e comunque prima faceva l'operaia in filanda). Mio papà è muratore. Hanno cresciuto due bambini con una paga soltanto, e non solo ci hanno sfamato: ci hanno comprato le merendine del Mulino Bianco e della Mister Day, ci hanno tenuto al caldo, ci hanno comprato scarpe nuove quando il piede cresceva, ci hanno mandato ai campiscuola estivi in montagna, ci hanno comprato i libri di scuola nuovi ogni anno, e lo zaino dell'invicta del colore che volevamo, ci hanno messo un regalo sotto l'albero a ogni natale. Avevo solo una barbie e un ken con due cambi di vestiti; volevo la casa con l'ascensore ma costava troppo, cosi dormivano in una scatola di scarpe, e vivevano lo stesso felici e contenti. Volevo il Dolce Forno ma costava troppo, così mi sono limitata a far finta di cucinare le patate in un secchio sotto il sole e mi sono divertita lo stesso. Mia mamma si comprava un cappotto nuovo ogni cinque anni e non andava dall'estetista, eppure non si lamentava perchè alla fine la vita è fatta di scelte, e la sua scelta era poter stare con i suoi bimbi notte e giorno.
E io sono cresciuta cosi. Un po' formica, un po' cicala, ma soprattutto formica. Esagero al contrario nello shopping, mi compro le cose solo quando ne resto senza, e per dire ora ho bisogno di un paio di scarpe nuove perchè in quelle che ho entra la pioggia, non perchè quelle che ho sono fuori moda. E il mio giubbino ha 5-6 anni e qualche forellino sulle maniche provocato dalle sigarette in discoteca, ma tiene ancora caldo e allora perchè buttarlo? Ho tre carte di credito ma le ripago sempre tutte prima della scadenza, non comprerei mai nulla a rate o con un prestito, non vivo al di là dei miei limiti... certo, vorrei un computer nuovo, e vorrei una macchina fotografica nuova, ma sto pagando duecento sterline al mese di università e cento di abbonamento alla metro e seicento e passa di affitto, e almeno fino a febbraio non esiste, e a febbraio poi voglio andare in settimana bianca e quindi si rimanda tutto all'estate. E non mi pesa, davvero: non sono ricca, ma non mi serve esserlo per essere felice; se mi servisse, mi ossessionerei per fare carriera, e invece tutto quello che voglio fare a breve è una famiglia. Esco, mi diverto, vedo gli amici, mangio una pizza: è questa la mia scelta.
Per questo, a me il credit crunch fa il solletico, e continuo serena la mia vita naif, e se proprio la vita diventerà invivibile qua nel mondo industrializzato, prenderò baracca e burattini, me ne andrò da qualche parte sperduta in montagna, mi farò un orticello, prenderò un paio di polli e mi godrò quello che mi resta da vivere. Senza rimpiangere quello che non mi posso permettere. E ringraziando soprattutto i miei genitori, per avermi insegnato che si può. Basta volerlo.
Un mese nel nuovo lavoro.
Qualche giorno fa sono andata a salutare la gente nel lavoro di prima, è stato bello e molto, molto emozionante. Strano come mi sembra sia passato molto più tempo dall'ultima volta che ci ho lavorato. Strano per la prima volta guardare tutto dall'esterno, quando per tre anni e mezzo ci sono stata dentro fino al collo. Strana anche la sensazione che ho avuto, che potrei tornarci a lavorare oggi stesso, perchè mi manca, perchè è un gran posto e un gran posto di lavoro, ma che andarmene è stata decisamente la scelta più giusta al momento.
Ne parlavo con Stuart, mentre sorseggiavo un tè alla menta al bar della palestra. Mi ha detto che mi trova in splendida forma, rilassata, serena. Ultimamente credo fosse abituato a vedermi sempre nervosa, agitata, di fretta. Avevo bisogno di prendere le distanze, di riprendere prospettiva sulla mia vita, sul lavoro, su tutto. Avevo bisogno di uscire da quel vortice che mi stava risucchiando, per riuscire a vedere tutto con più chiarezza.
Il lavoro nella nuova Spa è diverso. E' meno dinamico, meno intenso. Ci sono momenti di frenesia pura, certo, ma vengono alternati a momenti di quiete, molto preziosi per tirare un respiro. Ci sono meno colleghi di lavoro, e la maggior parte sono donne, e alcune di loro sono un po' insoddisfatte, o un po' stanche, o un po' demotivate, non saprei dire, ma contribuiscono a creare un'atmosfera un po' statica, un po' lamentosa oserei dire. Sono brave ragazze, mi trovo bene con loro e fanno il loro lavoro, ma certe volte mi sento davvero di stare su di un altro pianeta rispetto a loro. O forse, semplicemente, sono quella nuova, a differenza loro che si portano già qualche anno di esperienza nella Spa, ed è normale essere un po' annoiati.
I clienti sono generalmente molto più simpatici di quelli di prima, o forse semplicemente sono molto meno in numero (non essendoci palestra o piscina), per questo ho molto più tempo per parlarci. A parte qualche soggetto odioso (quelli nn mancano mai!), mi faccio delle belle chiacchierate ed è piacevole. Continuano a farmi i complimenti per il mio inglese, che invece a me non sembra essere niente di particolare, e in particolare dicono che non ho assolutamente l'accento italiano, cosa che mi sorprende perchè quando io mi ascolto invece l'accento lo sento tutto!!! Cmq ieri mi hanno preso per francese (bleah!) e per svedese, sto collezionando nazionalità! Insomma, alla fin fine anche se alle volte mi sento stanchissima e non particolarmente motivata, devo dire che è vero, sono molto più serena ed equilibrata, e a distanza di solo un mese non è cosa da poco.
Ho anche rivisto J. di passo, tra il mio rientro dalle vacanze e la sua partenza. Ciò che c'è tra noi non sembra essere cambiato di una virgola, anzi, forse addirittura si è rafforzato dopo questa breve separazione. Ma io cerco di non pensarci troppo. Ormai, siamo arrivati al capolinea. Lui al momento sta solcando i mari della croazia in barca a vela, probabilmente riflettendo sul da farsi, e quando tornerà sarà tempo di decisioni. Inizio o Fine. Decisioni che non posso influenzare, e allora mi siedo ed aspetto. Ci tengo davvero troppo per sporcare il tutto con inutili angoscie, o pensieri, o paure, o speranze, come mio solito. Questa volta mi tengo a distanza: amo la mia vita, le persone che fanno parte di essa, amo me stessa e comunque vada, sarà valsa la pena di averci provato. Dicono che si chiama Pazienza. Ed è forse la prima volta che ne capisco il valore.
Piove, fa freddo. L’estate è solo un ricordo. Eppure non mi dispiace. Ho sempre amato questo susseguirsi di stagioni: e la fine dell’estate mi eccita, come se la mia vita fosse rimasta in stand-by durante il bighellonare estivo e ora si accingesse a riprendere a pieno ritmo.
Primavera ed estate per me sono dedicate soprattutto al relax, spengo tutto e sento di desiderare un contatto più intenso con la natura, con l’aria aperta, con gli odori e i sapori, con l’acqua e con la terra, e il sole e il sudore sulla pelle calda…autunno e inverno invece sono stagioni per la mente, per i progetti, per lo studio, per le ambizioni, per le nuove scoperte, per le nuove amicizie.
Non ho sentito J. da quando sono rientrata e non ho intenzione di cercarlo. Al momento, sono troppo presa a sbollire il fuoco che ho dentro. Sostenitrice come sono del vivere sempre e comunque le emozioni forti, raramente mi trovo a provare rimorsi per qualcosa di fatto. Ma quando succede, la rabbia che provo nei miei confronti è un tornado, che mi schiaffeggia e mi umilia davanti a me stessa, l’unica responsabile della mia vita, e giudice di essa al tempo stesso.
Non rimpiango di aver perso la testa per lui e di averci passato del tempo insieme, sia chiaro, rimpiango “solo” di avergli messo tra le mani qualcosa di cosi delicato e personale, con la mia solita fiducia naive. Rimpiango di aver fatto questo per l’ennesima volta nella mia vita, rimpiango, a 28 anni compiuti e con tutte le esperienze alle spalle, di aver messo a rischio quella serenità e forza interiore che ho raggiunto. Ed è giusto che ora mi senta cosi stupida, cosi idiota, perchè il bruciore di questo schiaffo dovrà restarmi bene in mente in futuro.
Grazie al cielo ultimamente mi sento davvero indistruttibile. Vivo in una città che amo, scelta che rinnovo ogni mattina con un entusiasmo sempre più acceso, e molto difficile da spiegare ai più. Ma allo stesso tempo, mi immagino come sarebbe vivere in altri luoghi, anche completamente diversi, e mi piace, voglio essere pronta a quello che mi riserverà il futuro, saper amare, per motivi diversi, ogni posto che deciderò di chiamare casa.
Le persone di cui mi circondo mi donano moltissimo, e contribuiscono a rendermi una persona sempre migliore, più completa e versatile. Penso a mia mamma, cosi conformista ma anche così invidiabilmente salda nei suoi valori e principi; penso a mio papà, nato in una famiglia disastrata e che ha quasi disastrato a sua volta la sua di famiglia, che a quasi 60 anni si è rinnovato e reinventato un ruolo di nonno attento e premuroso, diventando l’idolo incontrastato della sua nipotina e riscattando pian piano tutti gli errori del passato; penso a mio fratello, incredibile padre e uomo da poco, sempre accusato di immaturità fin da piccolo, spesso incompreso perché cosi ermetico (eppure io l’ho sempre capito, ma non mi riusciva di raccontarlo agli altri a parole, io che con le parole di solito ci so fare…è qualcosa che va oltre, è sangue del mio sangue, io lo guardo e so che cosa pensa, che cosa ha dentro…), amante della tradizione e delle cose di casa; penso poi a chi vive una vita al contrario della loro, scegliendo di andare controcorrente, indifferente ai giudizi altrui, ma con la giusta sensibilità per non ferire chi potrebbe non capire, amante della libertà e di questa città, geloso dei suoi spazi ma aperto ai sentimenti, lui che riesce sempre a rapirmi l’anima ed espandere i miei orizzonti anche durante una semplice cena a casa, lui con cui posso parlare di tutto e lo faccio, lui che tra me e me chiamo scherzosamente “l’uomo della mia vita” e che sempre lo sarà, anche a distanza di tempo e di chilometri, e non abbiam bisogno di istruzioni o spiegazioni perché è così e basta, perché è tutto vero ed è tutto nostro, e dovesse essere necessario lo difenderò anche con i denti.
Penso ai “nonni” di Udine e al loro matrimonio e la loro famiglia che è il mio modello di vita, perchè sanno rinnovarsi e ritrovarsi ogni giorno, affrontando un tornado di figlioletta, la carriera ed emozioni inaspettate con la consapevolezza che ogni giorno insieme è una scelta e non un ripiego.
Penso anche a J., che mi ha fatto riscoprire l’amore per la natura, per lo sport, e mi ha ricordato quanto sono belle le cose piu semplici, come un caminetto acceso o un pic-nic in montagna con gli amici.
E quando penso a tutte queste cose, e pago la rata dell’università entusiasta di ricominciare, e vado al lavoro e nel piccolo del mio lavoro semplice e umile riesco a trovare soddisfazione e spazi di crescita, e poi torno nel mio appartamentino e mi guardo un film con Maite davanti a un take-away, sento di non essere mai stata meglio, e mi ritrovo entusiasta al pensiero o al sogno di quello che verrà.
I'm broke but I'm happy
I'm poor but I'm kind
I'm short but I'm healthy, yeah
I'm high but I'm grounded
I'm sane but I'm overwhelmed
I'm lost but I'm hopeful baby
What it all comes down to
Is that everything's gonna be fine fine fine
I've got one hand in my pocket
And the other one is giving a high five
I feel drunk but I'm sober
I'm young and I'm underpaid
I'm tired but I'm working, yeah
I care but I'm worthless
I'm here but I'm really gone
I'm wrong and I'm sorry baby
What it all comes down to
Is that everything's gonna be quite alright
I've got one hand in my pocket
And the other one is flicking a cigarette
What it all comes down to
Is that I haven't got it all figured out just yet
I've got one hand in my pocket
And the other one is giving the peace sign
I'm free but I'm focused
I'm green but I'm wise
I'm shy but I'm friendly baby
I'm sad but I'm laughing
I'm brave but I'm chicken shit
I'm sick but I'm pretty baby
And what it all boils down to
Is that no one's really got it figured out just yet
I've got one hand in my pocket
And the other one is playing the piano
What it all comes down to my friends
Is that everything's just fine fine fine
I've got one hand in my pocket
And the other one is hailing a taxicab...